Big Blue contribuirà allo sviluppo di OpenOffice. In una press release la comunità della suite alternativa a Microsoft Office ha dato il benvenuto a IBM dettagliando i passi salienti della collaborazione.
Da ora in poi Big Blue impiegherà 35 programmatori cinesi per dare sostegno al team di OpenOffice.
Il primo contributo in termini di codice sarà iAccessible2, tecnologia studiata per rendere accessibile alle persone disabili i documenti in ODF.
E a proposito di questo formato Mike Rhodin, General Manager della divisione Lotus di IBM, ha affermato: “Crediamo che la nostra collaborazione con OpenOffice permetterà di ampliare ulteriormente le applicazioni e soluzioni che supportano ODF”.
Insomma ottima notizia per OpenOffice e ODF e ennesima tegola sulla testa di Microsoft dopo la (prima) bocciatura di OOXML da parte della ISO.
Google è diventato il primo licenziatario dell’Open Invention Network. L’OIN è stato creato da aziende come IBM, Red Hat e Novell per accumulare brevetti da licenziare, senza royalty, a qualsiasi azienda che si impegni a non utilizzare il proprio portfolio di brevetti contro le applicazioni chiave per GNU/Linux, contro i progetti GNU e contro Linux stesso.
La decisione di Google potrebbe accrescere l’efficacia dell’OIN e spingere nuove aziende ad una scelta simile: non ci si può aspettare una massiccia adozione da un giorno all’altro ma è possibile che quest’iniziativa risulti utile a tutte quelle società che stanno migrando da un modello di business basato sulla vendita di software ad uno sui servizi.
[ via Slashdot ]

“The court concludes that Novell is the owner of the UNIX and UnixWare Copyrights. The court also ruled that SCO is obligated to recognize Novell’s waiver of SCO’s claims against IBM and Sequent.”
E così, dopo anni di dichiarazioni, accuse, colpi di scena e battaglie in tribunale, sembra proprio che la causa intenta da SCO per la violazione di copyright da parte di Linux e di vendor come IBM e Novell sia arrivata alla sua conclusione: quest’ultima è la vera proprietaria dei copyright su UNIX e UnixWare, pertanto le richieste di SCO non hanno nessun valore, anzi, è probabile che la stessa sarà obbligata a restituire a big-N quanto raccolto con le licenze di UNIX.
Tutto è bene ciò che finisce bene ma permettetemi una piccola nota polemica: dobbiamo forse ringraziare anche Microsoft per aver sostenuto le spese giudiziarie di Novell tramite l’arcinoto accordo tra le due società ( ed il versamento di 348 milioni di dollari sul conto della mamma di SLES / SLED )? ![]()
PS Chi fosse interessato alla storia di SCO ( ma soprattutto a quella di Caldera ) può trovare molte informazioni interessanti su Wikipedia, inclusi i dettagli sul progetto Corsair e le relazioni tra Novell, Caldera e Linux nella prima metà degli anni novanta.
[ via Slashdot ]
IBM ha annunciato il rimpiazzo di circa 4000 piccoli server con 30 mainframe spinti da Linux: l’operazione consentirà a Big Blue di ottenere un notevole risparmio economico ( ~ 250 milioni di dollari ) e di ridurre lo spazio occupato, visto che attualmente i 4000 server sono dislocati in sei data-center con superficie totale equivalente a circa 140 campi da calcio.
IBM intende raddoppiare la potenza dei suoi data-center entro il 2010 senza incrementare i consumi energetici e, per perseguire questo obiettivo, sta operando su due fronti: su quello “software” facendo uso massiccio della virtualizzazione ( con Linux ) e su quello “hardware” impiegando tecnologie avanzate per la realizzazione dei suoi data-center ( sistemi di illuminazione e condizionamento dell’aria più efficienti, per esempio ).
[ via Slashdot ]
All’inizio di questo mese IBM è riuscita ad ottenere la certificazione EAL4 Augmented con ALC_FLR.3 sui suoi sistemi System x, System p5 e eServer equipaggiati con Red Hat Enterprise Linux 5, portando quest’ultimo al pari di Sun Trusted Solaris: ciò potrebbe rendere RHEL5 molto più appetibile ad alcuni enti governativi americani, molto esigenti in termini di sicurezza.
Sempre sull’argomento vi rimando ai due precedenti articoli pubblicati su queste pagine: Solaris vs RHEL e Trusted Extension vs SELinux.
[ via Slashdot ]
Computerworld ci informa sulla sconfitta delle proposte di legge pro-ODF presentate in California, Florida, Texas, Oregon e Connecticut, che richiedevano alle agenzie governative l’adozione di formati liberi ed interoperabili come ODF per sostituire le soluzioni chiuse di Microsoft. In Minnesota le cose sono andate un pò meglio e si è ottenuta, almeno, la realizzazione di una sorta di “studio sulla fattibilità” della migrazione.
Entrambe le parti ( IBM per il pro-ODF e Microsoft per il contro-ODF ) si sono dedicate ad una possente azione di lobbying in privato, per poi svignarsela ad elevata velocità verso /dev/null dopo la richiesta, avanzata dai membri dei comitati, di ripetere sotto giuramento tutte le loro affermazioni, inutilmente ricche di termini tecnici.
Malgrado la serie di sconfitte, Marino Marcich, direttore esecutivo della ODF Alliance, ha dichiarato ( con una grande dose di ottimismo ) che la lotta legislativa è solamente agli inizi. Non possiamo che augurarci un proseguimento migliore.
[ via Slashdot ]

Cosa fareste se un vostro amico vi chiedesse di esporre in modo chiaro e semplice le vicende giudiziarie di SCO? Lo indirizzereste verso Wikipedia? O gli dareste un bel cd contente l’archivio di tutto gli articoli pubblicati su Groklaw? Entrambe non mi sembrano scelte particolarmente concise quindi perché non ripiegare su qualcosa comprensibile da tutti come, ad esempio, il log di una sessione di chat?
Attenzione alle risate, potrebbero essere incontenibili ![]()
PS Nel caso l’inglese non sia il vostro forte è disponibile anche una ( brutta ) traduzione di Google
[ via Brane Dump ]
Perché approfondire il proprio rapporto con la Bourne Again Shell? Perché imparando a programmare in Bash la nostra interazione quotidiana con GNU/Linux diventerà più divertente, produttiva ed “integrata”, visto che saremo in grado di lavorare con tutti quei meccanismi *nix ( pipeline e redirezioni, per esempio ) che noi tutti apprezziamo .
Grazie ad una serie di tre articoli scritti da Daniel Robbins ( sì, proprio quel Daniel Robbins ) verremo introdotti nel mondo della programmazione Bash tramite semplici esempi, partendo dai principi fondamentali sino ad arrivare alle caratteristiche più avanzate di quest’arte, in modo praticamente indolore.
Dopo anni di controversie per comprendere su quali basi poggiassero le accuse che SCO muoveva a tutto l’ecosistema Linux, IBM è finalmente riuscita ad individuare le porzioni del kernel incriminate ed ha scoperto che la montagna di codice di cui SCO rivendica la paternità non sono altro che 326 linee sparse nei sorgenti; ciò che appare ancora più ridicolo è che la maggior parte delle presunte infrazioni sono commenti e semplici file header ( come errno.h ) che probabilmente non sono nemmeno suscettibili di copyright a causa della loro non originalità.
Ma c’è anche dell’altro: stando a quanto riportato da Groklaw, IBM avrebbe scoperto una violazione della GPL da parte di SCO stessa su qualcosa come 700000 linee di codice! Evidentemente lo SCO-pensiero sulla GNU Public License prevede la possibilità di utilizzare a proprio piacere il codice altrui…
[ via Slashdot ]
La scorsa settimana SearchNetworking ha annunciato i vincitori del Product Leadership Awards 2007, un concorso nel quale, per diverse categorie di software, vengono scelti i tre migliori rappresentanti, assegnando a ciascuno di loro una simbolica medaglia ( d’oro, d’argento e di bronzo ).
Solitamente i software closed source la fanno da padrone in questa competizione, quindi potrete immaginare come sia stato piacevole vedere un progetto a codice aperto vincere l’oro nella categoria Network e IT Management Platforms; OpenNMS ( questo il nome dell’applicativo ) ha sconfitto sia la soluzione di Hewlett-Packard ( OpenView ) che quella di IBM ( Tivoli ), dimostrando come il software open source non sia limitato al mercato consumer ma si stia facendo strada anche in quello enterprise.
[ via Slashdot ]