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  <title>Ossblog.it</title>
  <subtitle>Programmi free: scopri il mondo dell'Open Source</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2005-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-21T05:15:58+00:00</updated>
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    <title type="html">Libvirt, anatomia della libreria per la virtualizzazione</title>
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    <author>
      <name>Lpt on fire!</name>
    </author>
    <published>2010-01-11T12:00:53+00:00</published>
    <updated>2010-01-11T12:00:53+00:00</updated>
    <dc:subject>ibm_developerworks</dc:subject><dc:subject>virtualizzazione</dc:subject><dc:subject>libvirt</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Libvirt è una libreria che forniste un API per le funzionalità di virtualizzazione su Linux e supporta molti hypervisor tra Xen, KVM e QEMU.
DeveloperWorks ha dedicato a questa libreria importante, ma[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/5611/libvirt-anatomia-della-libreria-per-la-virtualizzazione"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/libvirt.jpg" class="post-h" align="left" border="0" width="432" height="196" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Libvirt è una libreria che forniste un API per le funzionalità di virtualizzazione su Linux e supporta molti hypervisor tra Xen, KVM e QEMU.</p>
<p>DeveloperWorks ha dedicato a questa libreria importante, ma spesso sconosciuta, un <a href="http://www.ibm.com/developerworks/linux/library/l-libvirt/index.html">articolo</a> di approfondimento. Come potete vedere dallo schema in copertina potete notare come si posiziona all&#8217;interno dello stack.</p>
<p>Per rimanere estendibile nonostante la gran diversità di hypervisor supportati libvirt implementa un&#8217;architettura basata su driver che racchiudono le funzionalità supportate.</p>
 <p>
In conclusione l&#8217;articolo mostra anche come interagire con la libreria utilizzando la shell o illustrando l&#8217;api utilizzando un semplice script in <a href="http://www.ossblob.it/categoria/python">python</a>.</p>
<p>Via | <a href="http://www.ibm.com/developerworks/linux/library/l-libvirt/index.html">Ibm</a></p>
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    <title type="html">Completely Fair Scheduler, come funziona?</title>
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    <author>
      <name>Lpt on fire!</name>
    </author>
    <published>2009-12-20T12:00:06+00:00</published>
    <updated>2009-12-20T12:00:06+00:00</updated>
    <dc:subject>linux</dc:subject><dc:subject>ibm_developerworks</dc:subject><dc:subject>cfs</dc:subject><dc:subject>cfs linux</dc:subject><dc:subject>completely fair scheduler</dc:subject><dc:subject>scheduler</dc:subject><dc:subject>scheduler linux</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[In un articolo su deverloperWorks viene affrontato il tema del funzionamento dello scheduler CFS, Completely Fair Scheduler, di Linux e dell&amp;#8217;evoluzione rispetto ai precedenti algoritmi.
Il[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/5525/completely-fair-scheduler-come-funziona"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/cfs.jpg" class="post-h" align="left" border="0" width="432" height="276" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>In un <a href="http://www.ibm.com/developerworks/linux/library/l-completely-fair-scheduler/index.html">articolo</a> su <a href="http://www.ossblog.it/categoria/developerworks">deverloperWorks</a> viene affrontato il tema del funzionamento dello scheduler CFS, Completely Fair Scheduler, di Linux e dell&#8217;evoluzione rispetto ai precedenti algoritmi.</p>
<p>Il concetto alla base del CFS è il mantenimento di un&#8217;equa distribuzione del tempo a tutti i processi. Quando uno o più processi non ricevono la loro giusta parte di tempo macchina allora l&#8217;algoritmo ribilancia la situazione dandogli la possibilità di essere eseguiti.</p>
<p>Per determinare il bilanciamento vengono mantenute in un RB-albero le informazioni sul tempo processore utilizzato e sul tempo in attesa di input/output.</p>
 <p>
Questa struttura dati consente di effettuare operazioni in tempo O(log n) e di bilanciarsi da sola. Lo scheduler prende il processo più a sinistra dell&#8217;albero e dopo averlo fatto girare, se è ancora runnable, lo reinserisce dopo avergli aggiungo il tempo processore utilizzato tornando a competere con gli altri per il processore.</p>
<p>Via | <a href="http://www.ibm.com/developerworks/linux/library/l-completely-fair-scheduler/index.html">Ibm</a></p>
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    <title type="html">Linux, il meglio degli ultimi 10 anni secondo IBM developerWorks</title>
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    <author>
      <name>Lpt on fire!</name>
    </author>
    <published>2009-12-19T11:00:38+00:00</published>
    <updated>2009-12-19T11:00:38+00:00</updated>
    <dc:subject>ibm</dc:subject><dc:subject>linux</dc:subject><dc:subject>ibm_developerworks</dc:subject><dc:subject>linux playstation</dc:subject><dc:subject>linux s390</dc:subject><dc:subject>one laptop per child</dc:subject><dc:subject>samba</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[In occasione del decimo anniversario del sito IBM developerWorks è stato pubblicato un articolo che racchiude il meglio degli ultimi 10 anni di Linux.
Non una singola innovazione, ma i traguardi[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/5522/linux-il-meglio-degli-ultimi-10-anni-secondo-ibm-developerworks"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/linuxlogo_grande.jpg" class="post" alt="" border="0" height="287" width="240" align="left"/>In occasione del decimo anniversario del sito <a href="http://www.ossblog.it/categoria/ibm">IBM</a> developerWorks è stato pubblicato un <a href="http://www.ibm.com/developerworks/linux/library/l-linux-10th-anniversary/index.html">articolo</a> che racchiude il meglio degli ultimi 10 anni di <a href="http://www.ossblog.it/categoria/linux">Linux</a>.</p>
<p>Non una singola innovazione, ma i traguardi raggiunti. Ecco la lista che non mancherà di suscitare qualche commento:</p>
<ol>
<li>Linux Professional Institute certification. Questo è stato un segno importante perché dimostrava che le aziende cercavano un sistema per valutare le conoscenze su Linux.</li>
<li><a href="http://www.ossblog.it/tag/samba">Samba</a>. Uno dei più importati cavalli di battaglia, ma anche di Troia, per la penetrazione di Linux all&#8217;interno delle aziende dove la presenza di windows è sempre alta</li>
<li>Linux su S/390. Combinare la potenza delle macchine ibm con quella di Linux</li>
</ol>
 <ol>
<li value="4">SELinux. Uno strumento importantissimo quando la sicurezza basata su DAC non è sufficiente</li>
<li>LiveCD. La possibilità di mostrare linux senza installare nulla sulla macchina è stato un grande passo in avanti per consentire a più persone di provare questo sistema operativo. Utilissimo anche nelle situazioni di ripristino del sistema</li>
<li>Cluster Linux. La possibilità di costruire dei super computer con l&#8217;hardware comune è stato molto importante.</li>
<li>Supercomputer con Linux.</li>
<li>Linux sulla playstation</li>
<li>Virtualizzazione. La chiave dell&#8217;architettura cloud ed un sistema pratico per testare sistemi all&#8217;interno di un sandbox</li>
<li>One Laptop Per Child. Come linux può vincere anche sul desktop.</li>
</ol>
<p>Via | <a href="http://www.ibm.com/developerworks/linux/library/l-linux-10th-anniversary/index.html">IBM</a></p>
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    <title type="html">GUID Partition Table, diciamo addio al vecchio MBR</title>
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    <author>
      <name>Lpt on fire!</name>
    </author>
    <published>2009-07-30T12:00:03+00:00</published>
    <updated>2009-07-30T12:00:03+00:00</updated>
    <dc:subject>ibm_developerworks</dc:subject><dc:subject>efi</dc:subject><dc:subject>extensible firmware interface</dc:subject><dc:subject>gpt</dc:subject><dc:subject>guid partition table</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Forse non tutti lo sanno, ma ci stiamo avvicinando alla dimensione massima, 2Tib, dei dischi che sono gestibili dal vecchio schema di partizionamento con il master boot record (MBR).
Per chi utilizza i[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/5132/guid-partition-table-diciamo-addio-al-vecchio-mbr"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/3219157599_53734dcfc9.jpg" class="post-h" align="left" border="0" width="432" height="290" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Forse non tutti lo sanno, ma ci stiamo avvicinando alla dimensione massima, 2Tib, dei dischi che sono gestibili dal vecchio schema di partizionamento con il master boot record (MBR).</p>
<p>Per chi utilizza i sistemi operativi liberi la soluzione a questo problema esiste già da tempo e si chiama GUID Partition Table (GPT). La specifica è stata sviluppata da <a href="http://www.ossblog.it/categoria/intel">Intel</a> in seno al progetto Extensible Firmware Interface (EFI) per rimpiazzare l&#8217;obsoleto bios ancora presente sui moderni computer.</p>
<p>Anche se non avete un computer EFI potete comunque utilizzare lo schema GPT. Ci sono molti vantaggi in questa scelta, ma si tratta di qualcosa completamente opzionale se non avete dischi da oltre i 2TiB.</p>
<p>Su <a href="http://www.ibm.com/developerworks/linux/library/l-gpt/index.html?ca=dgr-lnxw07GPT-Storagedth-lx&#038;S_TACT=105AGY83&#038;S_CMP=grlnxw07">DeveloperWorks</a> è presente un&#8217;analisi dei problemi, soprattutto di compatibilità con i sistemi che non riconoscono GPT, e dei vantaggi di questa soluzione.</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/kwl/3219157599/">kennymatic</a><br />
Via | <a href="http://www.ibm.com/developerworks/linux/library/l-gpt/index.html?ca=dgr-lnxw07GPT-Storagedth-lx&#038;S_TACT=105AGY83&#038;S_CMP=grlnxw07">Ibm</a></p>
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    <title type="html">SolarNetOne, l&#039;open source alla conquista del terzo mondo</title>
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    <id>http://www.ossblog.it/post/5056/solarnetone-lopen-source-alla-conquista-del-terzo-mondo/</id>
    <author>
      <name>Lpt on fire!</name>
    </author>
    <published>2009-07-05T15:00:09+00:00</published>
    <updated>2009-07-05T15:00:09+00:00</updated>
    <dc:subject>open-source</dc:subject><dc:subject>ibm_developerworks</dc:subject><dc:subject>linux nei paesi poveri</dc:subject><dc:subject>pannelli solari</dc:subject><dc:subject>solarnetone</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[In molte parti del mondo la rete elettrica, se presente, è scadente, i computer sono pochi e la connettività è una rarità.
Per cercare di colmare il divario digitale le persone che vivono ormai[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/5056/solarnetone-lopen-source-alla-conquista-del-terzo-mondo"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/solarnetone.jpg" class="post-h" align="left" border="0" width="432" height="324" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>In molte parti del mondo la rete elettrica, se presente, è scadente, i computer sono pochi e la connettività è una rarità.</p>
<p>Per cercare di colmare il divario digitale le persone che vivono ormai nell&#8217;era dell&#8217;informazione e quelle che vivono in posti dove la tecnologia fa fatica a diffondersi è nato il progetto <a href="http://gnuveau.net/cgi-bin/wiki.cgi">SolarNetOne</a>.</p>
<p>Si tratta di una sistema alimentato tramite batterie che si ricaricano con pannelli solari e che consentono di utilizzare ben 50 thin client per server con connettività offerta attraverso un uplink satellitare. Il software utilizzato è tutto open source: openssh, apache, bind, linux terminal server project, ecc.</p>
 <p>
L&#8217;installazione pilota partita in Nigeria a parte qualche problema iniziale continua a funzionare egregiamente. Attualmente sono disponibili 5 SolarNetOne in giro per il globo.</p>
<p>Via | <a href="http://www.ibm.com/developerworks/linux/library/l-solarnetone/">Ibm</a></p>
]]></content>
    

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    <title type="html">IBM DeveloperWorks spiega JQuery</title>
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    <id>http://www.ossblog.it/post/4373/ibm-developerworks-spiega-jquery/</id>
    <author>
      <name>Andrea de Palo</name>
    </author>
    <published>2008-09-13T12:30:15+00:00</published>
    <updated>2008-09-13T12:30:15+00:00</updated>
    <dc:subject>programmazione</dc:subject><dc:subject>ibm_developerworks</dc:subject><dc:subject>javascript</dc:subject><dc:subject>developerworks</dc:subject><dc:subject>javascript</dc:subject><dc:subject>jquery</dc:subject><dc:subject>sviluppo</dc:subject><dc:subject>web</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Su IBM DeveloperWorks è apparso il primo articolo di una serie dedicata a jQuery, la nota libreria JavaScript che semplifica lo sviluppo sul web. Questo primo capitolo introduce la sua sintassi, le[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/4373/ibm-developerworks-spiega-jquery"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/jquery_180.gif" class="post" align="left" border="0" width="180" height="44" alt="jQuery" style="border-color: white;" />Su IBM DeveloperWorks è apparso il <a href="http://www.ibm.com/developerworks/web/library/wa-jquery1/index.html?ca=dgr-lnxw07jQuerBrowserApps">primo articolo di una serie dedicata a jQuery</a>, la nota libreria JavaScript che semplifica lo sviluppo sul web. Questo primo capitolo introduce la sua sintassi, le modalità per utilizzarla correttamente e suggerisce alcune regole da seguire per evitare problemi nel caso la si affianchi ad altre librerie. Oltre a questo, viene introdotta anche la sintassi della ricerca e della selezione, sulle quali sono basate tutte le altre funzionalità di <a href="http://jquery.com/">jQuery</a>. </p>
<p>Buona lettura. </p>
<p>via | <a href="http://www.osnews.com/story/20273/Bringing_Desktop_Applications_to_the_Browser">OSNews</a></p>
 ]]></content>
    

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    <title type="html">Scopriamo i Linux Kernel Modules</title>
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    <id>http://www.ossblog.it/post/4280/scopriamo-i-linux-kernel-modules/</id>
    <author>
      <name>Andrea de Palo</name>
    </author>
    <published>2008-08-06T09:30:04+00:00</published>
    <updated>2008-08-06T09:30:04+00:00</updated>
    <dc:subject>linux</dc:subject><dc:subject>ibm_developerworks</dc:subject><dc:subject>developerworks</dc:subject><dc:subject>kernel</dc:subject><dc:subject>linux</dc:subject>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/4280/scopriamo-i-linux-kernel-modules"><![CDATA[<p><a href="http://www.ossblog.it/tag/linux"><img src="http://static.blogo.it/ossblog/linux_180_h.png" class="post" align="left" border="0" width="153" height="180" alt="Linux" style="border-color: white;"/></a>A differenza dei micro-kernel (in cui solo le funzionalità base sono incluse nel kernel), kernel come Linux sono detti monolitici: questo significa che la maggior parte della funzionalità del sistema operativo sono integrate al suo interno e tutto il codice viene eseguito in modalità privilegiata. </p>
<p>A partire dalla versione 1.2, Linux può però contare su una delle più importanti funzionalità introdotte nel suo codice: i <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/LKM">loadable kernel modules</a> (LKM per gli amici). Tramite essi possiamo caricare nuove funzionalità o rimuoverne altre che non utilizziamo: il vantaggio principale degli LKM è infatti quello di poter caricare solo i moduli necessari, rendendo il cuore del nostro sistema molto più snello.</p>
<p>Se siete interessati all&#8217;argomento vi suggerisco di dare uno sguardo a questo <a href="http://www.ibm.com/developerworks/linux/library/l-lkm/index.html?ca=dgr-lnxw07LinuxLKM&#038;S_TACT=105AGX59&#038;S_CMP=GR">articolo pubblicato su IBM DeveloperWorks</a>. Buona lettura! </p>
<p>via | <a href="http://www.osnews.com/story/20096/Anatomy_of_Linux_Loadable_Kernel_Modules">OSNews</a></p>
 ]]></content>
    

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    <title type="html">Manipolare le immagini in PHP utilizzando GD</title>
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    <id>http://www.ossblog.it/post/4252/manipolare-le-immagini-in-php-utilizzando-gd/</id>
    <author>
      <name>Andrea de Palo</name>
    </author>
    <published>2008-07-13T11:07:22+00:00</published>
    <updated>2008-07-13T11:07:22+00:00</updated>
    <dc:subject>php</dc:subject><dc:subject>programmazione</dc:subject><dc:subject>ibm_developerworks</dc:subject><dc:subject>developerworks</dc:subject><dc:subject>php</dc:subject><dc:subject>web</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[IBM DeveloperWorks ha pubblicato un tutorial sull&amp;#8217;utilizzo delle librerie grafiche GD in PHP che mostra i passi necessari per creare e manipolare immagini sul web. 
Il documento non è una[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/4252/manipolare-le-immagini-in-php-utilizzando-gd"><![CDATA[<p><a href="http://www.ossblog.it/tag/php"><img src="http://static.blogo.it/ossblog/php_logo_180.png" class="post" align="left" border="0" width="180" height="95" alt="PHP" style="border-color: white" /></a><a href="http://www.ibm.com/developerworks/opensource/">IBM DeveloperWorks</a> ha pubblicato un tutorial sull&#8217;<a href="http://www.ibm.com/developerworks/edu/os-dw-os-php-graphic.html?ca=dgr-lnxw07os-dw-os-php-graphic&#038;S_TACT=105AGX59&#038;S_CMP=GRsitelnxw07">utilizzo delle librerie grafiche GD in PHP</a> che mostra i passi necessari per creare e manipolare immagini sul web. </p>
<p>Il documento non è una trattazione completa su tutte le funzioni di <a href="http://www.boutell.com/gd/">GD</a> ma si limita a passare in rassegna quelle più interessanti / importanti. Buona lettura!</p>
<p>via | <a href="http://www.osnews.com/story/19984/Getting_Graphic_With_PHP">OSNews</a></p>
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    <title type="html">PHP6 riserva qualche sorpresa</title>
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    <id>http://www.ossblog.it/post/4084/php6-riserva-qualche-sorpresa/</id>
    <author>
      <name>Andrea de Palo</name>
    </author>
    <published>2008-05-16T10:15:26+00:00</published>
    <updated>2008-05-16T10:15:26+00:00</updated>
    <dc:subject>php</dc:subject><dc:subject>programmazione</dc:subject><dc:subject>ibm_developerworks</dc:subject><dc:subject>developerworks</dc:subject><dc:subject>php</dc:subject><dc:subject>programmazione</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Molti lo considerano un linguaggio paragonabile al vecchio Visual Basic, altri sono convinti che prima o poi verrà spazzato via da Ruby On Rails ed altri ancora preferiscono linguaggi e/o tecnologie[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/4084/php6-riserva-qualche-sorpresa"><![CDATA[<p><a href="http://www.ossblog.it/tag/php"><img src="http://static.blogo.it/ossblog/php_logo_180.png" class="post" align="left" border="0" width="180" height="95" alt="PHP" style="border-color: white" /></a>Molti lo considerano un linguaggio paragonabile al vecchio Visual Basic, altri sono convinti che prima o poi verrà spazzato via da <a href="http://www.rubyonrails.org/">Ruby On Rails</a> ed altri ancora preferiscono linguaggi e/o tecnologie differenti ma, nonostante questo, PHP rimane un linguaggio particolarmente diffuso e ben supportato sia dalla comunità che dagli sviluppatori stessi.</p>
<p>Proprio gli sviluppatori saranno felici di apprendere che nella prossima major release di PHP troveranno spazio numerose, gustose novità. Volete qualche anticipazione? Miglior supporto alla codifica <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Unicode">Unicode</a>, introduzione dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Namespace">namespace</a>, integrazione con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/SOAP">SOAP</a> e, sul fronte della sicurezza, rimozione di register_globals, magic quotes e safe mode.</p>
<p>Informazioni più dettagliate sulle <a href="http://www.ibm.com/developerworks/opensource/library/os-php-future/?S_TACT=105AGX54&#038;S_CMP=B0508&#038;ca=dnw-918">novità di PHP6</a> sono disponibili sulle <a href="http://www.ibm.com/developerworks/opensource/library/os-php-future/?S_TACT=105AGX54&#038;S_CMP=B0508&#038;ca=dnw-918">pagine di IBM DeveloperWorks</a>.</p>
 ]]></content>
    

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    <title type="html">DeveloperWorks spiega SELinux</title>
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    <author>
      <name>Andrea de Palo</name>
    </author>
    <published>2008-05-14T09:30:34+00:00</published>
    <updated>2008-05-14T09:30:34+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Linux viene spesso descritto come un sistema operativo sicuro e solido, sottolineando il fatto che queste caratteristiche siano il frutto del lavoro di centinaia di sviluppatori sparsi per il mondo.[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/4093/developerworks-spiega-selinux"><![CDATA[<p><a href="http://www.ossblog.it/tag/linux"><img src="http://static.blogo.it/ossblog/linux_180_h.png" class="post" align="left" border="0" width="153" height="180" alt="Linux" style="border-color: white;"/></a>Linux viene spesso descritto come un sistema operativo sicuro e solido, sottolineando il fatto che queste caratteristiche siano il frutto del lavoro di centinaia di sviluppatori sparsi per il mondo. Parte di questo risultato va però attribuito anche alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/National_Security_Agency">NSA</a>, nota agenzia statunitense che qualche anno fa ha deciso di migliorare la sicurezza del pinguino creando un&#8217;insieme di patch chiamate <a href="http://www.nsa.gov/selinux/">Security-Enhanced Linux</a> (SELinux).</p>
<p>Nonostante SELinux faccia ormai parte del kernel ufficiale e diverse distribuzioni lo offrano, già configurato, ai loro utenti, il suo funzionamento o le sue componenti possono risultare oscure anche agli utenti più smaliziati. Se l&#8217;argomento stimola il vostro interesse e vorreste colmare questa lacuna, vi consigliamo la lettura di <a href="http://www.ibm.com/developerworks/linux/library/l-selinux/?ca=dgr-btw01SELinux">questo articolo pubblicato su IBM DeveloperWorks</a>, che analizza le idee alla base di SELinux e la loro implementazione.</p>
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    <title type="html">DeveloperWorks spiega RBAC in SELinux</title>
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    <published>2008-02-19T11:00:02+00:00</published>
    <updated>2008-02-19T11:00:02+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Role-based access control ( RBAC ) è un security model che facilita la messa in sicurezza di una macchina tramite l&amp;#8217;assegnamento di ruoli agli utenti e l&amp;#8217;applicazione di determinati[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/3776/developerworks-spiega-rbac-in-selinux"><![CDATA[<p><a href="http://ossblog.it/categoria/ibm"><img src="http://static.blogo.it/ossblog/ibm_logo.png" class="post" align="left" border="0" width="179" height="72" alt="IBM" style="border-color: white;" /></a><em>Role-based access control</em> ( RBAC ) è un <em>security model</em> che facilita la messa in sicurezza di una macchina tramite l&#8217;assegnamento di ruoli agli utenti e l&#8217;applicazione di determinati permessi a questi ruoli. In SELinux, RBAC funge da livello intermedio fra l&#8217;utente ed il modello di <em>type-enforcement</em>, che fornisce un controllo agli accessi altamente granulare ma poco immediato da configurare e gestire. </p>
<p>Questo <a href="http://www.ibm.com/developerworks/linux/library/l-rbac-selinux/index.html">tutorial su IBM DeveloperWorks</a> illustra come le tre parti di un contesto SELinux ( policy, kernel e userspace ) lavorino insieme per applicare RBAC e legare gli utenti Linux alla <em>policy</em> di <em>type-enforcement</em>.</p>
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    <title type="html">Usare le POSIX file capabilities in Linux</title>
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      <name>Andrea de Palo</name>
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    <published>2007-12-30T10:00:04+00:00</published>
    <updated>2007-12-30T10:00:04+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[IBM DeveloperWorks ha pubblicato un articolo sulle POSIX file capabilities, un sistema che consente la divisione dei poteri dell&amp;#8217;utente &amp;#8220;root&amp;#8221; in più privilegi ridotti e la[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/3607/usare-le-posix-file-capabilities-in-linux"><![CDATA[<p><a href="http://www.ossblog.it/tag/Linux"><img src="http://static.blogo.it/ossblog/tux_02.png" alt="Tux" class="post" align="left" style="border-color: white;"/></a>IBM DeveloperWorks ha pubblicato un <a href="http://www.ibm.com/developerworks/library/l-posixcap.html">articolo sulle POSIX file capabilities</a>, un sistema che consente la divisione dei poteri dell&#8217;utente &#8220;root&#8221; in più privilegi ridotti e la cui inclusione nel <em>mainline kernel</em> è prevista per l&#8217;<a href="http://www.ossblog.it/post/3596/linux-2624-rc6/">imminente versione 2.6.24</a>: l&#8217;articolo spiega come programmare usando questa tecnologia e come attivarla all&#8217;interno di binari con il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Setuid">bit setuid</a> attivo.</p>
<p>Un esempio pratico? Il comando ping, che solitamente ha il bit setuid attivo poiché necessita di CAP_NET_RAW, potrà essere modificato per essere eseguito da un utente normale senza il setuid &#8220;globale&#8221; e con il solo CAP_NET_RAW attivo, diminuendo i rischi legati alla presenza di programmi setuid.</p>
<p>via | <a href="http://linux.slashdot.org/article.pl?sid=07/12/22/209212">Slashdot</a></p>
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    <title type="html">IBM ci spiega LDAP</title>
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      <name>Andrea de Palo</name>
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    <published>2007-12-12T11:37:55+00:00</published>
    <updated>2007-12-12T11:37:55+00:00</updated>
    <dc:subject>software</dc:subject><dc:subject>server</dc:subject><dc:subject>ibm_developerworks</dc:subject><dc:subject>developerworks</dc:subject><dc:subject>ldap</dc:subject><dc:subject>sysadmin</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[State studiando per sostenere l&amp;#8217;esame LPI 301 o semplicemente avreste bisogno di un tutorial introduttivo su LDAP? IBM DeveloperWorks ha quello che fa per voi&amp;#8230;una guida[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/3569/ibm-ci-spiega-ldap"><![CDATA[<p><a href="http://ossblog.it/categoria/ibm"><img src="http://static.blogo.it/ossblog/ibmlogo_01.gif" alt="IBM" class="post" align="left" /></a>State studiando per sostenere l&#8217;<a href="http://www.lpi.org/en/lpi/english/certification/the_lpic_program/exam_301_tasks_and_sample_questions">esame LPI 301</a> o semplicemente avreste bisogno di un tutorial introduttivo su <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ldap">LDAP</a>? IBM <a href="http://www.ibm.com/developerworks/linux/edu/l-dw-linux-lpic3302-i.html?S_TACT=105AGX54&#038;S_CMP=A1207&#038;ca=dnw-847">DeveloperWorks ha quello che fa per voi</a>&#8230;una guida all&#8217;installazione, alla configurazione ed all&#8217;interazione ( tramite la creazione di una serie di script Perl ) con LDAP illustrata passo per passo e scaricabile in formato PDF ( previa registrazione gratuita ). Buona lettura!</p>
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    <title type="html">DeveloperWorks ci spiega la virtualizzazione con QEMU</title>
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    <author>
      <name>Andrea de Palo</name>
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    <published>2007-10-19T10:30:55+00:00</published>
    <updated>2007-10-19T10:30:55+00:00</updated>
    <dc:subject>software</dc:subject><dc:subject>varie</dc:subject><dc:subject>sistemi-operativi</dc:subject><dc:subject>ibm_developerworks</dc:subject><dc:subject>virtualizzazione</dc:subject><dc:subject>developerworks</dc:subject><dc:subject>qemu</dc:subject><dc:subject>software</dc:subject><dc:subject>virtualizzazione</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[QEMU è una soluzione per la virtualizzazione / emulazione in grado di &amp;#8220;rappresentare&amp;#8221; PC completi: scheda video, scheda di rete e tutti gli altri componenti che solitamente trovano[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/3264/developerworks-ci-spiega-la-virtualizzazione-con-qemu"><![CDATA[<p><a href="http://ossblog.it/categoria/ibm"><img src="http://static.blogo.it/ossblog/ibmlogo_01.gif" alt="IBM" class="post" align="left" /></a><a href="http://fabrice.bellard.free.fr/qemu/">QEMU</a> è una soluzione per la virtualizzazione / emulazione in grado di &#8220;rappresentare&#8221; PC completi: scheda video, scheda di rete e tutti gli altri componenti che solitamente trovano posto in un PC vengono gestiti proprio come se fossero &#8220;reali&#8221;. <a href="http://www.ossblog.it/tag/qemu">QEMU</a> non si limita però ai sistemi mono-processore: il software creato da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fabrice_Bellard">Fabrice Bellard</a> ( creatore, tra l&#8217;altro, anche di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ffmpeg">ffmpeg</a> ) può infatti emulare anche sistemi SMP ( fino a 255 CPU ) e architetture come ARM o PowerPC.</p>
<p>Interessati all&#8217;argomento? <a href="http://www.ossblog.it/categoria/varie/ibm_developerworks/">IBM DeveloperWorks</a> propone un <a href="http://www.ibm.com/developerworks/linux/library/l-qemu/?S_TACT=105AGX54&#038;ca=dnw-837">articolo dedicato</a> all&#8217;architettura, all&#8217;installazione ed all&#8217;utilizzo di questa soluzione per la virtualizzazione / emulazione. Che vogliate provare qualche sistema operativo meno noto ( come <a href="http://www.ossblog.it/tag/syllable">Syllable</a> o <a href="http://www.ossblog.it/tag/reactos">ReactOS</a> ) o che vogliate consolidare i vostri server, QEMU potrebbe essere la soluzione ai vostri problemi.</p>
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    <title type="html">I sysadmin chiamano, Python risponde</title>
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    <author>
      <name>Andrea de Palo</name>
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    <published>2007-09-27T10:30:00+00:00</published>
    <updated>2007-09-27T10:30:00+00:00</updated>
    <dc:subject>python</dc:subject><dc:subject>varie</dc:subject><dc:subject>programmazione</dc:subject><dc:subject>ibm_developerworks</dc:subject><dc:subject>developerworks</dc:subject><dc:subject>python</dc:subject><dc:subject>sysadmin</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Ogni sysadmin che si rispetti affronta quotidianamente nuovi problemi e nuove sfide: gestire gli utenti, lo spazio su disco, i processi attivi, i backup e qualsiasi altra cosa correlata ad una[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/3121/python-in-aiuto-dei-sysadmin"><![CDATA[<p><a href="http://www.ossblog.it/categoria/linguaggi/python/"><img src="http://static.blogo.it/ossblog/python_logo_01.png" class="post" align="left" border="0" width="96" height="97" alt="Python" style="border-color: white;"/></a>Ogni <em>sysadmin</em> che si rispetti affronta quotidianamente nuovi problemi e nuove sfide: gestire gli utenti, lo spazio su disco, i processi attivi, i backup e qualsiasi altra cosa correlata ad una workstation / server possono condurre l&#8217;amministratore alla perdita di capelli, del buon umore e della gentilezza / ragionevolezza. Gli shell script aiutano ma le loro limitazioni, talvolta, diventano più frustranti del problema stesso.</p>
<p>Fortunatamente esistono <a href="http://www.ossblog.it/tag/python">Python</a> e <a href="http://www.ossblog.it/categoria/varie/ibm_developerworks/">IBM DeveloperWorks</a>: le potenzialità del primo saranno al vostro completo servizio per trasformare un&#8217;operazione noiosa in una facile, mentre il secondo&#8230;beh, il secondo vi mette a disposizione un <a href="http://www.ibm.com/developerworks/aix/library/au-python/?S_TACT=105AGX54&#038;ca=dnw-834">articolo che vi spiega come fare</a>! <img src="http://www.ossblog.it/wp-images/smilies/icon_biggrin.gif" alt="big smile" /></p>
<p>Buona lettura!</p>
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