Desurium è il nuovo client di Desura, un portale per l’acquisto e/o il download dei videogiochi — disponibile su Linux e Windows. Distribuito sotto licenza GPLv3, può essere compilato su entrambe le piattaforme: richiede GCC 4.5 su Linux o Visual Studio 2008 e 2010 su Windows. La procedura, ad ogni modo, è tutt’altro che immediata.
Com’è intuibile dal nome, Desurium sfrutta una versione modificata di Chromium – il browser “unbranded” di Google – per generare le pagine del client. E, di conseguenza, occorrono sia i sorgenti di Chromium da Subversion, sia quelli di Desurium da Git. L’elenco delle dipendenze per Linux si riferisce ai pacchetti di Debian e Ubuntu.
In sostanza, se non siete davvero intenzionati a contribuire allo sviluppo di Desorium è preferibile che utilizziate il client precompilato. Non esistono differenze, a livello di funzionalità, tra i due: entrambi contengono i loghi e i marchi di Desura. Esclusi dalla GPLv3, che è stata molto dibattuta nel processo di “liberazione”.
Via | Twitter
Sigil è un editor professionale di eBook per Linux, Mac OS X e Windows, rilasciato sotto licenza GPLv3: la versione 0.5.0 introduce diverse novità, anzitutto il supporto alle localizzazioni dell’interfaccia. Al momento, sono supportate 15 lingue. Il controllo ortografico con Hunspell, appena aggiunto, non prevede ancora l’italiano.
L’altra novità di rilievo riguarda le espressioni regolari nella ricerca e sostituzione di codice e testi: QRegExp è stato sostituito da PCRE. Gli utenti di Windows possono beneficiare delle jump list e del menù contestuale di Explorer perché Sigil 0.5.0 è riconosciuto correttamente come handler dei documenti in formato ePub e HTML.
L’ultimo aspetto importante riguarda l’abbandono di OpenCandy. John Schember, lo sviluppatore di Sigil, ha deciso di lasciare il popolare network perché l’installer fornito da OpenCandy è un binario proprietario: Sigil 0.5.0 è, in questo modo, free software al 100%. Peccato soltanto per il mancante dizionario italiano con Hunspell.
Via | Sigil
LibreCAD è, come suggerisce il nome stesso, un’applicazione open source per il Computer–Aided Design (CAD). Il progetto risale all’estate del 2010, ma ha raggiunto la versione 1.0.0 soltanto ora: Ries Van Twisk, il suo creatore, ha dovuto affrontare alcune difficoltà legate alla licenza di rilascio. LibreCAD 1.0.0 prevede la GPLv2.
Alla licenza di LibreCAD sono previste delle eccezioni che riguardano i componenti del programma. Queste, ad ogni modo, sono sempre legate al free software: parliamo – nello specifico – di Apache 2.0 e GPLv3. Un “intoppo” sui caratteri installati da LibreCAD ha obbligato alla rimozione di contenuti proprietari, assenti dal rilascio.
L’applicazione nasce dall’esigenza di sostituire QCad, ancorato alle Qt3. L’interfaccia di LibreCAD è in Qt4: il programma è installabile su Linux, come su Mac OS X e Windows. Per risolvere la querelle sui caratteri di tipo CXF, LibreCAD 1.0.0 ha pensato d’introdurre il formato LFF — che è retro–compatibile con quello proprietario.
Via | Libre Graphics World
YaCy 1.0 è il primo rilascio stabile del motore “decentralizzato” di The Free Software Foundation Europe (FSFE) per la ricerca sul web. Si tratta d’un prodotto open source, rilasciato sotto licenza GPLv3, disponibile per Linux, Mac OS X e Windows: l’intuizione è quella di creare una rete non presidiata per rintracciare i contenuti.
Il progetto è libero su due piani: non soltanto è free software, ma soprattutto non dipende dagli archivi di società e privati. Ogni installazione di YaCy contribuisce all’espansione del database dei risultati ai quali s’aggiungono degli archivi compilati da alcuni progetti che sono mantenuti da enti od organizzazioni non lucrative.
Esisterebbe un’interfaccia web per provare YaCy senza alcuna installazione: purtroppo, però, è spesso sovraccarica. Su Linux è richiesta l’installazione di OpenJDK 6, mentre Mac OS X e Windows hanno tutti i componenti integrati nell’installer. YaCy 1.0 è compatibile con Solr per connettere il proprio motore di ricerca col database.
Via | LWN
Open64 è un compilatore open source, rilasciato sotto il nome di Pro64 nel 2000 e ribattezzato con la denominazione attuale nel 2002. Supporta linguaggi come Fortran 77/95 e C/C++, inclusa la programmazione parallela con OpenMP.
Open64 è stato progettato per compilare i programmi su processori MIPS, ma dopo molti anni è diventato un’ottima alternativa per diverse architetture. Attualmente è noto anche per l’efficienza del codice prodotto in architetture IA-64, CISC, RISC, x86 e ARM. Le sue caratteristiche consentono di condurre ottimizzazioni di vario genere, oltre ad analisi inter-procedurali, analisi delle dipendenze e analisi del flusso dei dati.
Allo sviluppo di questo compilatore partecipano molte aziende, diversi istituti universitari e di ricerca. AMD considera Open64 come la principale alternativa a GCC, fornendo un importante supporto al suo sviluppo. In questa release, infatti, sono presenti miglioramenti per la generazione di codice per AVX, SSE e il set di istruzioni FMA. Il tutto per fornire un importante vantaggio per i futuri processori con architettura Bulldozer.
Stephen Zarkos, un dipendente di Microsoft, ha rilasciato una patch per l’autenticazione con NT LAN Manager (NTLM) via Samba sotto licenza GPLv2 o successiva. È la prima volta che la multinazionale contribuisce allo sviluppo del progetto: una svolta ritenuta impossibile, fino a qualche anno fa. Il primo commit risale al 10 ottobre.
Il bug risolto dalla patch affligge sia Samba, sia Firefox. Microsoft ha messo a disposizione di entrambi l’autore del fix: è Guillermo Vicario e lavora in Yahoo. Perché la patch potesse essere accettata da Samba, Microsoft ha registrato il copyright a nome di Zarkos anziché dell’azienda. Le società non potevano contribuire a Samba.
La novità ha suggerito ai responsabili del progetto una modifica alla politica d’accettazione per le contribuzioni. Il giorno seguente, Samba ha pubblicato un aggiornamento che renderà possibile l’invio di codice da parte delle imprese. L’interoperabilità tra le reti Windows e non ha un futuro promettente. Anche grazie a Microsoft.
Via | Samba
GNU PDF è stato declassato dalla classifica delle priorità tra le applicazioni sviluppate per la Free Software Foundation: libpoppler, supportando lo standard ISO 32000-1, ha reso GNU PDF un progetto facoltativo. Rispetto al 2007, quando è stato concepito, i visualizzatori di documenti hanno integrato tutte le funzionalità previste.
La FSF Europe continuerà a mantenere una lista di viewer liberi per il formato PDF su Linux, Windows e Mac OS X. GNU PDF in sé non subirà una chiusura definitiva. Soltanto, gli investimenti sul progetto saranno dirottati su altre applicazioni ritenute più urgenti. Un elenco di programmi che è ancora piuttosto lungo, a dire il vero.
Tra le applicazioni prioritarie, per la FSF, alla prima posizione c’è Gnash: l’alternativa a Flash Player. Il riproduttore per la Rich Internet Application (RIA) di Adobe non ha mai raggiunto un livello soddisfacente. Coreboot, in sostituzione al BIOS, è in seconda posizione e alla terza è previsto un programma alternativo a Skype.
Via | Free Software Foundation
Richard Stallman ha avuto la possibilità d’intervenire sul The Guardian, nell’edizione online britannica, per esporre la propria tesi nei riguardi di Android e l’“apertura” del sistema operativo di Google per il settore mobile. Una tesi tutt’altro che nuova per la comunità open source con qualche dettaglio in più rispetto al solito.
Qui Stallman se l’è presa con la licenza di rilascio per Android 1.x e 2.x: si tratta di Apache 2.0, definita «una licenza permissiva e priva di copyleft». Niente di nuovo, se le dichiarazioni di Stallman non sembrassero un monito nei confronti di The Apache Foundation e un escamotage per riaccendere la querelle con Linus Torvalds.
A grandi linee, le responsabilità di Google subentrerebbero soltanto con Android/Honeycomb del quale non sono stati rilasciati neppure i sorgenti. Prima la “colpa” ricadrebbe piuttosto su Apache 2.0 (incompatibile con la GPLv2) e Torvalds perché contrario all’adozione della GPLv3 col kernel di Linux. Tutto per rilanciare Replicant?
Via | The Guardian
OpenJustitia potrà essere distribuito liberamente, con licenza GPLv3, dai propri creatori ovvero dall’amministrazione pubblica. La Commissione parlamentare deputata al controllo della Corte Federale svizzera ha stabilito, infatti, che i termini di rilascio non sono affatto contrari ai principi della concorrenza e del libero mercato.
La piattaforma di OpenJustitia consiste in un Document Management System (DMS) sviluppato dalla Corte Federale elvetica e adottato per uso interno nel 2007: a distanza di soli quattro anni, i costi della realizzazione di OpenJustitia sono già stati completamente ammortizzati. L’amministrazione svizzera intende renderlo open source.
Sottoposta al Parlamento nel luglio di quest’anno, la richiesta della Corte è stata valutata da una Commissione eletta a seguito di un’interrogazione parlamentare sulla legittimità della GPLv3 per il mercato svizzero. La conclusione è stata positiva e OpenJustitia sarà pubblicato «a breve». È l’ennesima via per combattere la crisi.
Via | OSOR
Sigil è un editor del tipo WYSIWYG, rilasciato sotto licenza GPLv3 e disponibile per Linux, Mac OS X e Windows. Si tratta di un’applicazione “nativa” in C++ e può essere utilizzata per sviluppare dei progetti derivati che s’adattino alle esigenze più disparate. È solo l’inizio di un nuovo percorso, per il programma di John Schember.
Il formato prediletto di Sigil è l’ePub, del quale implementa tutte le specifiche: tra le funzionalità dell’editor di e-book spiccano il supporto a UNICODE (UTF-16), SVG, l’importazione da .txt, .html o .epub e XPGT per i dispositivi mobili. È un’applicazione completa eppure l’autore non è ancora soddisfatto dei risultati ottenuti.
Schember non è soltanto un programmatore: può essere considerato alla stregua di un teorico degli e-book e dell’editoria digitale. Infatti, ha concepito una suddivisione ragionata degli autori e dei distributori di ePub, che sarà alla base dello sviluppo di Sigil 0.5.0. Un aggiornamento per utenti esperti o piccole e medie imprese.
Via | Libre Graphics World