Badges by Ushahidi è una raccolta d’immagini avviata dall’omonimo progetto africano di mappatura geografica open source. Creato per l’utilizzo immediato dei badge su Crowdmap, può essere consultato per recuperare delle immagini da impiegare in qualunque piattaforma preveda la cd. “gamification”. Ovvero, una trasformazione in gioco.
Gli amministratori di mappe generate con Crowdmap possono accedere subito al pannello di controllo e amministrare i badge di Ushahidi da assegnare ai propri contributori. Tutti gli altri, invece, possono clonare l’archivio da Git e riutilizzare le immagini a piacere: i badge sono rilasciati sotto Creative Commons CC-BY 3.0 Unported.
Le raccolte disegnate da Ushahidi sono due: purtroppo, il formato scelto per i sorgenti vettoriali d’entrambe è quello di Adobe Illustrator (AI). In linea di massima è richiesto ai contributori di utilizzare lo stesso oppure quello di Photoshop (PSD). I badge, invece, sono delle immagini PNG e la dimensione richiesta è 80×80 pixel.
Via | Ushahidi

Il team di sviluppo di GIMP ha rilasciato di recente la versione 2.6.12 dell’omonimo software per l’editing delle immagini. Questa versione, la dodicesima per la serie 2.6, non introduce nessuna nuova feature ma corregge numerosi bug e migliora la stabilità di sistema.
Questa nuova versione introduce come già affermato, corregge numerosi bug e che nello specifico riguardano l’importazione di file SVG, problemi di buffer overflow e altri piccoli bug che causavano numerosi crash del software. Insieme a queste correzioni troviamo un gran numero di traduzioni aggiornate.
Secondo i piani degli sviluppatori, questo sarà l’ultimo aggiornamento per la serie 2.6 dato anche l’imminente arrivo della attesissima versione 2.8, prossima major release attesa ormai da anni. Riguardo l’argomento Gimp 2.8, gli sviluppatori hanno posticipato nuovamente la data di rilascio a metà Marzo. Il team si sta concentrando a perfezionare questa versione, infatti non sono state rilasciate di recente altre versioni di testing, l’ultima risale a Dicembre 2011 e risulta essere la 2.7.4.
Possiamo consultare tutte le novità della versione 2.6.12 tramite il file NEWS messo a disposizione degli sviluppatori. Possiamo inoltre scaricare il sorgente di questa versione direttamente dalla pagina “Download” del progetto.
Via | H online
ImageZero è un progetto di Christoph Feck, uno sviluppatore di KDE, che consiste in un nuovo formato di compressione senza perdita per gli scatti fotografici. Inutile sulle immagini bitmap, ImageZero s’inserisce nel settore di JPEG, JPEG-LS, PNG: vuole garantire prestazioni elevate mantenendo inalterata la qualità delle fotografie.
Feck è insoddisfatto della qualità offerta dal formato JPEG, perché quest’ultimo prevede una perdita di informazioni durante la compressione: JPEG-LS poteva essere una valida alternativa, ma il formato è subordinato a un brevetto di Hewlett-Packard e la decompressione è più lenta — rispetto a PNG. Che, d’altro canto, non è ottimale.
Effettuando il Lossless Image Compression Benchmark, ImageZero comprime una foto di 40Mb a 24Mpixel in 1,2 sec. e la decomprime in 1,3 sec. portandola a 15.5Mb. JPEG-LS impiega 6.6/7.3 sec. per 15Mb, mentre PNG 42.4/2.4 sec. per 16Mb circa. Il progetto è discusso sulla mailing list dedicata di KDE: l’estensione .iz si legge “easy”.
Via | Christoph Feck
LibreOffice acquisirà presto la possibilità d’importare le immagini in formato CDR da CorelDRAW: lo stesso tentativo era stato fatto dagli sviluppatori di sK1, che ma non hanno mai raggiunto dei risultati eclatanti. LibreOffice utilizzerà la nuova libreria libcdr in C++ di Fridrich Strba, che lavora su libvisio per Microsoft Visio.
Calligra permetterà altrettanto, integrando l’importer di Friedrich Kossebau per Karbon. Entrambi i progetti dovranno confrontarsi coi limiti di OpenDocument: ad esempio, la conversione dei colori dal formato CMYK e la gestione arbitraria degli angoli arrotondati sui rettangoli. Risolta, invece, l’importazione delle pagine multiple.
In tutto, i progetti sul formato di CorelDRAW sarebbero tre: sK1 ha ripreso l’attività di recente e potrebbe tornare in gioco. Al FOSDEM 2012 di Bruxelles, Strba presenterà libcdr e i piani d’integrazione per LibreOffice. Sarà, presumibilmente, la soluzione sulla quale puntare perché la libreria è indipendente dall’implementazione.
Via | Libre Graphics World
SVG Cleaner è un’applicazione, realizzata da Alexandre Prokoudine, che riduce al minimo il codice sorgente delle immagini vettoriali — eliminando tutte quelle parti che non concorrono alla definizione dei tratti. È un concetto tanto semplice da non essere mai stato preso in considerazione, in precedenza: è davvero utile per il web.
Scritto in C++ e Qt, SVG Cleaner elimina i metadata dai sorgenti delle immagini col risultato di produrre documenti di dimensioni molto più piccole dell’originale. Il vantaggio non riguarda soltanto il web: i desktop di Linux, ad esempio, fanno un uso “regolare” di questo formato per le icone dei file manager e/o delle applicazioni.
Le immagini risultanti sono graficamente identiche a quelle di partenza, ma occupano meno spazio. SVG Cleaner è molto efficiente: la versione 0.3, tuttora in fase di sviluppo, ottimizza un’immagine vettoriale di 1.1Mb in tredici secondi. Portandola a 533Kb. E non stiamo parlando dell’estensione .svgz, il formato compresso con GZip.
Continua a leggere: SVG Cleaner aiuta a pulire le immagini vettoriali dal codice inutile

Il team di sviluppo di di digiKam ha rilasciato di recente la versione 2.5.0 del proprio software per la gestione delle foto, sviluppato appositamente per il desktop KDE. Questa versione, da considerarsi prevalentemente una versione di bugfix corregge ben 101 bug e include l’ultima versione di LibRaw disponibile, la 0.14.5 nello specifico.
In questo aggiornamento di digiKam, troviamo il supporto alle immagini in formato RAW scattate utilizzando una delle seguenti macchine: Canon S100, Fuji X10, Panasonic GX1, Samsung NX200 e Sony NEX-7. È stato aggiornato, come in ogni versione, anche il pacchetto Kipi-plugins, che corregge circa 40 bug e aggiorna le varie traduzioni.
Possiamo trovare la lista di tutti gli aggiornamenti e degi bug corretti all’interno del consueto file NEWS. Possiamo scaricare il codice sorgente di questa versione 2.5.0 di digiKam direttamente dal sito ufficiale oppure dalla relativa pagina su SourceForge.
Via | DigiKam
PT Mono è la terza variante della famiglia di caratteri open source di ParaType: è stato rilasciato in occasione dell’anno nuovo, andando ad aggiungersi ai precedenti PT Sans e PT Serif. È proposta – come le altre varianti – con una doppia licenza, cioè sotto ParaType Free Font Licensing Agreement 2.1 e Open Font License (OFL) 1.1.
Il carattere è stato realizzato da Alexandra Korolkova e Bella Chaeva, col supporto di Google — che distribuiva già entrambe le famiglie di ParaType tra i Web Fonts. PT Mono può essere utilizzato in progetti commerciali e – insieme alle altre due varianti – potrebbe essere integrato sul desktop: ad esempio, in sostituzione a DejaVu.
ParaType è una tipografia russa e, di conseguenza, PT Mono è particolarmente utile col cirillico. A prescindere, i caratteri della società sono disponibili per l’alfabeto latino e funzionano a dovere in UTF-8. PT Mono è una variante monospace. Può essere sfruttata sull’emulatore del terminale o nei paragrafi pre–formattati sul web.
Via | Libre Graphics World
LibreCAD è, come suggerisce il nome stesso, un’applicazione open source per il Computer–Aided Design (CAD). Il progetto risale all’estate del 2010, ma ha raggiunto la versione 1.0.0 soltanto ora: Ries Van Twisk, il suo creatore, ha dovuto affrontare alcune difficoltà legate alla licenza di rilascio. LibreCAD 1.0.0 prevede la GPLv2.
Alla licenza di LibreCAD sono previste delle eccezioni che riguardano i componenti del programma. Queste, ad ogni modo, sono sempre legate al free software: parliamo – nello specifico – di Apache 2.0 e GPLv3. Un “intoppo” sui caratteri installati da LibreCAD ha obbligato alla rimozione di contenuti proprietari, assenti dal rilascio.
L’applicazione nasce dall’esigenza di sostituire QCad, ancorato alle Qt3. L’interfaccia di LibreCAD è in Qt4: il programma è installabile su Linux, come su Mac OS X e Windows. Per risolvere la querelle sui caratteri di tipo CXF, LibreCAD 1.0.0 ha pensato d’introdurre il formato LFF — che è retro–compatibile con quello proprietario.
Via | Libre Graphics World
Il Linux Wacom Tablet Project – il progetto che s’occupa dei driver per le tavolette grafiche su Linux – ha pubblicato la versione 0.1 di libwacom. È una “generica” libreria per aumentare la quantità di informazioni esposte al sistema sui dispositivi connessi: è intesa a integrare i driver di X.Org e i firmware previsti dal kernel.
La libreria è già riconosciuta da GNOME Settings Daemon, il demone che regola le impostazioni di GNOME, e potrebbe essere integrata anche in System Settings di KDE. Perché libwacom abbia un significato, occorrerà la collaborazione degli sviluppatori di software come The GIMP o Krita: di per sé la libreria non aggiunge proprio nulla.
Il senso di libwacom 0.1 è quello d’informare le applicazioni sulla natura della tavoletta grafica connessa perché possano adeguare il proprio comportamento. La libreria, ad esempio, distingue tra le tavolette esterne e quelle integrate. Senza l’adeguato supporto dei programmi, libwacom diventerebbe soltanto uno strumento di debug.
Via | Libre Graphics World

NeonView è il nome di un altro ed interessantissimo software che fa della leggerezza uno dei suoi punti di forza. Scritto in C, mette a disposizione una semplice ed intuitiva interfaccia grafica che abbinata ad alcune funzionalità lo rendono un software davvero valido.
Oltre al supporto dei più comuni formati immagine come JPG, PNG, SVG etc, NeonView ci permette inoltre di ridimensionare con pochi click le immagini. Le ottime prestazioni di questo prodotto, che lavora bene anche con immagini di grandi dimensioni, insieme alla estrema leggerezza, rendono NeonView una valida alternativa ai più famoso e completi Kview e Shotwell.
Questo nuovo visualizzatore di immagini purtroppo non è ancora disponibile nei repository delle varie distribuzione, ma possiamo sempre scaricare e compilare manualmente i sorgenti del software. Inoltre per chi non si trova molto a proprio agio con la compilazione, il team di sviluppo ha creato una file eseguibile che permette di avviare NeonView senza dovere compilare alcunché.
Via | NeonView