<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xml:lang="it-it">

  <title>Ossblog.it</title>
  <subtitle>Programmi free: scopri il mondo dell'Open Source</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2005-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-21T05:02:37+00:00</updated>
  <id>http://www.ossblog.it</id>
  <link rel="alternate" type="text/html" hreflang="it-it" href="http://www.ossblog.it" />
  <generator uri="http://lightpress.org/" version="1.1.0">Lightpress</generator>

  
  <entry>
    <title type="html">TDF ha avviato un programma di certificazione dedicato a LibreOffice</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/9931/tdf-ha-avviato-un-programma-di-certificazione-dedicato-a-libreoffice" />
    <id>http://www.ossblog.it/?p=9931</id>
    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-05-08T09:00:07+00:00</published>
    <updated>2012-05-08T09:00:07+00:00</updated>
    <dc:subject>office</dc:subject><dc:subject>hacking</dc:subject><dc:subject>certification program</dc:subject><dc:subject>libreoffice</dc:subject><dc:subject>tdf</dc:subject><dc:subject>the document foundation</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Italo Vignoli, membro del Consiglio d’Amministrazione di The Document Foundation (TDF), ha gentilmente portato alla nostra attenzione la delibera che ieri ha annunciato il nuovo Certification Program[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9931/tdf-ha-avviato-un-programma-di-certificazione-dedicato-a-libreoffice"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/libreoffice.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="LibreOffice" />Italo Vignoli, membro del Consiglio d’Amministrazione di The Document Foundation (<a href="http://www.documentfoundation.org/">TDF</a>), ha gentilmente portato alla nostra attenzione la delibera che ieri ha annunciato il nuovo <a href="http://www.documentfoundation.org/certification">Certification Program</a> di <a href="http://www.libreoffice.org/">LibreOffice</a>. Una certificazione suddivisa in cinque categorie per altrettante figure professionali che ne rafforzino l’ecosistema.</p>
<p>Quattro di esse sono riservate ai professionisti in grado di utilizzare o insegnare l’utilizzo di LibreOffice, con una particolare attenzione al passaggio da Microsoft Office. Una, invece, è dedicata espressamente agli sviluppatori che contribuiscano al progetto con del codice. Un’ottima occasione per dimostrare le proprie capacità.</p>
<p>La valutazione delle competenze sarà coordinata dallo stesso Vignoli insieme ad altri dieci membri del CdA: al <a href="http://www.linuxtag.org/2012/">LinuxTag 2012</a> saranno annunciati i primi sviluppatori certificati, quindi saranno annunciate la tabella di marcia e i prerequisiti necessari affinché individui o società possano accedere al programma e sostenere gli esami.</p>
<p>Via | <a href="http://blog.documentfoundation.org/2012/05/07/the-document-foundation-announces-a-certification-program/">The Document Foundation</a></p>
 ]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Google contribuisce a Coreboot coi sorgenti realizzati per Chrome OS</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/9755/google-contribuisce-a-coreboot-coi-sorgenti-realizzati-per-chrome-os" />
    <id>http://www.ossblog.it/?p=9755</id>
    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-04-05T11:00:58+00:00</published>
    <updated>2012-04-05T11:00:58+00:00</updated>
    <dc:subject>hacking</dc:subject><dc:subject>driver</dc:subject><dc:subject>avvio del sistema</dc:subject><dc:subject>codice sorgente</dc:subject><dc:subject>dispositivi portatili</dc:subject><dc:subject>inizializzazione dei componenti</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[A distanza d’un anno dalla loro creazione, Google ha deciso di rilasciare le proprie patch di Coreboot — utilizzate sui Chromebook di Chrome OS. Il sistema alternativo al BIOS – che ha iniziato a[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9755/google-contribuisce-a-coreboot-coi-sorgenti-realizzati-per-chrome-os"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/coreboot.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Coreboot" />A distanza d’un anno dalla loro creazione, Google ha deciso di rilasciare le proprie <em>patch</em> di <a href="http://www.coreboot.org/">Coreboot</a> — utilizzate sui Chromebook di Chrome OS. Il sistema alternativo al BIOS – che <a href="http://www.ossblog.it/post/9405/coreboot-inizia-a-sostituire-il-bios-per-lavvio-di-alcuni-portatili">ha iniziato a supportare</a> alcuni portatili – riceve così un enorme contributo per i processori e i chipset di Intel che non hanno un driver <em>open source</em>.</p>
<p>Le <em>patch</em> introducono il supporto a Sandy Bridge e Ivy Bridge, permettendo d’attivare il TurboBoost di Intel da Coreboot. Chrome OS, per il momento, utilizza un sistema noto come LinuxBIOS: Google intende sostituirlo con Coreboot per rendere ulteriormente più rapido l’avvio del sistema che, tra parentesi, sarebbe una Gentoo Hardened.</p>
<p>Il supporto di Mountain View a Coreboot è particolarmente gradito per via della situazione di UEFI e il blocco dei sistemi operativi diversi da Windows 8. Sebbene tardivo, il <em>commit</em> di Google risolve parecchi problemi noti con Intel e l’interesse verso Chrome OS potrebbe incentivare i produttori a optare per l’adozione di Coreboot.</p>
<p>Via | <a href="http://www.phoronix.com/scan.php?page=news_item&amp;px=MTA4Mjg">Phoronix</a></p>
 ]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Arduino permette di creare un intervallometro da fotocamere digitali</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/9665/arduino-permette-di-creare-un-intervallometro-da-fotocamere-digitali" />
    <id>http://www.ossblog.it/?p=9665</id>
    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-03-14T12:00:47+00:00</published>
    <updated>2012-03-14T12:00:47+00:00</updated>
    <dc:subject>embedded</dc:subject><dc:subject>hacking</dc:subject><dc:subject>dispositivi integrati</dc:subject><dc:subject>esposizioni multiple</dc:subject><dc:subject>fotocamere digitali</dc:subject><dc:subject>scatti ripetuti</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Arduino Intervalometer è, come suggerisce il nome stesso, un intervallometro – realizzato utilizzando Arduino – per controllare gli scatti e la registrazione sulle Digital Single-Lens Reflex[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9665/arduino-permette-di-creare-un-intervallometro-da-fotocamere-digitali"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/arduinointervalometer.jpg" class="post" border="0" width="586" height="440" alt="Arduino Intervalometer" /><br clear="all" /></p>
<p><a href="http://www.murphlab.com/2012/03/10/arduino-intervalometer/">Arduino Intervalometer</a> è, come suggerisce il nome stesso, un intervallometro – realizzato utilizzando Arduino – per controllare gli scatti e la registrazione sulle Digital Single-Lens Reflex (DSLR). Il progetto è di Ken Murphy e può essere molto utile per gli appassionati di fotografia. Purtroppo, non sembrano esisterne gli schemi.</p>
<p>Almeno, per il momento: Murphy promette di condividere al più presto tutte le informazioni necessarie alla creazione dell’intervallometro. Perciò, chi fosse interessato può comunque seguirne gli imminenti sviluppi. Quanti non volessero proprio aspettare, invece, hanno <a href="http://www.clickblog.it/post/4913/time-lapse-come-costruirsi-un-intervallometro">un’alternativa</a> pubblicata dai colleghi di <a href="http://www.clickblog.it/">Clickblog</a> già nel 2009.</p>
<p>Se vi steste chiedendo cos’è un intervallometro, la risposta è semplice: si tratta d’un dispositivo per gestire le pause tra uno scatto e l’altro, utilizzato per gli effetti di <em>time lapse</em> o per catturare immagini dello stesso soggetto a diverse esposizioni. Le fotocamere, normalmente, avrebbero un limite di ~30 sec. tra gli scatti.</p>
<p>Via | <a href="http://arduino.cc/blog/2012/03/12/arduino-intervalometer/">Arduino</a></p>
 ]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Fedora considererà la possibilità d’utilizzare LLVM per la toolchain</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/9499/fedora-considerera-la-possibilita-dutilizzare-llvm-per-la-toolchain" />
    <id>http://www.ossblog.it/?p=9499</id>
    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-02-17T08:00:31+00:00</published>
    <updated>2012-02-17T08:00:31+00:00</updated>
    <dc:subject>fedora</dc:subject><dc:subject>hacking</dc:subject><dc:subject>ambienti di sviluppo</dc:subject><dc:subject>componenti di base</dc:subject><dc:subject>linguaggi di programmazione</dc:subject><dc:subject>strumenti di compilazione</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Fedora potrebbe utilizzare LLVM/DragonEgg, in sostituzione a GCC, per la toolchain della distribuzione. È un’ipotesi molto remota, perciò non illudetevi: Fedora 17 non rimpiazzerà il compilatore di[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9499/fedora-considerera-la-possibilita-dutilizzare-llvm-per-la-toolchain"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/fedora_03.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Fedora" /><a href="http://fedoraproject.org/">Fedora</a> potrebbe utilizzare <a href="http://llvm.org/">LLVM</a>/<a href="http://dragonegg.llvm.org/">DragonEgg</a>, in sostituzione a <a href="http://gcc.gnu.org/">GCC</a>, per la <em>toolchain</em> della distribuzione. È un’ipotesi molto remota, perciò non illudetevi: Fedora 17 non rimpiazzerà il compilatore di GNU. La proposta è arrivata sulla <em>mailing list</em> degli sviluppatori, partendo dal presupposto della scelta equivalente di Apple su Xcode.</p>
<p>Per la distribuzione di Red Hat non si tratterebbe propriamente d’una “sostituzione”, perché DragonEgg – il <em>plugin</em> che ha rimpiazzato LLVM-GCC – funziona in associazione al compilatore di GNU. Apple, invece, dovrebbe utilizzare <a href="http://clang.llvm.org/">Clang</a> — che di per sé esclude GCC. Matthew Garrett ha ricordato che Fedora utilizza LLVM su <a href="https://community.dev.fedoraproject.org/packages/hfsplus-tools"><code>hfsplus-tools</code></a>.</p>
<p>LLVM-IR è utilizzato per la generazione dell’infrastruttura di Gallium 3D su Mesa. DragonEgg può tranquillamente compilare la maggioranza dei pacchetti richiesti da una distribuzione di Linux. Clang, al contrario, funziona soltanto con le Qt e non può essere ancora esteso all’intero sistema. Utilizzo la stessa strategia per Gentoo.</p>
<p>Via | <a href="http://www.phoronix.com/scan.php?page=news_item&#038;px=MTA1ODA">Phoronix</a></p>
 ]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Tworse Key è un telegrafo che comunica su Twitter, grazie ad Arduino</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/9443/tworse-key-e-un-telegrafo-che-comunica-su-twitter-grazie-ad-arduino" />
    <id>http://www.ossblog.it/?p=9443</id>
    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-02-09T08:00:27+00:00</published>
    <updated>2012-02-09T08:00:27+00:00</updated>
    <dc:subject>embedded</dc:subject><dc:subject>hacking</dc:subject><dc:subject>circuiti integrati</dc:subject><dc:subject>elettronica fai-da-te</dc:subject><dc:subject>mezzi di comunicazione</dc:subject><dc:subject>reti sociali</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Tworse Key è il progetto di Martin Kaltenbrunner, un professore dell’Interface Culture Lab presso la Kunstuniversität di Linz — in Austria. È un telegrafo – ormai, un oggetto d’antiquariato[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9443/tworse-key-e-un-telegrafo-che-comunica-su-twitter-grazie-ad-arduino"><![CDATA[<p><iframe width="586" height="328" src="https://www.youtube.com/embed/V9KckRf_MKo?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><a href="https://code.google.com/p/tworsekey/">Tworse Key</a> è il progetto di Martin Kaltenbrunner, un professore dell’Interface Culture Lab presso la Kunstuniversität di Linz — in Austria. È un telegrafo – ormai, un oggetto d’antiquariato – trasformato in un mezzo di comunicazione moderno, grazie ad Arduino. Può comunicare su Twitter, utilizzando il codice creato da Samuel Morse.</p>
<p>Forse, Tworse Key non è molto comodo per gestire un profilo su Twitter… tuttavia, il progetto di Kaltenbrunner ha un certo fascino. L’idea di modernizzare uno strumento ottocentesco con hardware e software <em>open source</em> è fantastica: Tworse Key mantiene nell&#8217;aspetto esteriore una discreta attrattiva per i collezionisti d’antiquariato.</p>
<p>Lo strumento di Kaltenbrunner usa Arduino Ethernet per collegarsi a internet e acquisire l’indirizzo dalla LAN. Tworse Key può sia inviare, sia rimuovere i <em>tweet</em>. Il codice sorgente è rilasciato sotto licenza GPLv3, mentre Creative Commons BY-SA 3.0 è stata scelta per la documentazione. Un bell’esempio delle possibilità di Arduino.</p>
<p>Via | <a href="http://arduino.cc/blog/2012/02/07/tweeting-in-morse-code/">Arduino</a></p>
 ]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Coreboot inizia a sostituire il BIOS per l’avvio di alcuni portatili</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/9405/coreboot-inizia-a-sostituire-il-bios-per-lavvio-di-alcuni-portatili" />
    <id>http://www.ossblog.it/?p=9405</id>
    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-02-04T13:00:18+00:00</published>
    <updated>2012-02-04T13:00:18+00:00</updated>
    <dc:subject>hacking</dc:subject><dc:subject>driver</dc:subject><dc:subject>avvio del sistema</dc:subject><dc:subject>dispositivi portatili</dc:subject><dc:subject>procedura d’avvio</dc:subject><dc:subject>supporto tecnico</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Coreboot inizia a supportare i laptop: durante il FOSDEM 2012, che s’è aperto oggi a Bruxelles, gli sviluppatori dell’alternativa open source al BIOS mostreranno il funzionamento della piattaforma[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9405/coreboot-inizia-a-sostituire-il-bios-per-lavvio-di-alcuni-portatili"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/coreboot.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Coreboot" /><a href="http://www.coreboot.org/">Coreboot</a> inizia a supportare <a href="http://www.coreboot.org/Laptop">i <em>laptop</em></a>: durante il FOSDEM 2012, che s’è aperto oggi a Bruxelles, gli sviluppatori dell’alternativa <em>open source</em> al BIOS mostreranno il funzionamento della piattaforma sui portatili. L’intento è quello di supportare un ampio numero di computer a largo consumo — per non essere una soluzione di “nicchia”.</p>
<p>Grazie alla collaborazione di AMD, i sistemi supportati da Coreboot sono aumentati considerevolmente. Il progetto diventerà ancora più importante quando inizieranno a essere distribuiti i computer con Windows 8 e il Secure Boot di UEFI. Coreboot resta una risorsa fondamentale per accedere a tutte le funzioni supportate dal computer.</p>
<p>A prescindere dall&#8217;esclusione di Linux e/o degli altri sistemi operativi <em>open source</em> con le restrizioni di UEFI, i produttori OEM sono soliti disabilitare alcune funzioni del BIOS — magari, la scheda video integrata. Coreboot, oltre a essere “libero”, rimuove ogni blocco senza la necessità di recuperare un BIOS modificato da terzi.</p>
<p>Via | <a href="http://www.phoronix.com/scan.php?page=news_item&#038;px=MTA1MjM">Phoronix</a></p>
 ]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Le luci dell’albero di Natale s’illuminano per la ricezione d’e–mail</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/9115/le-luci-dellalbero-di-natale-silluminano-per-la-ricezione-demail" />
    <id>http://www.ossblog.it/?p=9115</id>
    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2011-12-21T07:00:08+00:00</published>
    <updated>2011-12-21T07:00:08+00:00</updated>
    <dc:subject>embedded</dc:subject><dc:subject>hacking</dc:subject><dc:subject>alberi di natale</dc:subject><dc:subject>luci per l’albero</dc:subject><dc:subject>notifiche via e–mail</dc:subject><dc:subject>progetti d’elettronica</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Matt Richardson (@MattRichardson) ha riproposto un progetto – basato su Arduino – dell’Avvento del 2009, “adattandolo” alle proprie esigenze: The Lonely Christmas Tree è un albero di Natale[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9115/le-luci-dellalbero-di-natale-silluminano-per-la-ricezione-demail"><![CDATA[<p><iframe width="586" height="328" src="https://www.youtube.com/embed/2FnnwmqvJKY?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><a href="http://mattrichardson.com/">Matt Richardson</a> (<a href="https://twitter.com/#!/MattRichardson">@MattRichardson</a>) ha riproposto <a href="http://blog.makezine.com/archive/2009/12/christmas-tree-responds-twitter-men.html">un progetto</a> – basato su Arduino – dell’Avvento del 2009, “adattandolo” alle proprie esigenze: <a href="http://blog.makezine.com/archive/2011/12/how-to-the-lonely-christmas-tree.html">The Lonely Christmas Tree</a> è un albero di Natale che s’illumina alla ricezione d’e–mail. Oppure, in alternativa, quando si ricevono dei commenti a un filmato che è stato pubblicato su YouTube.</p>
<p>Un’altra applicazione ufficiali del progetto riguarda la ricezione di messaggi su IRC. Richardson ha pubblicato <a href="http://code.google.com/p/makezine/source/browse/#svn%2Ftrunk%2Farduino%2Flonely-christmas-tree">i sorgenti</a> di tutte e tre le varianti su Google Code. The Lonely Christmas Tree funziona con <a href="http://arduino.cc/en/Main/ArduinoEthernetShield">Ethernet Shield</a> collegato a una scheda <a href="http://arduino.cc/en/Main/ArduinoBoardUno">Arduino Uno</a> e, ovviamente, a uno switch per alimentare pure le luci dell’albero di Natale.</p>
<p>Rispetto ad altri progetti basati su Arduino, The Lonely Christmas Tree è (quasi) alla portata di tutti. Al posto di Ethernet Shield può essere utilizzata un <a href="http://arduino.cc/en/Main/ArduinoWirelessProtoShield">Wireless Shield</a>. Ad eccezione del codice per IRC, i sorgenti del software sono stati scritti in PHP. Può essere un modo divertente – e open source – di passare un buon Natale.</p>
<p>Via | <a href="http://arduino.cc/blog/2011/12/20/christmas-lights-e-mail-notifier/">Arduino Blog</a></p>
 ]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Rave Rover, una pista da discoteca portatile e fai–da–te con Arduino</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/9021/rave-rover-una-pista-da-discoteca-portatile-e-faidate-con-arduino" />
    <id>http://www.ossblog.it/?p=9021</id>
    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2011-12-10T08:00:13+00:00</published>
    <updated>2011-12-10T08:00:13+00:00</updated>
    <dc:subject>embedded</dc:subject><dc:subject>hacking</dc:subject><dc:subject>arduino</dc:subject><dc:subject>fai–da–te</dc:subject><dc:subject>pista da discoteca</dc:subject><dc:subject>rave rover</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Rave Rover è una pista da discoteca in formato ridotto, portatile e fai–da–te, realizzata da Chris Williamson e alcuni amici grazie ad Arduino. La versione 2.0, costruita nel 2011, è un[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9021/rave-rover-una-pista-da-discoteca-portatile-e-faidate-con-arduino"><![CDATA[<p><iframe width="586" height="328" src="http://www.youtube.com/embed/P9tyvgFuIO4?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><a href="http://www.raverover.com/">Rave Rover</a> è una pista da discoteca in formato ridotto, portatile e fai–da–te, realizzata da Chris Williamson e alcuni amici grazie ad Arduino. La versione 2.0, costruita nel 2011, è un aggiornamento d&#8217;un primo “esperimento” che risale allo scorso anno. Rispetto ad altri progetti, riprodurre Raver Rover sarebbe molto più complesso.</p>
<p>Prescindendo dai costi molto sostenuti dei componenti, Rave Rover è stata creata dal nulla. Il telaio è stato tagliato con una macchina a controllo numerico dopo essere stato disegnato in CAD: <a href="http://www.instructables.com/id/Rave-Rover-Mobile-Dance-Stage/">gli schemi</a> sono scaricabili da Instructable. Oltre alla piattaforma è presente anche un sistema di riproduzione audio controllato da Arduino.</p>
<p>Arduino non si limita ad azionare i LED per i quali sono previste più combinazioni d&#8217;illuminazione, ma è collegato a una schema Mini–ITX. Rave Rover è un progetto articolato, praticamente un sistema <em>barebone</em> applicato alla pista da discoteca. Gli ideatori sono persino andati in tour negli Stati Uniti per mostrare questo “gioiello”.</p>
<p>Via | <a href="http://arduino.cc/blog/2011/12/09/portable-diy-disco-dance-floor/">Arduino</a></p>
 ]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Rilasciato Ettercap 0.7.4</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/8949/rilasciato-ettercap-074" />
    <id>http://www.ossblog.it/?p=8949</id>
    <author>
      <name>Giacomo Picchiarelli</name>
    </author>
    <published>2011-12-06T18:00:39+00:00</published>
    <updated>2011-12-06T18:00:39+00:00</updated>
    <dc:subject>open-source</dc:subject><dc:subject>hacking</dc:subject><dc:subject>ettercap sniffer</dc:subject><dc:subject>network sniffer</dc:subject><dc:subject>sniffer reti</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Dopo anni di sviluppo torna con un rilascio di manutenzione il famoso tool per la sicurezza delle reti. Ettercap è uno strumento sviluppato originariamente da due programmatori italiani e può essere[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8949/rilasciato-ettercap-074"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/ettercaplogo.jpg" class="post" border="0" align="left" width="250" height="250" alt="Ettercap Logo" />Dopo anni di sviluppo torna con un rilascio di manutenzione il famoso <em>tool</em> per la sicurezza delle reti. Ettercap è uno strumento sviluppato originariamente da due programmatori italiani e può essere definito come uno <em>sniffer</em> evoluto. La sua funzione consiste nel permettere di intercettare il traffico di rete anche per reti con <em>switch</em>.</p>
<p>Banalmente il funzionamento si può riassumere nell&#8217;esecuzione della tecnica di &#8220;arp cache poisoning&#8221;: arp reply fasulle, che associano il MAC <em>address</em> della macchina che intercetta il traffico, agli IP sorgente e destinatario. Inoltre Ettercap supporta l&#8217;analisi di protocolli,anche in crittografia, sia in modalità attiva che in modalità passiva. Inoltre consente di introdurre caratteri e quindi modificare una connessione stabilita, mantenendo la sincronizzazione.</p>
<p>Si sentiva davvero il bisogno di una release di manutenzione. Sono stati corretti errori di vecchia data: esaurimento della memoria, supporto ai 64bit per il DNS <em>dissector</em>, alcuni buffer <em>overflow</em> ed alcuni <em>bugfix</em> specifici per sistemi MacOS. Ho sempre considerato Ettercap come un vanto per l&#8217;ingegneria italiana. Un punto di riferimento per tutti gli appassionati e professionisti della sicurezza. Le sue funzionalità lo rendono fondamentale e sempre attuale nell&#8217;analisi delle vulnerabilità delle reti.</p>
<p>Via | <a href="http://www.net-security.org/secworld.php?id=12057">HelpNet Security</a></p>
 ]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Arduino può servire a realizzare delle sfere laser di grande effetto</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/8839/arduino-puo-servire-a-realizzare-delle-sfere-laser-di-grande-effetto" />
    <id>http://www.ossblog.it/?p=8839</id>
    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2011-11-23T08:00:48+00:00</published>
    <updated>2011-11-23T08:00:48+00:00</updated>
    <dc:subject>embedded</dc:subject><dc:subject>hacking</dc:subject><dc:subject>accessori fai–da–te</dc:subject><dc:subject>dispositivi integrati</dc:subject><dc:subject>illuminazione laser</dc:subject><dc:subject>luci stroboscopiche</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Instructables ha pubblicato una guida completa per la realizzazione d’una sfera laser utilizzando Arduino. Rispetto ad altri progetti è indubbiamente un accessorio futile che però può rivelarsi[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8839/arduino-puo-servire-a-realizzare-delle-sfere-laser-di-grande-effetto"><![CDATA[<p><iframe width="586" height="427" src="http://www.youtube.com/embed/4dGcRKjl0EI" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Instructables ha pubblicato <a href="http://www.instructables.com/id/Laser-Ball/">una guida completa</a> per la realizzazione d’una sfera laser utilizzando Arduino. Rispetto ad altri progetti è indubbiamente un accessorio futile che però può rivelarsi utile quando s’organizzano dei party. Il costo dei componenti s’aggira attorno ai $78 (sono ca. 58€) e la sfera è proposta in due varianti.</p>
<p>Quella mostrata nel filmato è la variante più complessa. Il progetto <a href="http://leonelabs.blogspot.com/2011/11/laser-ball-premiere-aftermath.html">è stato concepito</a> da Matthew Leone, un ingegnere italo–americano: in dieci giorni il video su YouTube ha superato le 150.000 visite uniche. La scheda impiegata è una Teensy, basata su Arduino, più un trasmettitore e un ricevitore a infrarossi con quattordici diodi.</p>
<p>La documentazione di Laser Ball, il nome del progetto, è molto completa: Instructables offre <a href="http://www.instructables.com/id/Laser-Ball/step2/From-light-bulbs-to-lasers/">un’interessante digressione sui laser</a>. È un articolo che guarda al futuro. Arduino ha acquisito una certa importanza tra gli appassionati d’elettronica e fai–da–te. Un po’ meno tra i tennisti, a giudicare dal “maltrattamento” della pallina.</p>
<p>Via | <a href="http://arduino.cc/blog/2011/11/22/grooving-with-open-hardware/">Arduino</a></p>
 ]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Tecnologie open: W^X</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/8675/tecnologie-open-wx" />
    <id>http://www.ossblog.it/post/8675/tecnologie-open-wx/</id>
    <author>
      <name>Giacomo Picchiarelli</name>
    </author>
    <published>2011-11-09T12:05:36+00:00</published>
    <updated>2011-11-09T12:05:36+00:00</updated>
    <dc:subject>open-source</dc:subject><dc:subject>hacking</dc:subject><dc:subject>openbsd security</dc:subject><dc:subject>openbsd sicurezza</dc:subject><dc:subject>rubrica tecnologie open</dc:subject><dc:subject>tecnologie open</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Troppo spesso si parla di software libero, licenze, rilasci e interfacce grafiche nei sistemi liberi come se fossero gli unici aspetti di questo movimento. Le ragioni sono ovvie: sono argomenti che[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8675/tecnologie-open-wx"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/openbsd.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="OpenBSD" />Troppo spesso si parla di software libero, licenze, rilasci e interfacce grafiche nei sistemi liberi come se fossero gli unici aspetti di questo movimento. Le ragioni sono ovvie: sono argomenti che interessano un maggior numero di persone e, soprattutto, sono immediatamente riscontrabili.</p>
<p>Quello che si tende a sottovalutare, invece, è il contributo scientifico e tecnologico che spesso i progetti <em>open source</em> forniscono alla comunità informatica. Per molti aspetti, infatti, il modello del &#8220;bazaar&#8221; è stato un importante vettore di innovazione.</p>
<p>Un esempio di questi contributi è la tecnica W^X, detta &#8220;w ex-or x&#8221;. Questa tecnologia è stata implementata per la prima volta in OpenBSD 3.3. Parliamo, quindi, del lontano maggio 2003. Come molti lettori sanno, l&#8217;attenzione per la sicurezza che gli sviluppatori OpenBSD mettono nel loro codice è leggendaria. La riuscita non sempre, ma apprezziamo lo sforzo.</p>
 <p>
I moderni sistemi operativi, in particolar modo quelli <em>general purpose</em>, implementano quella che viene definita come memoria virtuale: ossia poter allocare dati, più di quanto sia fisicamente possibile. Questo impone di dividere lo spazio virtuale-memoria in pagine. Ossia partizioni di memoria di dimensioni opportune che ospitano programmi o parti di essi.</p>
<p>W^X è una <em>policy</em> di sicurezza che impone al sistema operativo di proibire l&#8217;accesso alle pagine di memoria in modalità <code>rw</code> (sia lettura che scrittura). In sostanza, nella pagina di memoria si può accedere o solo in esecuzione o solo in scrittura, non entrambe contemporaneamente (salvo esplicita richiesta). Questa misura consente di mitigare un buon numero di attacchi basati sul <em>buffer overflow</em>.</p>
<p>Questa tecnologia, sebbene non particolarmente nota, è stata una sfida tecnologica non di poco conto. Il suo impatto in termini di risorse doveva essere il minimo possibile. Il livello di implementazione è talmente basso che la differenza di architetture comportava variazioni di complessità notevoli: un supporto completo si è avuto solo con la versione successiva di OpenBSD.</p>
]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Google Chrome, scoperta falla di sicurezza</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/8511/google-chrome-scoperta-falla-di-sicurezza" />
    <id>http://www.ossblog.it/?p=8511</id>
    <author>
      <name>Giacomo Picchiarelli</name>
    </author>
    <published>2011-10-24T17:00:54+00:00</published>
    <updated>2011-10-24T17:00:54+00:00</updated>
    <dc:subject>google</dc:subject><dc:subject>hacking</dc:subject><dc:subject>google chrome esecuzione remota</dc:subject><dc:subject>google chrome exploit</dc:subject><dc:subject>google chrome sicurezza</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Scoperta dalla società di sicurezza ACROS Security una falla in Google Chrome che consente a un aggressore di eseguire codice da remoto aggirando la sandbox. Attualmente i sistemi operativi a rischio[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8511/google-chrome-scoperta-falla-di-sicurezza"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/googlechromedev.png" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Google Chrome Dev" /> Scoperta dalla società di sicurezza ACROS Security una falla in Google Chrome che consente a un aggressore di eseguire codice da remoto aggirando la <em>sandbox</em>. Attualmente i sistemi operativi a rischio sono quelli di casa Microsoft e più precisamente Windows XP – SP3 e Windows 7 – SP1. Il tipo di attacco rientra nella categoria <em>file planting</em> — estensione del <em>binary planting</em> —  ossia un attaccante con bassi privilegi può piazzare del codice malizioso in file che poi verranno eseguiti da applicazioni vulnerabili.</p>
<p>In concreto, Google Chrome carica un file chiamato <code>pkcs11.txt</code> dalla directory del programma, nel caso in cui il file sia presente viene acceduto ed eseguito. Il valore <code>library</code> presente nel file, se manomesso opportunamente può puntare a locazioni remote contenenti librerie con codice malizioso. Utilizzare l&#8217;estensione <code>.dll</code> potrebbe far incappare nei <em>firewall</em> e vanificare l&#8217;attacco. A questo punto siamo in terra di nessuno; la <em>sandbox</em> non offre nessuna protezione.</p>
<p>Tralasciando i dettagli più tecnici, devono verificarsi le seguenti condizioni per essere a rischio: utilizzare Google come motore di ricerca predefinito, l&#8217;utente non deve ancora aver visitato siti utilizzando HTTPS e la directory di lavoro dev&#8217;essere impostata nella posizione indicata dall&#8217;attaccante. Davvero strano l&#8217;atteggiamento di Google, che non ritiene tutto ciò una vulnerabilità, ma solo un comportamento strano che intendono modificare. Per i più curiosi è disponibile il video di <a href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&#038;v=wCzDHqKXq6k">una dimostrazione</a>.</p>
<p>Via | <a href="http://www.net-security.org/secworld.php?id=11824">Net-Security</a></p>
 ]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Arduino serve a calcolare il livello d&#039;alcol nel sangue dalla giacca</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/8417/arduino-serve-a-calcolare-il-livello-dalcol-nel-sangue-dalla-giacca" />
    <id>http://www.ossblog.it/?p=8417</id>
    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2011-10-15T07:00:18+00:00</published>
    <updated>2011-10-15T07:00:18+00:00</updated>
    <dc:subject>embedded</dc:subject><dc:subject>hacking</dc:subject><dc:subject>arduino</dc:subject><dc:subject>breathalyzer jacket</dc:subject><dc:subject>etilometro portatile</dc:subject><dc:subject>tasso alcolemico</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Breathalyzer Jacket è il progetto di Matt Leggett, un designer neozelandese: dotata d&amp;#8217;un processore di Arduino, un sensore per l&amp;#8217;alcolemia e un sistema di LED, la giacca indica il[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8417/arduino-serve-a-calcolare-il-livello-dalcol-nel-sangue-dalla-giacca"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/breathalyzerjacketarduino.jpg" class="post" border="0" width="586" height="332" alt="Breathalyzer Jacket (Arduino)" /><br clear="all" /></p>
<p><a href="http://cargocollective.com/mattleggett#1923266/-Breathalyzer-Jacket">Breathalyzer Jacket</a> è il progetto di Matt Leggett, un designer neozelandese: dotata d&#8217;un processore di Arduino, un sensore per l&#8217;alcolemia e un sistema di LED, la giacca indica il tasso alcolemico nel sangue per prevenire la guida in stato d&#8217;ebbrezza. Una soluzione rapida ed efficace per evitare le cosiddette stragi del sabato sera.</p>
<p>Il prototipo di Leggett implementa un beccuccio nel bavero della giacca e i LED, posti sull&#8217;avambraccio, restano illuminati per pochi minuti dopo la prova. Nessuno può intuire la funzione dei LED, se non è a conoscenza del sistema: così la verifica resta “anonima”. Se Breathalyzer Jacket avrà successo, le cuciture andranno riviste.</p>
<p>Per capire se si è in grado di guidare è sufficiente controllare quanti LED s&#8217;accendono: una maggiore luminosità corrisponde a un livello d&#8217;alcolemia più elevato. Leggett non ha pubblicato le specifiche di Breathalyzer Jacket: tuttavia, la realizzazione è stata possibile soltanto grazie al modello open hardware proposto da Arduino.</p>
<p>Via | <a href="http://arduino.cc/blog/2011/10/13/the-jacket-that-tells-you-youre-drunk/">Arduino</a></p>
 ]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Libimobiledevice aggiunge il supporto ad iOS 5</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/8413/libimobiledevice-aggiunge-il-supporto-ad-ios-5" />
    <id>http://www.ossblog.it/post/8413/libimobiledevice-aggiunge-il-supporto-ad-ios-5/</id>
    <author>
      <name>Marco Usai</name>
    </author>
    <published>2011-10-14T10:00:15+00:00</published>
    <updated>2011-10-14T10:00:15+00:00</updated>
    <dc:subject>hacking</dc:subject><dc:subject>libimobiledevice linux</dc:subject><dc:subject>libimobiledive iphone</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Libimobiledevice è una libreria   che appoggiandosi a fuse e usbmuxd ci permette di interfacciare GNU/linux e i dispositivi Apple come iPod, iPhone, iPad e AppleTV. Da qualche ora è stato rilasciato un[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8413/libimobiledevice-aggiunge-il-supporto-ad-ios-5"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/libimobiledevice.png" class="post" border="0" align="left" width="250" height="39" alt="" />Libimobiledevice è una libreria   che appoggiandosi a fuse e usbmuxd ci permette di interfacciare GNU/linux e i dispositivi Apple come iPod, iPhone, iPad e AppleTV. Da qualche ora è stato rilasciato un importante aggiornamento che ha introdotto il supporto ad iOS 5.</p>
<p>Di recente, il progetto Libimobiledivice è stato abbracciato da Ubuntu che ha intelligentemente utilizzato la sua utilità per  estendere ulteriormente il supporto anche ai dispositivi targati Apple, non molto familiari a GNU/Linux.</p>
<p>Le operazioni supportate dalle varie librerie sono molteplici, abbiamo l&#8217;accesso al filesystem, la sincronizzazione dei documenti, la sincronizzazione di musica e video (disponibile solamente con l&#8217;ultima versione di Banshee), la possibilità di gestire le applicazioni, montare immagini per sviluppatori e il tanto atteso debugging. Libimobiledevice è disponibile per Linux, Windows e OS X; possiamo trovare due versioni la versione stabile la 1.0.6 e la versione in sviluppo, la 1.1.1.</p>
<p>Anche il team di sviluppo di questo progetto ha deciso a suo modo di salutare Steve Jobs, inserendo queste parole nel sito del progetto:</p>
<blockquote><p>We&#8217;ll miss you, Steve.<br />
Steve Jobs, 1955 - 2011</p></blockquote>
<p>Libimobiledevice e tutte le librerie del progetto, sono disponibili su <a href="http://cgit.sukimashita.com/libimobiledevice.git/">Git</a> con relativo manuale di compilazione e varie informazioni utili all&#8217;utente. Per gli utenti Ubuntu il PPA di Paul McEnery contiene una vecchia build, ma verrà sicuramente aggiornato nelle prossime ore.</p>
<p>Via | <a href="http://www.libimobiledevice.org">Libimobiledevice</a></p>
 ]]></content>
    

  </entry>
  
  <entry>
    <title type="html">Quando il software proprietario uccide: una ricerca di Karen Sandler</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/8213/quando-il-software-proprietario-uccide-una-ricerca-di-karen-sandler" />
    <id>http://www.ossblog.it/?p=8213</id>
    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2011-09-26T08:00:22+00:00</published>
    <updated>2011-09-26T08:00:22+00:00</updated>
    <dc:subject>closed-source</dc:subject><dc:subject>hacking</dc:subject><dc:subject>frdm</dc:subject><dc:subject>imd</dc:subject><dc:subject>karen sandler</dc:subject><dc:subject>killer code</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Karen Sandler, ex-Direttore Esecutivo del Software Freedom Law Center attualmente in carica a The GNOME Foundation, si batte dal 2008 per imporre più trasparenza ai produttori di Implantable Medical[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8213/quando-il-software-proprietario-uccide-una-ricerca-di-karen-sandler"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/softwarefreedomlawcenter.png" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Software Freedom Law Center" />Karen Sandler, ex-Direttore Esecutivo del <a href="http://www.softwarefreedom.org/">Software Freedom Law Center</a> attualmente in carica a <a href="http://foundation.gnome.org/">The GNOME Foundation</a>, si batte dal 2008 per imporre più trasparenza ai produttori di Implantable Medical Device (IMD) riguardo al software utilizzato nei defibrillatori. Sandler ha avuto l&#8217;impianto a seguito di una grave patologia cardiaca.</p>
<p><a href="http://www.softwarefreedom.org/resources/2010/transparent-medical-devices.html">Killer Code</a> è una ricerca di Sandler che riassume la situazione degli IMD negli Stati Uniti, dal 2008 al 2010, ed è stata presentata durante l&#8217;OSCON 2011 dov&#8217;è pure stata premiata con un riconoscimento ufficiale. L&#8217;analisi di Sandler ha dimostrato l&#8217;incidenza del <em>closed source</em>, nei decessi per malfunzionamento degli IMD impiantati.</p>
<p>La Food and Drug Administration (FDA), nel periodo di riferimento, ha intentato ventitré cause ai produttori di IMD che sono riconducibili a difetti del software, ritirando i dispositivi dal mercato statunitense. L&#8217;impegno di Sandler ha sottoposto alla FDA una richiesta d&#8217;apertura dei sorgenti, in caso di fallimento dei produttori.</p>
<p>Via | <a href="http://www.zdnet.com/blog/open-source/gnomes-sandler-is-there-a-killer-in-the-code/9567">ZDNet</a></p>
 ]]></content>
    

  </entry>
  
</feed>

