
Gloobus è un progetto simile a Quick Look, il sistema per mostrare le anteprime di OS X. È pensato per Linux (in particolare per Ubuntu) e i sorgenti sono su Launchpad. Il progetto è suddiviso in 3 parti: Gloobus-Preview cura l’anteprima dei file, Globus-Flow servirà per navigare attraverso le cartelle e CoverGloobus è dedicato alle copertine degli album musicali.
CoverGloobus è compatibile con numerosi riproduttori multimediali per KDE e GNOME. Se il tema lo consente, può servire per passare da una traccia all’altra anche su NotifyOSD. Comodo, ma un po’ “pesante”. È proprio il successo ottenuto dai temi personalizzati che ha spinto lo sviluppatore a creare una galleria su deviantART per raccogliere quelli più riusciti.
Se avete creato un tema per CoverGloobus potete iscrivervi al gruppo su deviantART e pubblicarlo gratuitamente. Altrimenti, potete sempre scaricare uno dei tanti temi che stanno riempiendo la galleria. I temi sono open source al pari di CoverGloobus: nonostante il supporto ad Amarok, ecc. è preferibile usare Gloogus con GNOME come desktop environment.
Via | Gloobus

Avevamo parlato della somiglianza fra la nuova versione di Ubuntu 10.04 con Mac Os X Leopard, e alla fine eccolo qui: è stato creato Macbuntu, uno script per trasformare completamente il vostro pc con Ubuntu in un Mac, anche se solo in apparenza.
Macbuntu funziona su qualsiasi ambiente desktop Gnome, ma è scritto apposta per Ubuntu e garantito per i sistemi Debian/Gtk. E si candida così a sostituire Mac4lin, che negli ultimi tempi andava alla grande.
Ecco dunque lo script per gli amanti di Linux che stravedono per la grafica del Mac. Basta scompattare l’archivio, da terminale entrare nella directory contenente il file e dare sudo ./install.sh.
Come riporta Linuxfreedomforlife, lo script installa non solo il tema, ma anche icone, font, tema per Firefox, Chrome e Thunderbird, sfondi, pannelli e aggiunge perfino gli stessi effetti configurando Compiz. Ovviamente bisogna avere installata una dock-bar.

Gli sviluppatore Gnome hanno annunciato la prima versione (0.1) di SeedKit.
Questo framework, composto da GNOME SeedKit Viewer e dalla libreria SeedKit, è stato creato per consentire la scrittura di applicazioni Gnome utilizzando tecnologie nate sul web: HTML5, CSS3 e Javascript. Il tutto è costruito sopra GTK+, Seed e WebKit. Lo scopo è quello di facilitare la realizzazioni di nuove interfacce.
Il progetto ha preso ispirazione da WebOS e da Mozilla JetPack. Potete cercare maggiori informazioni sul wiki di Gnome.
Come vi abbiamo riportato Gnome 3 è stato rimandato al marzo del 2011.
Nel video qui sopra potete vedere l’ultima bozza del progetto Gnome Shell e del suo comportamento. Cosa ne pensate dell’interazione proposta (anche se è presente un solo esempio)?

Nearly Consulting, un’azienda specializzata in studi statistici, ha pubblicato i risultati del Gnome Census.
Un’analisi su chi partecipa e con quale motivazione allo sviluppo di questo DE. Dai risultati emerge che il 70% degli sviluppatori dedica al progetto il proprio tempo libero, mentre è Red Hat a contribuire principalmente (17%) al codice con i suoi dipendenti. Seguono a ruota Novell con il 10%, Collabora con il 5% e Intel con il 2,5%.
Gli sviluppatori più prolifici sono stati Matthias Clasen e Richard Hughes che hanno effettuato, rispettivamente, l’1,8% e l’1,7% dei commit.
Via | NearlyConsulting
In questi giorni si sta svolgendo il GUADEC, la tradizionale conferenza dedicata al mondo Gnome.
Frederic Peters ha annunciato che per Gnome 3.0 sarà necessario attendere fino a marzo 2011, mentre nella precedente roadmap sarebbe dovuto arrivare a marzo 2011 settembre. La scelta è stata motivata con la volontà di raggiungere un’alta stabilità per il codice come gli attuali utenti gnome si aspettano.
A settembre quindi sarà rilasciato Gnome 2.32 e la prima beta di Gnome 3.0 per dare agli utenti più ansiosi un’assaggio di quel che si potrà vedere nella versione finale.
Via | Gnome
Aaron Bockover ha rilasciato un’estensione per Banshee che consente l’acquisto e il download di MP3 da Amazon. I sorgenti del plugin sono già disponibili nel repository Git di GNOME ed è previsto l’ingresso nel “ramo” stabile 1.6. Qui sopra si può vedere lo screencast realizzato da Bockover che mostra il funzionamento di Banshee con Amazon MP3 Store.

La dipendenza di LXDE da GNOME è sempre più limitata grazie ai progetti della GSoC 2010. Da quando HAL è stato deprecato la gestione dei dischi è deputata a DeviceKit, con cui GNOME interagisce attraverso GVFS. LXDE sta per rendersi indipendente dal file system virtuale di GNOME ottenendo la possibilità di gestire i volumi direttamente da UDisks.
Questa novità è importante perché LXDE è un desktop environment in Gtk, perciò molti dei suoi componenti richiedono l’installazione delle librerie di GNOME. Eliminare l’uso di GVFS nel dialogo coi volumi significa ridurre le dipendenze in comune con GNOME e di conseguenza lo spazio su disco e le risorse richiesti da PCManFM (il file manager di LXDE).
PCManFM si appoggia a LibFM, che deve passare da GVFS per amministrare i dischi da montare/smontare. Integrando il supporto a UDisks direttamente in LibFM si soddisfano le prerogative basilari di LXDE, un desktop environment leggero per sistemi datati o, dalle ridotte capacità. Quando disponibili gli aggiornamenti saranno nel repository Git di LXDE.

Gnome è un desktop che contiene davvero un sacco di cose. Ma sono davvero tutte necessarie? Installando Gnome su Arch mi sono reso conto che ci sono un sacco di cose di cui si può fare a meno. Vediamole.
L’intero desktop Gnome, alla versione 2.30.0, l’attuale disponibile, è composto da tre grossi gruppi di pacchetti: gnome, gnome-system-tools e gnome-extra (almeno in Arch, ma mi pare sia lo stesso pure in Gentoo). In altre distro i metapacchetti installano pacchetti in modo differente. Qui un elenco dei pacchetti per Debian Lenny e tutti i pacchetti del progetto Gnome.
Ma veniamo a noi. Ecco dei tre gruppi di pacchetti una selezione un po’ meno restrittiva di quella proposta dagli estensori del wiki di Arch Linux.

“Nautilus è una di quelle applicazioni da rifare tutta da capo”. Questa l’interessante opinione di Seif Sallam, studente egiziano e programmatore della comunità Ubuntu.
Sallam ha illustrato in un post sul suo blog come la vede lui in fatto di file manager.
La proposta è quella di un file manager che assomiglia tanto a un browser. Verrebbe da pensare a Konqueror, ma invece il punto di partenza à Chromium.