LLVM 3.1, la prossima minor release dell’avanzata infrastruttura per la compilazione dei sorgenti in C/C++ e Obj-C/Obj-C++, supporterà le estensioni AVX e – soprattutto – AVX2 di Intel. L’annuncio risale a circa dieci giorni fa, ma è stato sottovalutato per il rilascio del compilatore di CUDA 4.1 come open source da parte di nVdia.
È un aspetto da considerare per due motivi: il primo riguarda il fatto che GCC 4.6 ha introdotto a sua volta il supporto ad AVX, il secondo è l’utilizzo del SDK per OpenCL di Intel da parte di LLVM 3.1. La ragione più “curiosa” è un’altra. Nessun processore implementerà AVX2 prima di Haswell, il successore di Sandy Bridge, nel 2013.
Salvo ritardi, però, il rilascio di LLVM 3.1 dovrebbe avvenire già nell’aprile del 2012. Con almeno un anno d’anticipo rispetto all’effettiva disponibilità di processori che supportino le funzionalità di AVX2. La novità è resa possibile grazie alla versione 1.5 di Intel OpenCL SDK, che permette il debug in assenza delle estensioni.
Via | LLVM
MeeGo non esiste più: a rimpiazzarlo è stato creato Tizen, un progetto guidato da The LiMo Foundation e supportato da Intel con Samsung. Qualcosa di vero, nelle indiscrezioni che volevano MeeGo acquisito da Samsung, effettivamente c’era. Cambierà il brand, la piattaforma sarà ridisegnata. Tuttavia, il produttore coreano è coinvolto.
E Intel non mentiva, quando sosteneva di non essere intenzionata ad abbandonare MeeGo. Il discorso è il medesimo. The Linux Foundation compare ancora, tra i partner del nuovo progetto: il rilascio iniziale di Tizen è previsto nel primo trimestre del 2012. I dispositivi supportati sono quelli di MeeGo. Riuscirà ad avere più fortuna?
Il passato è tutt’altro che incoraggiante: Moblin è stato cancellato per MeeGo, al quale s’aggiunse Maemo di Nokia, e il 2012 vedrà l’uscita di Tizen. I predecessori, molto promettenti, non hanno superato la fase di sperimentazione. Basteranno un nuovo produttore e le esperienze accumulate, per fare di Tizen una soluzione vincente?
Via | The LiMo Foundation
Intel propone un’alternativa al Native Client di Google per Chrom*: River Trail è un’estensione, al momento disponibile per Firefox, e promette di rendere più veloce l’esecuzione delle applicazioni in JavaScript col browser. Un approccio diametralmente opposto a quello di Google per l’approdo delle applicazioni “native” sul browser.
Il senso di River Trail è dare a JavaScript la possibilità di sfruttare il parallel computing per i processori multi-core di Intel e sfruttarne le estensioni vettoriali. In termini più semplici, Intel avvicina le prestazioni delle applicazioni web a quelle “native”: Google propone il contrario, portando le applicazioni sul browser.
I benefici di River Trail sono a vantaggio di WebGL, in grado così di sfruttare le estensioni SSE e AVX con JavaScript e HTML5. La soluzione di River Trail, rispetto a quella di Google, si può adattare meglio ai dispositivi mobili. Qualunque sia la piattaforma, il dialogo tra browser e applicazioni darà risultati più “performanti”.
Via | Research@Intel
Samsung non è interessata ad acquisire MeeGo, perché si tratta di una piattaforma open source e perciò «esula dal target» della società. Ad affermarlo è stato James Chung, manager per la pianificazione dei prodotti di Samsung. Chi sperava in un nuovo impulso allo sviluppo di MeeGo è destinato a restare deluso, almeno per il momento.
Non tutto è perduto, comunque, perché Intel s’è affrettata a smentire l’abbandono della piattaforma ormai dato per inevitabile. Per Ryan Paul, creatore di Gwibber e autore con Ars Technica, le dichiarazioni di Intel hanno poco valore: MeeGo non ha un piano sugli smartphone, non è adatto ai tablet e non ha impressionato coi netbook.
All’appello, in realtà piuttosto desolante, mancherebbero giusto i dispositivi integrati per le automobili: MeeGo è ancora una soluzione valida sui sistemi del tipo In-Vehicle Infotainment (IVI). Se non avrà degli sviluppatori stipendiati, sarà difficile che la piattaforma continui a esistere. Nonostante le partnership consolidate.
Via | CNET News
Intel prende atto del calo d’interesse degli sviluppatori nei confronti di MeeGo e pensa, conseguentemente, d’abbandonare la piattaforma. Almeno per il momento. Nokia, l’altro partner impegnato nel supporto di MeeGo, aveva già dato forfait producendo il primo telefono basato sul sistema operativo che, però, non sarà mai distribuito.
L’annuncio arriva a poca distanza dalla scelta di HP su webOS, l’altro sistema Linux-based che avrebbe potuto competere con Android e iOS. Su smartphone e tablet si profila una sfida a tre fra Apple, Google e Microsoft: nel settore dei dispositivi integrati, invece, Android potrebbe pure arrivare a ottenere un “monopolio” di fatto.
Per fortuna, almeno sui tablet, esistono delle alternative coi porting delle distribuzioni di Linux per ARM: KDE, forte di una prova entusiasmante da parte di John Layt, ha annunciato ieri l’aggiornamento di Plasma Applet. Molti si stanno affrettando ad acquistare gli ultimi HP TouchPad scontati a $99 per installare Ubuntu e Unity.
Via | DigiTimes
Cilk Plus è un’estensione del compilatore per C/C++, acquisito da Intel nel luglio del 2009 con l’assorbimento di Cilk Arts e Cilk++, il linguaggio nativo dal quale deriva. Nel settembre del 2010 è uscito Intel Cilk Plus, un componente per Parallel Studio. Oggi, il sorgente di Cilk Plus è open source e distribuito sotto licenza BSD.
GCC 4.6 è al momento la versione stabile del compilatore di GNU: Intel ha predisposto Cilk Plus all’inserimento nel ramo di sviluppo per GCC 4.7. Cilk Plus è utile al multi-threading e al parallel computing. Non è ancora detto che GNU intenda includere il codice di Intel nel prossimo rilascio di GCC: l’annuncio è dei giorni scorsi.
Il significato di Cilk Plus è disporre di un set d’istruzioni per semplificare la programmazione per processori dotati di core multipli. La disponibilità in GCC 4.7 sarebbe particolarmente interessante: comunque Intel è aperta alle contribuzioni degli sviluppatori. Il ramo di Cilk Plus è accessibile da Subversion sui server di GNU.
Via | Intel

ConnMan (o, Connection Manager) è un’applicazione sviluppata col patrocinio di Intel per gestire la connettività internet. Più leggero di NetworkManager e più completo di wicd, ConnMan è stato la scelta predefinita di Moblin: col passaggio a MeeGo inizia a farsi sentire la presenza di Nokia. Tant’è che ConnMan 0.64 supporta il tethering… con qualche limite.
È di sicuro la funzionalità più interessante di questa release. ConnMan 0.64 è in grado di condividere le reti mobili con gli smartphone, per ora soltanto via Bluetooth. Dalla versione 0.65 dovrebbe apparire anche il supporto al tethering via USB. In aggiunta, sono state inserite una modalità server per il DHCP e una nuova libreria per comunicare con iptables.
Oltre a una serie di fix è cambiato l’approccio a D-Bus (pure il dominio è stato spostato da quello di Moblin). La possibilità di sfruttare il tethering rende ConnMan 0.64 un’alternativa credibile a NetworkManager per chi non volesse gestire le connessioni da riga di comando. Quando al supporto del Bluetooth sarà aggiunto quello delle USB sarà ancora più comodo.
Via | ConnMan
Alzi la mano chi è riuscito a capirci qualcosa. Negli ultimi giorni l’attenzione a Wayland ha subito un’impennata dovuta all’uscita di Mark Shuttleworth che ha annunciato la prossima realizzazione di Unity in alternativa a X.Org. Il primo successo Wayland l’aveva incassato con MeeGo, tanto che il suo creatore è stato assunto da Nokia per incrementare lo sviluppo del display server. MeeGo dovrebbe significare Intel.
Dovrebbe, perché Intel ha espresso la volontà di continuare a mantenere Xephyr e, di conseguenza, KDrive (la versione “ridotta” di X.Org che ha sostituito SmallX/TinyX). Se si prende per buona la volontà di Nokia, Intel razionalmente avrebbe tutto l’interesse a sviluppare driver compatibili con Wayland… che, da parte sua, è partito con Nouveau su nVidia. Xephyr non ha il supporto a GLX ed è sulla via dell’abbandono.
Probabilmente, la verità sta nel mezzo. Intel ha di sicuro in serbo delle novità per Wayland, ma preferisce mantenere in vita Xephyr per non ritrovarsi con un display server immaturo: se Xephyr e KDrive non fossero più aggiornati dai manutentori, ci penserà Intel per non restare al palo. La mossa è comprensibile e intelligente, tuttavia il futuro è sempre più confuso. Che X.Org sia sul viale del tramonto anche sul desktop?
Via | Phoronix
Durante lo scorso mese di settembre è stata trovata la chiave principale del sistema High bandwidth Digital Content Protection (HDCP) utilizzata per la protezione dei contenuti video attraverso interfacce digitali come DVI o HDMI.
Intel ne ha confermato l’autenticità, ma ne ha minimizzato le ripercussioni sul mercato. Alcuni ricercatori della Stony Brook University hanno messo a punto un software open source in grado di utilizzare questa chiave per decriptare in tempo reale i dati protetti da HDCP.
Al momento per un flusso HDCP 640×480 utilizzando un singolo core si ottengono questi risultati:
Al momento, quindi, per decriptare un flusso hd a 30fps è necessario un processore a 64bit piuttosto recente ed una buona quantità di memoria, ma, in futuro, grazie all’elaborazione parallela su più core o persino con la GPU consentiranno di eseguire questa operazione anche su computer meno potenti.
Via | HOnline

Intel sta attualmente testando alcuni processori che hanno funzionalità disabilitate o limitate. L’utente potrà sbloccare alcune di queste caratteristiche pagando 50$ per migliorare le prestazioni del proprio sistema.
Secondo l’azienda questo sistema consentirà ai rivenditori di incrementare i margini di guadagno e gli utenti avranno più opzioni per aggiornare il proprio computer. Al momento Intel ha un progetto pilota per provare i processori aggiornabili Pentium G6951 presso alcuni clienti in Usa, Canada, Paesi Bassi e Spagna.
Un’idea che può sembrare interessante solo per i rivenditori ed il produttore, mentre per gli utenti ci saranno costi maggiori e più confusione. Se il sistema dovesse mai prendere piede, quanto tempo ci vorrà prima che si riesca a forzarlo?