
Sembra proprio che nelle ultime settimane abbandonare SQL sia diventata quasi una moda: anche su queste pagine abbiamo parlato dei database non-relazionali e del “movimento” NoSQL grazie a Cassandra (e non soltanto). Tra i primi e più illustri servizi web 2.0 a effettuare lo switch è stato Twitter… e molti lo stanno seguendo.
Questa volta non si tratta di microblogging, ma di social bookmarking: Digg ha abbracciato Cassandra con un ampio e interessante preambolo circa i problemi riscontrati nell’uso di MySQL rispetto a database di grandi dimensioni e in riferimento al web in tempo reale. Il lavoro del team su Cassandra sarà interamente reso pubblico e open source.
Poco dopo anche Reddit ha abbandonato MemecacheDB in seguito ai feedback degli utenti che si lamentavano dei disservizi causati dal passaggio ad Amazon EC2: convinti che i problemi non dipendessero dai server, gli sviluppatori hanno effettuato il passaggio a Cassandra — migliorando sensibilmente le prestazioni. Chissà cosa ne pensa Oracle.
Via | Unixmen
StatusNet (un progetto che mi sta particolarmente a cuore) non si è certo dimenticato della propria anima open source, a prescindere dalla scalata al settore enterprise: quando la società – che ancora si chiamava Laconica – lanciò identi.ca cominciò a lavorare a una specifica per il microblogging che superasse i limiti di Twitter — il progetto si chiamava OpenMicroblogging.
Oggi OpenMicroblogging “punta” direttamente a OStatus, che non è soltanto un redesign strategico del brand: si tratta di un progetto d’ampio respiro che tiene conto delle ultime novità del web 2.0 e ne propone l’utilizzo in associazione al microblogging. Un esempio è costituito da PubSubHubbub, ultimamente abbracciato anche da WordPress… e non solo.
OStatus integra pure Activity Streams (insieme a PuSH in uso anche per Google Buzz) e soprattutto WebFinger, riesumato da GMail — l’unificazione delle conversazioni è affidata al protocollo Salmon. Sono tutte feature già presenti nel core di StatusNet e che gli sviluppatori consigliano all’intera comunità per un’intercomunicazione tra piattaforme sempre più performante. Diventerà uno standard come OAuth?

Mio malgrado sono costretto ad aprire questo intervento con una premessa: il client non è pienamente funzionante, perciò è molto probabile che questa feature risulti al momento inaccessibile — se qualcuno fosse tentato di provarla immediatamente. Nonostante l’aggiornamento visuale degli sviluppatori, EMeSeNe 2 è tutt’altro che pronto.
Sta di fatto che la possibilità di sfruttare i temi di Adium per le conversazioni è qualcosa che ritengo piuttosto intrigante: qualcuno aveva creato un plugin per Pidgin qualche tempo fa e il restyling di Empathy – già visibile su Ubuntu/Lucid – va nella stessa direzione. EMeSeNe 2 non poteva certo essere da meno!
La speranza è che il trunk sia aggiornato al più presto, cosicché sia testabile una versione funzionante (almeno per le feature essenziali): i più arditi possono provare un repository PPA che dovrebbe essere sincronizzato con l’archivio principale, ma alcune dipendenze sono corrotte — si parla di WebKit per Python, che inficia l’utilizzo del client laddove assente.
StatusNet (che un tempo si chiamava Laconica), ovvero il CMS alla base di identi.ca, è un progetto che ho seguito con interesse dai suoi esordi: già in ottobre – quando il primo step di rinnovamento del marketing era ormai stato completato – i suoi sviluppatori avevano palesato l’intenzione di diventare il WordPress del microblogging.
Non so quanti abbiano creduto realmente nelle possibilità di StatusNet, eppure sembra che il team stia riuscendo nell’intento: il CMS è rilasciato sotto licenza AGPLv3, ma i servizi proposti alle aziende hanno recentemente subito un deciso incremento verso l’enterprise. E l’intera piattaforma – eccettuando identi.ca, che ancora installa la versione 0.8.3 (alle aziende è fornita la 0.9) – ha ottenuto un redesign.
Per quanto riguarda il network per le imprese, StatusNet 0.9 è considerato come un “free trial” (niente paura, la licenza non è stata alterata in alcun modo) privo di supporto… mentre sono stati introdotti piani ad hoc per soluzioni assistite. Il successo dell’intero progetto open source è sempre più vicino.
È pur vero che la possibilità di sfruttare la chat di Facebook – recentemente “aperta” a qualsiasi client grazie all’utilizzo del protocollo Jabber, come annunciato su Downloadblog.it – non necessita più di particolari plugin, eppure (specie considerando la natura dei contatti del social network) poter avere in un solo colpo d’occhio gli amici di MSN e Facebook potrebbe rivelarsi molto utile.
La versione di sviluppo di EMeSeNe, ancora lontana dall’essere considerata stabile e decisamente ostica quanto a installazione, consente ora l’opportunità di collegarsi al profilo di Facebook — ma anche a GTalk, sempre su XMPP, e “probabilmente” AIM. Il tutto parte dalle opzioni di configurazione: oltre al metodo HTTP alternativo per MSN è stata introdotta una funzione per Jabber.
Resta da vedere se/come sia possibile effettuare contemporaneamente il login su Windows Live e Facebook: se la versione definitiva dovesse richiedere uno “switch” tra i profili questa opzione si rivelerebbe del tutto inutile. O per lo meno molto più scomoda di altre soluzioni come Pidgin ed Empathy. Staremo a vedere: la nota positiva resta il fatto che qualcosa si stia muovendo attorno a EMeSeNe 2.

SquidClamav è un redirector per il proxy web Squid che consente di integrare ClamAv.
Gli utenti che navigheranno utilizzando questo proxy saranno protetti da possibili virus, worm e trojan che si possono incontrare sul web. Il software è largamente utilizzato e può reggere un notevole carico di utenti.
Dalla versione 5.0 viene monitorato tutto li traffico HTTP ed è possibile utilizzare REGEX più complesse. Anche la documentazione ha subito dei miglioramenti.
Uget (prima si chiamava urlgfe) è un semplice e leggero download manager scritto in GTK+.
Supporta la possibilità di riprendere i download interrotti, gestire delle code, classificare i download in categorie con configurazioni personalizzabili, scaricare un lista di file da un file html, monitorare gli appunti ed integrarsi con Firefox con Flashgot.
Potete usarlo anche direttamente dalla linea di comando per i vostri script ed avere sempre sott’occhio la situazione complessiva dei download. Interessante anche notare che il progetto è attivo e sta già lavorando alla prossima major version che sarà basata sul GTK+3.
Via | Urlget

Annunciato un po’ in sordina qualche giorno fa, WordPress per Android è disponibile sull’Android Market e va ad aggiungersi alle relative versioni della piattaforma per iPhone e BlackBerry: un primo intervento al riguardo è stato scritto su Mobileblog.it — com’era del resto prevedibile.
Neppure una settimana e la comunità ha già riportato una serie di bug che hanno convinto gli sviluppatori a rilasciare una versione 1.0.1 che, traendo spunto dai feedback ricevuti attraverso il forum ufficiale, ha “chiuso” i buchi che sono stati ravvisati dagli utenti.
Un approccio più che apprezzabile, da parte di un’azienda che ha più volte ribadito (anche con iniziative di tutto rispetto) la volontà di mantenere WordPress open source. Peraltro su una piattaforma altrettanto aperta, nonostante la querelle coi manutentori del kernel di Linux.
Non è raro che dalle pagine di Ubuntu Forums emergano nuovi interessanti progetti in fase di sviluppo: è il caso di AutoWiFi, un’applicazione per connettersi automaticamente agli hotspot free — presentata proprio con un thread sulla famosa board.
AutoWiFi è un’applicazione scritta in Python da una programmatrice francese: attualmente in fase alpha, è installabile da un PPA per Ubuntu/Karmic. Al momento sono supportati soltanto gli hotspot di Fon e Freebox WiFi (che è un servizio attivo in Francia).
La sviluppatrice è alla ricerca di tester che provino AutoWiFi al di fuori dell’Europa: l’applicazione può connettersi in automatico esclusivamente agli hotspot che non richiedano chiavi WEP/WPA e prossimamente è prevista l’integrazione col WiFi gratuito di McDonald’s.

Buzzbird è una soluzione cross-platform e opensource per Twitter che non richiede alcun runtime aggiuntivo per funzionare: l’interfaccia è piuttosto essenziale e supporta tutte le principali funzioni della popolare piattaforma di microblogging.
A detta degli stessi sviluppatori Buzzbird 0.6 è meno “brutto” del 44% rispetto alle versioni precedenti: effettivamente non impressiona certo per il layout accattivante. Ma si tratta di un’alternativa molto leggera e versatile ai client più diffusi.
I binari – scaricabili per Linux, OS X e Windows – si appoggiano a XULRunner e possono essere eseguiti, una volta estratti, da qualsiasi posizione: l’applicazione è ancora all’inizio del proprio ciclo di sviluppo e in questa fase subisce aggiornamenti piuttosto frequenti anche via Git.