
Gli sviluppatori di Yorba hanno rilasciato la versione 0.5.0 di Shotwell, un organizer per foto pensato per Gnome.
Oltre ai soliti bug fix e miglioramenti alle prestazioni è stata aggiunta la possibilità di stampare, gestire ed organizzare le immagini in base a tag, impostare o modificare la data dello scatto e di impostare lo sfondo del desktop direttamente dal programma.
Molto importante anche il nuovo sistema di importazione delle foto che lavora in background rendendo il programma molto più fluido in questa fase.
Via | Yorba

Da quando il tema di Ubuntu 10.04 LTS è stato finalmente rivelato le polemiche si sono spostate sul posizionamento dei bottoni a sinistra, secondo uno stile molto simile a OS X: si tratta indubbiamente di un aspetto marginale e secondario, ma la querelle è ancora piuttosto accesa. Per fortuna c’è uno strumento in grado di porre fine alle discussioni.
Sto parlando di Metacity Window Buttons, una semplice applicazione ospitata su Launchpad che consente di cambiare la posizione dei bottoni delle finestre in pochi clic: scaricato l’archivio è sufficiente lanciare lo script dalla shell perché il programma si avvii — non occorre alcuna installazione. E i cambiamenti sono immediati, a prescindere dal tema in uso.
Metacity Window Buttons funziona anche su Karmic Koala (per chi avesse installato i temi di Ubuntu/Lucid): si può scegliere d’impostare lo stile di OS X, quello di Ubuntu 10.04 – sempre a sinistra, ma con una disposizione invertita – oppure l’opzione “tradizionale” di GNOME, reimpostando le preferenze in default. Nulla di più semplice.
Via | LinuX Freedom for Live
Lennart Poettering si era accorto che non era presente un’interfaccia che consentisse di testare il funzionamento di ogni singola cassa collegata al computer.
Da questa esigenza è nato gnome-speaker-setup, scritto in Vala utilizzando libcanberra, che potete vedere in copertina. Dalla prima versione sono state fatte alcune correzioni e la patch è già su gnome bugzilla.
Un’idea molto utile soprattutto quando si utilizzano configurazioni un po’ particolare che il tool sarebbe già in grado di gestire. Non resta solo che togliere quel grosso smile e posizionare una persona di spalle per completare l’opera. Dovrebbe arrivare presto in Fedora.
Via | Hadess

I bottoni a sinistra del nuovo look di Ubuntu Lucid Lynx non vanno proprio giù a molti utenti. A bocciare il lavoro degli sviluppatori del tema grafico è il sondaggio di Ubuntu Forums in cui il 75% dichiara di preferire i tasti a destra e solo il 9% plaude all’iniziativa. Subito si è animata una discussione senza pace il cui tema è: “Non vogliamo un clone del Mac”. Dibattito che potrebbe lasciare il segno, visto che è stato aperto proprio nella sezione dedicata ai test e alle discussioni sul nuovo Lucid Lynx. Per ora hanno votato poco più di 500 persone, ma per gli sviluppatori è se non altro un segnale.
Perché si discute così animatamente se di ufficiale non c’è ancora nulla? Perché da giorni gira per la blogosfera il changelog apparso venerdì e che dà una sorta di ufficialità ai bottoni a sinistra. Eccolo:
ght-themes (0.1.5.4) lucid; urgency=low
* debian/gconf-defaults:
- correctly set the wm buttons on the left corner
La cosa che più fa discutere del nuovo look di Ubuntu Lucid Lynx è proprio la posizione dei bottoni di comando delle finestre, apparsi spostati sulla sinistra nei primi screenshot del nuovo tema arancione-viola di default. Certo i pulsanti si possono riportare subito a destra come tanti raccontano di aver già intenzione di fare in giro per il web, per esempio Chimera Revo. Volendo possiamo anche scaricare il tema per vedere che effetto ci fa. Piccolo particolare: in questo caso, non essendo ancora nei repository lo spostamento dei bottoni a sinsitra, ce li dobbiamo spostare noi con cgonf-editor. Poi aggiungere il nuovo wallpaper e chiederci se il nuovo Mac look style, come da più suggerito, sia piacevole o meno. Su webupd8.org poi abbiamo un’analisi per filo e per segno delle somiglianze, che già anche noi di Oss avevamo segnalato.

Docky, la dock-bar del progetto Gnome Do, sarà sviluppata separatamente. L’ho annunciato stamattina sul suo sito lo sviluppatore Alex Launi. I due progetti infatti si stavano limitando a vicenda. L’intenzione degli sviluppatori invece è ora quella di trasformare Docky nella migliore dock-bar possibile, sulla scia del successo di progetti come Awn e Cairo-dock.
Docky nel tempo si era dotata infatti di strumenti, come l’applet (o docklet per meglio dire) show desktop, divenendo una barra di navigazione personalizzabile in tutto e per tutto, aggiungendo lanciatori e definendo misure e comportamenti dei launcher. Ci sono poi diversi plugin come meteo, orologio, cestino e via dicendo che la completano. Sarà però difficile vedere Docky come menu di default di una qualsiasi distribuzione, visto che Apple da due anni detiene il brevetto della dockbar. Anche se alcune distro, come Elive, ci provano.
Così, mentre Docky è già entrata ufficialmente nei repository di Ubuntu Lucid Lynx (e già lo era in quelli di Karmic Koala), Launi ha annunciato anche una nuova release a breve di Gnome Do, uno dei migliori lanciatori per applicazioni.
Soltanto ieri abbiamo introdotto anche su queste pagine il nuovo tema predefinito di Ubuntu 10.04 LTS – che ha subito sviscerato un’inevitabile sequela di polemiche, non soltanto qui – e nel frattempo anche Mark Shuttleworth ha parlato del brand della distribuzione. Però a qualcuno i temi potrebbero anche piacere e non è necessario installare Lucid Lynx per averli sul proprio desktop.
Ad esempio lo screenshot che appare su questa pagina è stato preso da Ubuntu/Karmic — per il quale la procedura funziona correttamente: sfortunatamente perché i temi (scaricabili per qualsiasi piattaforma) siano completi occorre aggiungere un repository PPA contenente l’engine Murrine per Gtk2+ più aggiornato. In caso contrario s’incontrerebbero degli artefatti grafici.
Il nome canonico dei temi è Radiance per Light e Ambiance per Dark: il fatto che le icone associate si chiamino “mono” – tanto per prevenire facili polemiche – non ha nulla a che vedere con il progetto di Novell (più probabilmente allude al cromatismo). È vero che i temi somigliano vagamente a OS X, più che altro per le icone di controllo delle finestre: forse + auspicabile un aumento del contrasto.
Via | WebUpd8

Nautilus è un buon file manager, ma si può certamente migliorare (ad esempio con la modalità split view).
Ian ‘Izo’ Cylkowski ha provato ridisegnare e ripensare l’interfaccia di Nautilus. Il risultato è un mockup che non può colpire per la sua semplicità e chiarezza. Tutti gli elementi ormai ritenuti inutili sono stati eliminati per dare il giusto spazio ad ogni componente.
Izo, però, non si è fermato qui e nella sua visione Zeitgeist va integrato con il file manager eliminando completamente la necessità di Gnome Journal.
Via | DesignByIzo
Un’interessante “elucubrazione” (perché al momento si tratta semplicemente di proposte) sul futuro di GNOME arriva da Ars Technica e in particolare da Ryan Paul — che, per chi ancora non lo conoscesse, è il creatore di Gwibber. Sebbene alcune release di sviluppo delle principali distribuzioni includano già del codice derivato da GNOME 2.30, GNOME Shell è tuttora un progetto sperimentale.
Ciò implica anche un maggiore spazio alla creatività degli sviluppatori, che non hanno esitato a pubblicare intriganti mockup: il primo caso citato da Ryan è Task Pooper, sostanzialmente un re-design del desktop GNOME concepito da Seth Nickell (che non casualmente ha lavorato per OLPC e Red Hat). L’animazione prevede Zeitgest e GNOME Journal “embeddati” come pannello inferiore della scrivania.
Alle spalle di questo progetto c’è un mockup di Hylke Bons e Jakub Steiner – che è un designer di Novell e sta lavorando a un restyling delle icone Tango! – per le finestre di GNOME: l’immagine a lato ne presenta un’anteprima. Associato a quest’ultimo, l’ennesimo tentativo di rendere più intuitiva la configurazione del desktop environment con GNOME Plumbing: tutte ottime idee al vaglio.
Via | Ars Technica
Un aspetto vagamente “negativo” di Dropbox – un servizio di storage online tra i più apprezzati – riguarda l’integrazione col desktop environment: la versione grafica del client è disponibile soltanto per Nautilus (benché da riga di comando sia accessibile a prescindere dal window manager) e le icone ufficiali non seguono le linee guida del progetto Tango!.
Per fortuna un utente di Dropbox ha pubblicato delle icone alternative sul forum dell’applicazione: si tratta di simboli per l’identificazione dello stato di una cartella che seguono le direttive Tango! e consentono perciò una migliore integrazione con GNOME. Possono essere scaricate liberamente e utilizzate sul proprio desktop.
Aggiornate alla versione 1.2 – con l’aggiunta del formato di 8×8 pixel – le icone sono corredate da uno script per la shell che ne facilita l’installazione e/o la disinstallazione: WebUpd8 ha steso un breve tutorial su come sia possibile. In aggiunta è disponibile anche un’immagine vettoriale in stile Tango! per sostituire anche il logo di Dropbox.
Via | WebUpd8
Le opinioni degli utenti su GNOME sono diverse, soprattutto in merito al rapporto tra il desktop environment e Mono (che resta pur sempre un progetto patrocinato da Microsoft): sembra invece che a non avere alcun dubbio sia Mozilla, che anche per il 2010 ha confermato la propria sponsorizzazione di $10.000 per l’accessibilità di GNOME.
Anche nel 2008 l’azienda alla base dello sviluppo di prodotti come Firefox e Thunderbird aveva corrisposto la stessa cifra alla GNOME Foundation per l’organizzazione di GNOME - Outreach Program: Accessibility — un programma sponsorizzato a suo tempo anche da Canonical, Google e Novell.
Come specificato in dettaglio da GNOME, parte dei fondi ricevuti serviranno a inviare degli sviluppatori alla 25ª edizione della conferenza internazionale su tecnologia e individui affetti da disabilità affinché possano migliorare le funzionalità per i dispositivi ORCA e incrementare il proprio know-how per applicare quanto appreso all’evoluzione di GNOME.