
Libvirt è una libreria che forniste un API per le funzionalità di virtualizzazione su Linux e supporta molti hypervisor tra Xen, KVM e QEMU.
DeveloperWorks ha dedicato a questa libreria importante, ma spesso sconosciuta, un articolo di approfondimento. Come potete vedere dallo schema in copertina potete notare come si posiziona all’interno dello stack.
Per rimanere estendibile nonostante la gran diversità di hypervisor supportati libvirt implementa un’architettura basata su driver che racchiudono le funzionalità supportate.
Continua a leggere: Libvirt, anatomia della libreria per la virtualizzazione

In un articolo su deverloperWorks viene affrontato il tema del funzionamento dello scheduler CFS, Completely Fair Scheduler, di Linux e dell’evoluzione rispetto ai precedenti algoritmi.
Il concetto alla base del CFS è il mantenimento di un’equa distribuzione del tempo a tutti i processi. Quando uno o più processi non ricevono la loro giusta parte di tempo macchina allora l’algoritmo ribilancia la situazione dandogli la possibilità di essere eseguiti.
Per determinare il bilanciamento vengono mantenute in un RB-albero le informazioni sul tempo processore utilizzato e sul tempo in attesa di input/output.
Continua a leggere: Completely Fair Scheduler, come funziona?
In occasione del decimo anniversario del sito IBM developerWorks è stato pubblicato un articolo che racchiude il meglio degli ultimi 10 anni di Linux.
Non una singola innovazione, ma i traguardi raggiunti. Ecco la lista che non mancherà di suscitare qualche commento:
Continua a leggere: Linux, il meglio degli ultimi 10 anni secondo IBM developerWorks

Forse non tutti lo sanno, ma ci stiamo avvicinando alla dimensione massima, 2Tib, dei dischi che sono gestibili dal vecchio schema di partizionamento con il master boot record (MBR).
Per chi utilizza i sistemi operativi liberi la soluzione a questo problema esiste già da tempo e si chiama GUID Partition Table (GPT). La specifica è stata sviluppata da Intel in seno al progetto Extensible Firmware Interface (EFI) per rimpiazzare l’obsoleto bios ancora presente sui moderni computer.
Anche se non avete un computer EFI potete comunque utilizzare lo schema GPT. Ci sono molti vantaggi in questa scelta, ma si tratta di qualcosa completamente opzionale se non avete dischi da oltre i 2TiB.
Su DeveloperWorks è presente un’analisi dei problemi, soprattutto di compatibilità con i sistemi che non riconoscono GPT, e dei vantaggi di questa soluzione.
Foto | kennymatic
Via | Ibm

In molte parti del mondo la rete elettrica, se presente, è scadente, i computer sono pochi e la connettività è una rarità.
Per cercare di colmare il divario digitale le persone che vivono ormai nell’era dell’informazione e quelle che vivono in posti dove la tecnologia fa fatica a diffondersi è nato il progetto SolarNetOne.
Si tratta di una sistema alimentato tramite batterie che si ricaricano con pannelli solari e che consentono di utilizzare ben 50 thin client per server con connettività offerta attraverso un uplink satellitare. Il software utilizzato è tutto open source: openssh, apache, bind, linux terminal server project, ecc.
Continua a leggere: SolarNetOne, l'open source alla conquista del terzo mondo
Su IBM DeveloperWorks è apparso il primo articolo di una serie dedicata a jQuery, la nota libreria JavaScript che semplifica lo sviluppo sul web. Questo primo capitolo introduce la sua sintassi, le modalità per utilizzarla correttamente e suggerisce alcune regole da seguire per evitare problemi nel caso la si affianchi ad altre librerie. Oltre a questo, viene introdotta anche la sintassi della ricerca e della selezione, sulle quali sono basate tutte le altre funzionalità di jQuery.
Buona lettura.
via | OSNews
A differenza dei micro-kernel (in cui solo le funzionalità base sono incluse nel kernel), kernel come Linux sono detti monolitici: questo significa che la maggior parte della funzionalità del sistema operativo sono integrate al suo interno e tutto il codice viene eseguito in modalità privilegiata.
A partire dalla versione 1.2, Linux può però contare su una delle più importanti funzionalità introdotte nel suo codice: i loadable kernel modules (LKM per gli amici). Tramite essi possiamo caricare nuove funzionalità o rimuoverne altre che non utilizziamo: il vantaggio principale degli LKM è infatti quello di poter caricare solo i moduli necessari, rendendo il cuore del nostro sistema molto più snello.
Se siete interessati all’argomento vi suggerisco di dare uno sguardo a questo articolo pubblicato su IBM DeveloperWorks. Buona lettura!
via | OSNews
IBM DeveloperWorks ha pubblicato un tutorial sull’utilizzo delle librerie grafiche GD in PHP che mostra i passi necessari per creare e manipolare immagini sul web.
Il documento non è una trattazione completa su tutte le funzioni di GD ma si limita a passare in rassegna quelle più interessanti / importanti. Buona lettura!
via | OSNews
Molti lo considerano un linguaggio paragonabile al vecchio Visual Basic, altri sono convinti che prima o poi verrà spazzato via da Ruby On Rails ed altri ancora preferiscono linguaggi e/o tecnologie differenti ma, nonostante questo, PHP rimane un linguaggio particolarmente diffuso e ben supportato sia dalla comunità che dagli sviluppatori stessi.
Proprio gli sviluppatori saranno felici di apprendere che nella prossima major release di PHP troveranno spazio numerose, gustose novità. Volete qualche anticipazione? Miglior supporto alla codifica Unicode, introduzione dei namespace, integrazione con SOAP e, sul fronte della sicurezza, rimozione di register_globals, magic quotes e safe mode.
Informazioni più dettagliate sulle novità di PHP6 sono disponibili sulle pagine di IBM DeveloperWorks.
Linux viene spesso descritto come un sistema operativo sicuro e solido, sottolineando il fatto che queste caratteristiche siano il frutto del lavoro di centinaia di sviluppatori sparsi per il mondo. Parte di questo risultato va però attribuito anche alla NSA, nota agenzia statunitense che qualche anno fa ha deciso di migliorare la sicurezza del pinguino creando un’insieme di patch chiamate Security-Enhanced Linux (SELinux).
Nonostante SELinux faccia ormai parte del kernel ufficiale e diverse distribuzioni lo offrano, già configurato, ai loro utenti, il suo funzionamento o le sue componenti possono risultare oscure anche agli utenti più smaliziati. Se l’argomento stimola il vostro interesse e vorreste colmare questa lacuna, vi consigliamo la lettura di questo articolo pubblicato su IBM DeveloperWorks, che analizza le idee alla base di SELinux e la loro implementazione.