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Embedded

Tworse Key è un telegrafo che comunica su Twitter, grazie ad Arduino

pubblicato da Federico Moretti in: Embedded Hacking

Tworse Key è il progetto di Martin Kaltenbrunner, un professore dell’Interface Culture Lab presso la Kunstuniversität di Linz — in Austria. È un telegrafo – ormai, un oggetto d’antiquariato – trasformato in un mezzo di comunicazione moderno, grazie ad Arduino. Può comunicare su Twitter, utilizzando il codice creato da Samuel Morse.

Forse, Tworse Key non è molto comodo per gestire un profilo su Twitter… tuttavia, il progetto di Kaltenbrunner ha un certo fascino. L’idea di modernizzare uno strumento ottocentesco con hardware e software open source è fantastica: Tworse Key mantiene nell’aspetto esteriore una discreta attrattiva per i collezionisti d’antiquariato.

Lo strumento di Kaltenbrunner usa Arduino Ethernet per collegarsi a internet e acquisire l’indirizzo dalla LAN. Tworse Key può sia inviare, sia rimuovere i tweet. Il codice sorgente è rilasciato sotto licenza GPLv3, mentre Creative Commons BY-SA 3.0 è stata scelta per la documentazione. Un bell’esempio delle possibilità di Arduino.

Via | Arduino

PulseAudio è stato portato su Android: il confronto con AudioFlinger

pubblicato da Federico Moretti in: Embedded Audio

PulseAudioArun Raghavan ha effettuato il porting di PulseAudio, il sound server più utilizzato da Linux, su Android. Il sistema sonoro di Google è AudioFlinger, una specie di Hardware Abstraction Layer (HAL) che – a quanto sembra – provoca un’eccessiva usura delle batterie dei dispositivi portatili. PulseAudio potrebbe risolvere il problema.

Raghavan ha confrontato le due soluzioni da Android 4.0 (Ice Cream Sandwich) su Galaxy Nexus. Anzitutto, il processore – un OMAP4 di Texas Instruments – risulta particolarmente “appesantito” da AudioFlinger a una frequenza di riproduzione in 48kHz. Col suono a 44.1kHz, al contrario, si ottiene un risultato equivalente da PulseAudio.

L’allocazione di memoria per l’esecuzione dei processi è un punto a favore di AudioFlinger, che risparmia circa 400kB a entrambe le frequenze provate da Raghavan. Le differenze più significative tra le due soluzioni subentrano col consumo energetico: PulseAudio consuma molto meno — in tutte le casistiche che sono state considerate.

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Il pericolo maggiore del Secure Boot di UEFI con Windows 8 è per ARM

pubblicato da Federico Moretti in: Windows Embedded

Unified Extensible Firmware Interface (UEFI)Il Software Freedom Law Center ha ripreso l’intervento di Glyn Moodi – un giornalista britannico di Computer World – che riguarda, ancora una volta, il Secure Boot di UEFI e Windows 8. Una clausola del contratto di Microsoft per i partner impone il blocco del sistema d’avvio sui dispositivi ARM: è esattamente quanto si scongiurava.

Mentre sulle altre architetture la scelta di bloccare il Secure Boot è deputata ai produttori, Microsoft impone il blocco su ARM. In pratica, i dispositivi integrati con Windows 8 non potranno installare un altro sistema operativo: neppure le altre versioni di Windows che, però, non supportano l’architettura — a prescindere da UEFI.

L’imposizione di Microsoft deriva proprio da quest’ultimo punto. La multinazionale inizierà a supportare ARM a partire da Windows 8 e, di conseguenza, i propri clienti non potrebbero mai effettuare un downgrade del sistema operativo. Su x86, invece, potrebbero ancora ipoteticamente scegliere di tornare a Windows 7. Linux è escluso.

Via | Software Freedom Law Center

Raspberry PI, iniziata la produzione

pubblicato da Giacomo Picchiarelli in: Open Source Embedded

Raspberry Pi Nonostante il ciclo di progettazione pre-produzione e produzione sia avvenuto come previsto, l’eccitazione da parte dei progettisti e dei futuri utilizzatori è palpabile. L’annuncio è stato dato, per motivi contrattuali, con un ritardo di due giorni rispetto all’effettiva messa in opera. Si prevede che le prime schede stampate e assemblate usciranno dalla linea verso la fine di gennaio.

Il primo lotto che verrà prodotto è composto di circa 10000 pezzi, tutti della variante B, quella con il supporto alla rete per intenderci. Risulta subito evidente che con questi volumi le disponibilità sono destinate a durare poco, ma rimane un risultato di tutto rispetto per un ente di beneficienza.

Si sta tentando di affidare tutto il processo produttivo a fornitori del Regno Unito. In effetti la fase che ha portato i prototipi in produzione è stata particolarmente difficoltosa, di sicuro avrebbero risparmiato producendo completamente in oriente con una produttività elevatissima e senza costi aggiuntivi dovuti alla tassazione. Probabilmente, almeno per la fase transitoria sarà d’obbligo un sano pragmatismo. La produzione verrà effettuata da aziende in Cina e Taiwan.

Pure in una realtà limitata come la piccola Raspberry PI, si pone un problema che riguarda l’occidente e più precisamente l’Europa. La produzione e la manifattura elettronica in Europa è estremamente costosa, sia in termini di risorse che di burocrazia. L’indirizzo politico della fondazione rimane comunque quello di fare un tentativo per utilizzare fornitori nazionali, magari anche spendendo qualcosa in più. Un esempio per molti, specialmente in questi mesi.

Via | Raspberry PI

I driver di Android torneranno su Linux col rilascio del kernel 3.3

pubblicato da Federico Moretti in: Linux Embedded

Embedded LinuxI numeri sono soltanto una coincidenza: i driver di Android, rimossi da Linux 2.6.33, torneranno nel kernel con Linux 3.3. L’annuncio è di Greg Kroah–Hartman e coinvolge gli sviluppatori di Embedded Linux e Linaro. Linux può essere avviato dai dispositivi che prevedono l’utilizzo di Android, ma le patch di Google non sono ammesse.

Android, ad esempio, prevede il WakeLock per aumentare la durata delle batterie: è una funzionalità comunque esclusa da Linux, che però non è necessaria all’avvio del kernel. L’obiettivo finale degli sviluppatori è quello d’includere nel ciclo di sviluppo anche questa e altre patch specifiche di Android per abbattere le differenze.

È nato un coordinamento di sviluppatori che riunisce i membri di Linaro ed Embedded Linux per integrare le funzionalità di Android nella mainline del kernel. Linus Torvalds aveva “profetizzato” la riunione dei progetti per il 2016 e, con tutta probabilità, quella data potrebbe già essere anticipata al 2012. Un vantaggio per tutti.

Via | The H Open

Le luci dell’albero di Natale s’illuminano per la ricezione d’e–mail

pubblicato da Federico Moretti in: Embedded Hacking

Matt Richardson (@MattRichardson) ha riproposto un progetto – basato su Arduino – dell’Avvento del 2009, “adattandolo” alle proprie esigenze: The Lonely Christmas Tree è un albero di Natale che s’illumina alla ricezione d’e–mail. Oppure, in alternativa, quando si ricevono dei commenti a un filmato che è stato pubblicato su YouTube.

Un’altra applicazione ufficiali del progetto riguarda la ricezione di messaggi su IRC. Richardson ha pubblicato i sorgenti di tutte e tre le varianti su Google Code. The Lonely Christmas Tree funziona con Ethernet Shield collegato a una scheda Arduino Uno e, ovviamente, a uno switch per alimentare pure le luci dell’albero di Natale.

Rispetto ad altri progetti basati su Arduino, The Lonely Christmas Tree è (quasi) alla portata di tutti. Al posto di Ethernet Shield può essere utilizzata un Wireless Shield. Ad eccezione del codice per IRC, i sorgenti del software sono stati scritti in PHP. Può essere un modo divertente – e open source – di passare un buon Natale.

Via | Arduino Blog

Rave Rover, una pista da discoteca portatile e fai–da–te con Arduino

pubblicato da Federico Moretti in: Embedded Hacking

Rave Rover è una pista da discoteca in formato ridotto, portatile e fai–da–te, realizzata da Chris Williamson e alcuni amici grazie ad Arduino. La versione 2.0, costruita nel 2011, è un aggiornamento d’un primo “esperimento” che risale allo scorso anno. Rispetto ad altri progetti, riprodurre Raver Rover sarebbe molto più complesso.

Prescindendo dai costi molto sostenuti dei componenti, Rave Rover è stata creata dal nulla. Il telaio è stato tagliato con una macchina a controllo numerico dopo essere stato disegnato in CAD: gli schemi sono scaricabili da Instructable. Oltre alla piattaforma è presente anche un sistema di riproduzione audio controllato da Arduino.

Arduino non si limita ad azionare i LED per i quali sono previste più combinazioni d’illuminazione, ma è collegato a una schema Mini–ITX. Rave Rover è un progetto articolato, praticamente un sistema barebone applicato alla pista da discoteca. Gli ideatori sono persino andati in tour negli Stati Uniti per mostrare questo “gioiello”.

Via | Arduino

Arduino può ricevere i dati via Adobe AIR con un’estensione “nativa”

pubblicato da Federico Moretti in: Embedded Webdev

Adobe AIRas3-arduino-connector è una AIR Native Extension (ANE) che utilizza ActionScript per il trasferimento dei dati da Adobe AIR ad Artuino sulla porta seriale. In pratica, è un’estensione “nativa” disponibile su Mac OS X e Windows per consentire l’accesso a COM dal runtime integrato di Adobe, mimando la classe flash.net.Socket di Flex.

Il codice di as3-arduino-connector è compatibile con tutte le schede basate su AVR/ATmega: non dovrebbe incontrare particolari difficoltà con Arduino Due su ARM, ma non rientra nell’elenco delle schede testate. L’estensione è rilasciata sotto licenza MPL 1.1 ed è stata realizzata con XCode su Mac OS X. Prevede l’utilizzo di as3Glue.

Quest’ultima è una libreria in ActionScript 3 realizzata sempre da Nick Kwiatkowski, il creatore di as3-arduino-connector, per attivare l’interazione “fisica” via AIR, Flash e Flex coi dispositivi integrati. Anche as3Glue è pensata per Arduino. Ahimè, Linux è stato escluso dalla stessa Adobe quando ha interrotto lo sviluppo di AIR.

Via | Arduino

Lasersaur, un sistema open source per effettuare dei tagli col laser

pubblicato da Federico Moretti in: Embedded Grafica

LasersaurLasersaur è un ambizioso progetto, partito nel 2010, che prevede la realizzazione d’una specie di macchina a controllo numerico per effettuare dei tagli col laser. Non è “propriamente” un Computer Numerical Control (CNC), perché la stampante tridimensionale non dispone d’un terminale integrato: grazie ai driver è collegata in rete.

In sostanza, Lasersaur “traduce” in realtà i progetti disegnati col CAD: i creatori citano, ad esempio, la possibilità di realizzare dei componenti per la costruzione di biciclette, ecc. in proprio. Lo sviluppo di Lasersaur prevede sia una parte di hardware, sia una parte di software. Il controllo è garantito da un’applicazione web.

Al momento il progetto è in fase beta e ha raggiunto l’88% dell’obiettivo. Quando – entro il 2012 – Lasersaur sarà pronto i sorgenti dei driver e delle applicazioni saranno resi open source con gli schemi per la realizzazione del macchinario. Considerando il prodotto, sicuramente i costi dei materiali non saranno molto competitivi.

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Android x86: effettuato un primo porting di Android 4.0 ICS

pubblicato da Marco Usai in: Embedded Mobile


Dopo appena due settimane dal rilascio ufficiale dei sorgenti di Android 4.0.1, nome in codice Ice Cream Sandwitch, il team di Androidx86 ha già provveduto ad effettuarne un porting per piattaforma x86. Ad appena una settimana dal rilascio della versione 3.2, ecco che il team ci sbalordisce mettendo a disposizione un’immagine (seppur per sviluppatori) di ICS.

Ad ora però, la versione è compatibile solamente coi processori AMD Fusion, nonostante il progetto sia orientato in generale per la piattaforma x86. Questa versione è orientata agli sviluppatori, quindi può essere considerata una vera e propria “developer preview” non adatta ad un uso “comune”. Quindi questa versione rimarrà solamente per una determinata fascia di utenti, la prossima release quella per il pubblico, sarà basata sulla versione 4.0.1.

La situazione della versione 4.0.1 è però piuttosto complessa, in quanto il team è a disposizione solamente di alcuni driver: quelli per il Wi-Fi, multitouch e i processori AMD. Il lavoro quindi impiegherà quindi parecchio tempo e numerose risorse, il lavoro è tanto e il team dice di considerare la possibilità di aiutare il progetto in differenti modi. All’interno del gruppo di discussione Chih-Wei Huang, uno sviluppatore del team Android x86 ha affermato che AMD supporta questo progetto con donazioni di dispositivi, supporto tecnico a differenza di Intel che si rifiuta di aiutare il progetto.

Via | Android x86