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  <title>Ossblog.it</title>
  <subtitle>Programmi free: scopri il mondo dell'Open Source</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2005-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-21T04:27:50+00:00</updated>
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    <title type="html">Un nuovo MiniPC su Android 4.0 (Ice Cream Sandwich) per soltanto $74</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-05-20T18:00:36+00:00</published>
    <updated>2012-05-20T18:00:36+00:00</updated>
    <dc:subject>linux</dc:subject><dc:subject>embedded</dc:subject><dc:subject>android 4.0</dc:subject><dc:subject>ice cream sandwich</dc:subject><dc:subject>iptv</dc:subject><dc:subject>minipc</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[In Cina, è in produzione un nuovo dispositivo integrato — equipaggiato con Ice Cream Sandwich (ICS): il prezzo è di circa $74, praticamente il doppio del Raspberry Pi, e le caratteristiche tecniche[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9987/un-nuovo-minipc-su-android-40-ice-cream-sandwich-per-soltanto-74"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/androidmicipc.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Android MiniPC" />In Cina, è in produzione un nuovo dispositivo integrato — equipaggiato con Ice Cream Sandwich (ICS): il prezzo è di circa $74, praticamente il doppio del Raspberry Pi, e le caratteristiche tecniche sono di tutto rispetto. Il successo dei chipset sull’architettura di ARM ha aperto un nuovo mercato per piccoli computer a basso costo.</p>
<p>La scheda del MiniPC è una <a href="http://rhombus-tech.net/allwinner_a10/">AllWinner A10</a>, un prodotto rilasciato come open hardware da Rhombus-Tech e rivenduta in stock attorno ai $7. Permette di montare fino a 1Gb di RAM – il <em>device</em> ne propone 512Mb – e prevede un <em>dual-core</em> da 1.2Ghz. L’output della grafica integrata, invece, è in HDMI a 1080p e il computer offre 4Gb di <em>storage</em>.</p>
<p>Il distributore è <a href="http://it.aliexpress.com/">AliExpress</a>, una sussidiaria di Alibaba: tra i principali investitori di Yahoo!. Il MiniPC con Android 4.0 è identificato appena dal modello — MK802. Il dispositivo è distribuito anche in Italia, ma il magazzino sarà rifornito soltanto il 10 giugno prossimo: è possibile effettuare <a href="http://www.aliexpress.com/product-fm/563764893-New-released-Android4-0-IPTV-google-tv-smart-android-box-allwinner-A10-Model-MK802--wholesalers.html">un pre-ordine</a>, senza dover pagare.</p>
<p>Via | <a href="http://www.makeuseof.com/tag/74-android-mini-computer-hits-the-market-updates/">MakeUseOf</a></p>
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    <title type="html">UnoJoy, un joystick davvero realistico — costruito grazie ad Arduino</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-05-17T13:00:10+00:00</published>
    <updated>2012-05-17T13:00:10+00:00</updated>
    <dc:subject>embedded</dc:subject><dc:subject>giochi</dc:subject><dc:subject>arduino</dc:subject><dc:subject>dispositivi integrati</dc:subject><dc:subject>joystick</dc:subject><dc:subject>videogiochi</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[UnoJoy è un prototipo di joystick – realizzato grazie ad Arduino – che promette di rendere ancora più realistici i videogiochi per computer e PlayStation 3. Nello specifico, il dispositivo è[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9973/unojoy-un-joystick-davvero-realistico-costruito-grazie-ad-arduino"><![CDATA[<p><iframe width="586" height="328" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/tM6l3KQ-Uo8?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><a href="http://unojoy.tumblr.com/">UnoJoy</a> è un prototipo di <em>joystick</em> – realizzato grazie ad Arduino – che promette di rendere ancora più realistici i videogiochi per computer e PlayStation 3. Nello specifico, il dispositivo è stato montato su un coltello-giocattolo, a lama retrattile, per Assassin’s Creed 2: per colpire il nemico bisogna letteralmente accoltellarlo.</p>
<p>Il <em>joystick</em> è compatibile con Linux, Mac OS X e Windows. Chiunque abbia una discreta dimestichezza con l&#8217;elettronica e sappia programmare Arduino, può costruire da sé il proprio UnoJoy: gli schemi e <a href="http://code.google.com/p/unojoy/">il software</a> sono rilasciati, infatti, sotto licenza GPLv3 via Google Code. È il secondo dispositivo realizzato dall’Exertion Games Lab.</p>
<p>La prima applicazione di UnoJoy era stata effettuata con Gran Turismo: correndo su una piattaforma, il <em>controller</em> attivava il motore dell&#8217;automobile. Un po’ troppo faticoso, in apparenza. Il coltello-giocattolo sembra più divertente. Magari, evitate soltanto di montare UnoJoy su un piccione per aumentare il realismo di Angry Birds.</p>
<p>Via | <a href="http://arduino.cc/blog/2012/05/14/unojoy-a-usb-joystick-for-mac-pc-linux-or-ps3/">Arduino</a></p>
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    <title type="html">Pebble, il progetto da $10 milioni, è stato prototipato con Arduino</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-05-15T08:00:27+00:00</published>
    <updated>2012-05-15T08:00:27+00:00</updated>
    <dc:subject>embedded</dc:subject><dc:subject>closed-source</dc:subject><dc:subject>arduino</dc:subject><dc:subject>kickstarter</dc:subject><dc:subject>pebble</dc:subject><dc:subject>smartwatch</dc:subject>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9961/pebble-il-progetto-da-10-milioni-e-stato-prototipato-con-arduino"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/pebble.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Pebble" />La primissima versione di <a href="http://www.getpebble.com/">Pebble</a>, il gadget tecnologico dell’anno, è stata prototipata nel 2008 grazie ad Arduino. Lo <em>smartwatch</em> da $10 milioni – a tre giorni dal termine della campagna – su Kickstarter si collega ad Android o iOS per arricchire le applicazioni in mobilità e il rapporto con l’<em>open source</em> è addirittura più stretto.</p>
<p>Il Software Development Kit (SDK) che permetterà agli sviluppatori di creare applicazioni compatibili, infatti, è stato concepito con la <em>toolchain</em> di GCC. Un accorgimento che ha consentito di superare il limite del singolo programma in esecuzione per il precedente <a href="http://getinpulse.com/">inPulse</a>. Purtroppo, questo contributo non sarà affatto riconosciuto.</p>
<p>Pebble è un prodotto <em>closed-source</em> a tutti gli effetti, dall’hardware al software. Il SDK sarà distribuito gratuitamente, però lo <em>smartwatch</em> non è ascrivibile in alcun modo all’<em>open source</em>. Tuttavia, è legittimo ritenere che il progetto più apprezzato su Kickstarter non sarebbe mai stato realizzato, se non grazie ad Arduino e GCC.</p>
<p>Via | <a href="http://arduino.cc/blog/2012/05/10/pebble-was-prototyped-using-arduino/">Arduino</a></p>
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    <title type="html">Fedora 17 e il multi-seat con Linux: un’opportunità per l’istruzione</title>
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    <published>2012-05-03T10:00:48+00:00</published>
    <updated>2012-05-03T10:00:48+00:00</updated>
    <dc:subject>linux</dc:subject><dc:subject>embedded</dc:subject><dc:subject>dispositivi integrati</dc:subject><dc:subject>fedora 17</dc:subject><dc:subject>multi-seat computing</dc:subject><dc:subject>plugable</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Fedora 17 è adatta al multi-seat: l’ha spiegato Lennart Poettering, descrivendo le modifiche apportate a systemd per consentire la connessione simultanea di più utenti allo stesso computer.[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9907/fedora-17-e-il-multi-seat-con-linux-unopportunita-per-listruzione"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/plugable.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Plugable" />Fedora 17 è adatta al <em>multi-seat</em>: l’ha spiegato Lennart Poettering, descrivendo le modifiche apportate a systemd per consentire la connessione simultanea di più utenti allo stesso computer. Disponibile sulla distribuzione di Red Hat, questa funzionalità è facilmente riproducibile su qualunque altro sistema utilizzi Linux con GNOME.</p>
<p>Il <em>multi-seat</em>, infatti, è una caratteristica già integrata in UDisks e accessibile da GDM – il display manager di GNOME – in presenza di <code>systemd</code> per l’<em>init</em> di sistema. Tutte le distribuzioni, inclusa Ubuntu, possono sostituire Upstart (od OpenRC, ecc.) e avvalersi della facoltà di rendere davvero multi-utente la propria workstation.</p>
<p><a href="http://plugable.com/">Plugable</a>, una società statunitense legata ad Amazon, distribuisce anche in Italia degli <em>hub</em> per collegare monitor, mouse e tastiera all’<em>host</em> principale: il prezzo minimo è di $50 più la spedizione. Le istituzioni scolastiche, ad esempio, potrebbero abbattere sensibilmente i costi d’allestimento e manutenzione dei propri laboratori.</p>
<p>Via | <a href="http://0pointer.de/blog/projects/multi-seat.html">Lennart Poettering</a></p>
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    <title type="html">Crypto Stick, una soluzione open source per la crittografia dei dati</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-04-24T10:00:14+00:00</published>
    <updated>2012-04-24T10:00:14+00:00</updated>
    <dc:subject>embedded</dc:subject><dc:subject>security</dc:subject><dc:subject>autenticazione di sistema</dc:subject><dc:subject>crittografia dei dati</dc:subject><dc:subject>crypto stick</dc:subject><dc:subject>smartcard</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Crypto Stick è un prodotto della German Privacy Foundation e consiste in una chiavetta USB che genera tre chiavi per la crittografia dei dati. È compatibile con GnuPG e utilizza il protocollo PKCS#11[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9861/crypto-stick-una-soluzione-open-source-per-la-crittografia-dei-dati"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/cryptostick.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Crypto Stick" /><a href="http://www.crypto-stick.com/">Crypto Stick</a> è un prodotto della <a href="http://www.privacyfoundation.de/">German Privacy Foundation</a> e consiste in una chiavetta USB che genera tre chiavi per la crittografia dei dati. È compatibile con GnuPG e utilizza il protocollo PKCS#11 grazie alla <em>smartcard</em> integrata. Realizzata dal 2009, è sia <em>open source</em>, sia <em>open hardware</em> e si prepara al salto di qualità nel 2012.</p>
<p>La versione 1.2, rilasciata nel 2010 e correntemente in vendita, è sprovvista di <em>storage</em>: può essere utilizzata per l’autenticazione in <em>hotplug</em> su Pluggable Authentication Modules (PAM) con Linux oppure per cifrare e decifrare le e-mail. Crypto Stick supporta anche Windows e Mac OS X. La prossima versione 2.0 aggiungerà una MicroSD.</p>
<p>La documentazione a corredo di Crypto Stick è particolarmente fornita. Il firmware è aggiornabile ed esiste un dispositivo per la compilazione: gli sviluppatori rilasciano continui <em>update</em> del software per supportare il numero più ampio possibile di applicazioni. Ad esempio, seguono i progressi di WebID per l&#8217;autenticazione del W3C.</p>
<p>Via | <a href="http://www.makeuseof.com/tag/german-privacy-foundation-crypto-stick-secure/">MakeUseOf</a></p>
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    <title type="html">Creare un misuratore del livello di carica delle batterie su Arduino</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-04-19T11:00:30+00:00</published>
    <updated>2012-04-19T11:00:30+00:00</updated>
    <dc:subject>embedded</dc:subject><dc:subject>tutorial</dc:subject><dc:subject>arduino diecimila</dc:subject><dc:subject>arduino uno</dc:subject><dc:subject>batterie ricaricabili</dc:subject><dc:subject>dispositivi integrati</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Tra le tante applicazioni possibili di Arduino, un hobbista israeliano ha voluto realizzare un misuratore del livello di carica delle batterie al litio (Li) o al nichel-metallo idruro (NiMH). Ha scelto[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9835/creare-un-misuratore-del-livello-di-carica-delle-batterie-su-arduino"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/arduinodiecimila.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Arduino Diecimila" />Tra le tante applicazioni possibili di <a href="http://arduino.cc/">Arduino</a>, un hobbista israeliano ha voluto realizzare <a href="http://www.instructables.com/id/Arduino-True-Battery-Capacity-Tester-Li-IonNiMH/">un misuratore del livello</a> di carica delle batterie al litio (Li) o al nichel-metallo idruro (NiMH). Ha scelto d&#8217;utilizzare due schede – <a href="http://arduino.cc/en/Main/ArduinoBoardUno">Arduino Uno</a> e <a href="http://arduino.cc/en/Main/ArduinoBoardDiecimila">Arduino Diecimila</a> – per riuscire a connettere al misuratore un display a cristalli liquidi.</p>
<p>Lo stesso appassionato aveva costruito qualcosa di più semplice, utilizzando un orologio da taschino: all’aeroporto è stato fermato, accusato di portare con sé <a href="http://www.instructables.com/id/Li-Ion-Battery-capacity-tester-Lithium-power-test/">una bomba a orologeria</a>. Quello con Arduino è un progetto complesso, che effettua misurazioni precise e invia un documento dettagliato a un elaboratore eventualmente connesso.</p>
<p>Gli schemi per la creazione del misuratore sono scaricabili gratuitamente da <a href="http://www.instructables.com/">Instructables</a>: il software, piuttosto elementare, è di pubblico dominio. La guida per connettere il display è disponibile separatamente. Può essere un’idea per mettere alla prova le batterie già acquistate e verificare, così, l&#8217;effettivo livello di carica.</p>
<p>Via | <a href="http://arduino.cc/blog/2012/04/18/measuring-battery-capacity-with-an-arduino/">Arduino</a></p>
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    <title type="html">FLIRC, il ricevitore ottimale per controllare XBMC con i Set-Top Box</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-04-16T09:00:41+00:00</published>
    <updated>2012-04-16T09:00:41+00:00</updated>
    <dc:subject>embedded</dc:subject><dc:subject>video</dc:subject><dc:subject>circuiti integrati</dc:subject><dc:subject>dispositivi d’immissione</dc:subject><dc:subject>ricevitori a infrarossi</dc:subject><dc:subject>riproduttori multimediali</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[FLIRC è un piccolo dispositivo a infrarossi che, collegato a un Set-Top Box dall’interfaccia USB, permette di controllare col telecomando o una tastiera la riproduzione multimediale del proprio media[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9815/flirc-il-ricevitore-ottimale-per-controllare-xbmc-con-i-set-top-box"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/flirc.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="FLIRC" /><a href="http://flirc.tv/">FLIRC</a> è un piccolo dispositivo a infrarossi che, collegato a un Set-Top Box dall’interfaccia USB, permette di controllare col telecomando o una tastiera la riproduzione multimediale del proprio <em>media center</em> preferito. In particolare, FLIRC è compatibile con <a href="http://xbmc.org/">XBMC</a> e di conseguenza può essere utilizzato con Linux sui <em>device</em> integrati.</p>
<p>Il ricevitore non è limitato ai Set-Top Box: anzi, lo scopo primario è un altro. Permette di collegare lo schermo del televisore al computer e di controllare la riproduzione di XBMC dal telecomando. Volendo, si può mantenere direttamente monitor — anche coi portatili. Non è molto diverso dai normali ricevitori a infrarossi, insomma.</p>
<p>La particolarità di FLIRC è il design orientato esplicitamente ai <em>media center</em>. Il prodotto è abbastanza recente, perciò sussistono dei problemi di compatibilità con alcuni telecomandi e tastiere. Il prezzo è di $24.95: la spedizione in Italia s’aggira attorno ai $16.95. Unito a un Home Theatre PC (HTPC) con Linux può fare faville.</p>
<p>Via | <a href="http://xbmc.org/natethomas/2012/04/15/flirc-a-new-old-way-to-control-xbmc/">XBMC</a></p>
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    <title type="html">Massimo Banzi, tra i fondatori dell’Open Source Hardware Association</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-04-14T08:00:00+00:00</published>
    <updated>2012-04-14T08:00:00+00:00</updated>
    <dc:subject>embedded</dc:subject><dc:subject>eventi</dc:subject><dc:subject>associazioni di categoria</dc:subject><dc:subject>codice sorgente</dc:subject><dc:subject>dispositivi integrati</dc:subject><dc:subject>elettronica fai-da-te</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Massimo Banzi, l&amp;#8217;ideatore, e David Mellis di Arduino sono tra i membri fondatori dell’Open Source Hardware Association (OSHWA): la nuova organizzazione a tutela di progetti d’elettronica[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9805/massimo-banzi-tra-i-fondatori-dellopen-source-hardware-association"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/opensourcehardware.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Open Source Hardware" />Massimo Banzi, l&#8217;ideatore, e David Mellis di <a href="http://arduino.cc/">Arduino</a> sono tra i membri fondatori dell’Open Source Hardware Association (<a href="http://www.oshwa.org/">OSHWA</a>): la nuova organizzazione a tutela di progetti d’elettronica &#8220;libera&#8221;. Entrambi hanno contribuito a eleggere il Consiglio d’Amministrazione dell’OSHWA, nel quale non sono entrati. Forse, per motivi di tempo.</p>
<p>L’associazione organizza l’<a href="http://summit.oshwa.org/">Open Hardware Summit</a>, che per il 2012 si terrà a New York il 27 settembre. L’OSHWA s’avvale della consulenza del <a href="http://www.softwarefreedom.org/">Software Freedom Law Center</a>: lo studio legale che collabora con la Free Software Foundation. L’OSHWA mantiene l’<em>open source hardware definition</em> sulla falsariga dell’Open Source Initiative (OSI).</p>
<p>Molto simile a quello dell’OSI è <a href="http://oshwlogo.com/">il nuovo logo</a> adottato dall’associazione, che ovviamente propone i propri sorgenti per l’utilizzo nei vari progetti. È un peccato che un dispositivo quale il Raspberry Pi non rientri nei parametri dell&#8217;OSHWA: i creatori della famigerata scheda hanno optato per una licenza proprietaria sull’hardware.</p>
<p>Via | <a href="http://arduino.cc/blog/2012/04/12/open-source-hardware-association/">Arduino</a></p>
 ]]></content>
    

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    <title type="html">Raspberry Pi approvato dalla CE, ancora sconosciuta la distribuzione</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/9779/raspberry-pi-approvato-dalla-ce-ancora-sconosciuta-la-distribuzione" />
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-04-11T12:01:29+00:00</published>
    <updated>2012-04-11T12:01:29+00:00</updated>
    <dc:subject>linux</dc:subject><dc:subject>embedded</dc:subject><dc:subject>certificazione europea</dc:subject><dc:subject>componenti elettronici</dc:subject><dc:subject>dispositivi integrati</dc:subject><dc:subject>test di compatibilità</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Raspberry Pi – Model B, il dispositivo da $35 che ha attratto su di sé l’attenzione dei consumatori – non soltanto degli utenti di Linux – ha ottenuto la certificazione CE. Non saranno[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9779/raspberry-pi-approvato-dalla-ce-ancora-sconosciuta-la-distribuzione"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/raspberrypi.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Raspberry Pi" /><a href="http://www.raspberrypi.org/">Raspberry Pi</a> – Model B, il dispositivo da $35 che ha attratto su di sé l’attenzione dei consumatori – non soltanto degli utenti di Linux – ha ottenuto la certificazione CE. Non saranno necessarie ulteriori modifiche all’hardware perché possa essere distribuito in Europa e, di conseguenza, in Italia. È sicuramente un’ottima notizia.</p>
<p>Soprattutto considerando il problema di produzione sul jack per Ethernet, che aveva prolungato i tempi di realizzazione del primo stock delle schede. Dal punto di vista dei componenti, Raspberry Pi è compatibile con le normative statunitensi della FCC e con quelle europee della CE. Non significa che la distribuzione inizierà presto.</p>
<p>Purtroppo, è ancora sconosciuta la data di partenza delle schede dal produttore ai due distributori internazionali: chi ha già prenotato il proprio Raspberry Pi, insomma, sarà costretto ad attendere a lungo. Gli stessi test dovranno essere ripetuti dai distributori prima che il prodotto possa essere spedito agli ultimi destinatari.</p>
<p>Via | <a href="http://www.raspberrypi.org/archives/978">Raspberry Pi</a></p>
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    <title type="html">Google ha aggiunto l’accelerazione hardware all’emulatore di Android</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-04-10T17:00:06+00:00</published>
    <updated>2012-04-10T17:00:06+00:00</updated>
    <dc:subject>embedded</dc:subject><dc:subject>virtualizzazione</dc:subject><dc:subject>accelerazione hardware</dc:subject><dc:subject>ambienti di sviluppo</dc:subject><dc:subject>dispositivi integrati</dc:subject><dc:subject>interfacce grafiche</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Il Software Development Kit (SDK) di Android ha subito un importante aggiornamento, dedicato a introdurre l’accelerazione hardware per le istruzioni dei processori sull’emulatore. Lo strumento[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9775/google-ha-aggiunto-laccelerazione-hardware-allemulatore-di-android"><![CDATA[<p><iframe width="586" height="427" src="https://www.youtube.com/embed/T--vFtyZvc4?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Il Software Development Kit (SDK) di <a href="http://www.android.com/">Android</a> ha subito un importante aggiornamento, dedicato a introdurre l’accelerazione hardware per le istruzioni dei processori sull’emulatore. Lo strumento essenziale per lo sviluppo di applicazioni col sistema operativo di Google ha ottenuto un paio di funzionalità rilevanti. Anzi, diciamo tre.</p>
<p>L’aspetto più interessante riguarda sicuramente l’implementazione di OpenGL ES 2.0 e, di conseguenza, l’accelerazione hardware sui processori grafici. Eppure, il lavoro degli ingegneri di Google non ha escluso le unità centrali: la seconda novità è sulle istruzioni delle Central Processing Unit (CPU)… e non manca il supporto ad ARM.</p>
<p>In pratica, Google ha abilitato l&#8217;accesso diretto alle ottimizzazioni previste dalla scheda video della macchina che esegue l’emulatore e attivato le istruzioni presenti tanto nell’ambiente virtuale, quanto in quello fisico ad avvicinare il più possibile l’emulazione ai dispositivi. L’aggiornamento prevede Ice Cream Sandwich (ICS).</p>
<p>Via | <a href="http://android-developers.blogspot.it/2012/04/faster-emulator-with-better-hardware.html">Android</a></p>
 ]]></content>
    

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    <title type="html">XBMC è stato accettato da Debian, con alcune differenze da XBMCBuntu</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-04-10T15:00:22+00:00</published>
    <updated>2012-04-10T15:00:22+00:00</updated>
    <dc:subject>debian</dc:subject><dc:subject>embedded</dc:subject><dc:subject>dispositivi integrati</dc:subject><dc:subject>licenze di rilascio</dc:subject><dc:subject>pacchetti ufficiali</dc:subject><dc:subject>riproduttori multimediali</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[XBMC, l’apprezzato media player per Linux, Mac OS X e Windows, è stato accolto nei repository ufficiali di Debian: è la prima volta in assoluto e il percorso dei pacchetti ha affrontato una strada[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9773/xbmc-e-stato-accettato-da-debian-con-alcune-differenze-da-xbmcbuntu"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/debian_01.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Debian" /><a href="http://xbmc.org/">XBMC</a>, l’apprezzato <em>media player</em> per Linux, Mac OS X e Windows, è stato accolto nei <em>repository</em> ufficiali di <a href="http://www.debian.org/">Debian</a>: è la prima volta in assoluto e il percorso dei pacchetti ha affrontato una strada inversa, rispetto al solito. È stata Debian a sincronizzare i propri archivi con Ubuntu, anziché il contrario, ma con qualche eccezione.</p>
<p>La <em>policy</em> di Debian sulle licenze di rilascio, rispetto a quella di Canonical su Ubuntu, è molto più restrittiva. XBMC, dovendo affrontare sistemi di Digital Rights Management (DRM) e formati proprietari, richiede l’installazione di pacchetti inaccettabili nei <em>repository</em> della distribuzione. Perciò, alcune funzionalità sono assenti.</p>
<p>Ad esempio, dalla versione di XBMC su Debian è rimosso il supporto a <code>libdvdcss2</code>: è possibile abilitarlo installando i pacchetti da <em>repository</em> di terze parti. Sono esclusi Apple File Protocol (AFP), RAR – che presto sarà sostituito da <code>libarchive</code> – e <code>libav</code> è preferito a FFMpeg. È comunque un’ottima notizia per gli estimatori di XBMC.</p>
<p>Via | <a href="http://xbmc.org/theuni/2012/04/10/xbmc-accepted-into-debian/">XBMC</a></p>
 ]]></content>
    

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    <title type="html">Netduino Go: la nuova scheda compatibile con .NET Gadgeteer, Arduino</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-04-09T14:00:01+00:00</published>
    <updated>2012-04-09T14:00:01+00:00</updated>
    <dc:subject>mono</dc:subject><dc:subject>embedded</dc:subject><dc:subject>dispositivi integrati</dc:subject><dc:subject>elettronica fai-da-te</dc:subject><dc:subject>linguaggi di programmazione</dc:subject><dc:subject>schede di prototipazione</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Netduino Go è l’ultimo prodotto di Secret Labs, la società che distribuisce delle schede di prototipazione – basate su Arduino – programmabili con C Sharp. Il nuovo dispositivo è compatibile con[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9765/netduino-go-la-nuova-scheda-compatibile-con-net-gadgeteer-arduino"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/netduinogo.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Netduino Go" />Netduino Go è <a href="http://www.netduino.com/netduinogo/">l’ultimo prodotto</a> di Secret Labs, la società che distribuisce delle schede di prototipazione – basate su Arduino – programmabili con C Sharp. Il nuovo dispositivo è compatibile con le espansioni realizzate per .NET Gadgeteer, la soluzione di Microsoft su .NET Micro Framework (<a href="http://www.netmf.com/">NETMF</a>), e quelle già previste per Arduino.</p>
<p>Essenzialmente, la creazione di Netduino Go risponde alle esigenze degli utenti d’ottenere ulteriori capacità di calcolo. Tuttavia, la novità più rilevante è proprio nella possibilità di connettere i moduli della soluzione di Microsoft su due tra gli otto <em>socket</em> previsti dalla scheda. Netduino Go ha riunito Arduino e .NET Gadgeteer.</p>
<p>Compatibile con Windows, Netduino Go è programmabile anche da Mac OS X o Linux utilizzando la virtualizzazione oppure il <em>framework</em> di Mono. Secret Labs prevede l’ampliamento delle schede di Netduino con moduli per Ethernet ed SD Card. Tanto gli schemi, quanto il firmware e il software sono distribuiti con delle licenze <em>open source</em>.</p>
<p>Via | <a href="http://blogs.msdn.com/b/netmfteam/archive/2012/04/04/a-surprise-from-secret-labs.aspx">Microsoft</a></p>
 ]]></content>
    

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    <title type="html">Simon Listens, una risorsa per la speech recognition, è parte di KDE</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-04-09T10:00:15+00:00</published>
    <updated>2012-04-09T10:00:15+00:00</updated>
    <dc:subject>kde</dc:subject><dc:subject>embedded</dc:subject><dc:subject>dispositivi integrati</dc:subject><dc:subject>interfacce naturali</dc:subject><dc:subject>riconoscimento vocale</dc:subject><dc:subject>tecnologie assistive</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Simon Listens, una tecnologia assistiva per il riconoscimento vocale, è entrata nei progetti di KDE: Peter Grasch, lo sviluppatore austriaco che l’ha ideata, ha finalmente ultimato il progetto di[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9761/simon-listens-una-risorsa-per-la-speech-recognition-e-parte-di-kde"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/simonlistens.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Simon Listens" /><a href="http://www.simon-listens.org/">Simon Listens</a>, una tecnologia assistiva per il riconoscimento vocale, è entrata nei progetti di KDE: Peter Grasch, lo sviluppatore austriaco che l’ha ideata, ha finalmente ultimato il progetto di transizione del codice sorgente – previsto da un paio d’anni – dai server di SourceForge, alla nuova infrastruttura Git di KDE Extragear.</p>
<p>Benché si tratti essenzialmente d’una soluzione per l&#8217;accessibilità, Simon Listens può essere impiegata nei dispositivi portatili e integrati per sfruttare le cd. interfacce naturali. Un esempio dell’utilizzo primario della risorsa è Astromobile, un robot della <a href="http://www.sssup.it/">Scuola Superiore Sant’Anna</a>, per l’assistenza agli anziani e ai disabili.</p>
<p>La piattaforma di Grasch è composta da quattro elementi: Simon, Simon Embedded (Simone), Simon Acoustic Modeller (SAM) e Simon Sample Collector. Sviluppata con Qt Accessibility, ha sempre utilizzato KDE — per la propria interfaccia grafica. L’inclusione in Extragear formalizza una collaborazione già consolidata tra i programmatori.</p>
<p>Via | <a href="http://www.kdenews.org/2012/04/08/simon-speech-recognition-project-moves-kde">KDE</a></p>
 ]]></content>
    

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    <title type="html">OpenStreetMap ha rilasciato i dati “grezzi” con la mappatura dei GPS</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-04-02T09:00:28+00:00</published>
    <updated>2012-04-02T09:00:28+00:00</updated>
    <dc:subject>creative-commons</dc:subject><dc:subject>embedded</dc:subject><dc:subject>archivi topografici</dc:subject><dc:subject>formati di documento</dc:subject><dc:subject>mappature stradali</dc:subject><dc:subject>posizionamento geografico</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[OpenStreetMap, il progetto di mappatura stradale in crowdsourcing, ha concluso il periodo d’adozione delle licenze di Creative Commons col rilascio dei dati “grezzi” acquisiti dai Global[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9729/openstreetmap-ha-rilasciato-i-dati-grezzi-con-la-mappatura-dei-gps"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/openstreetmap_01.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="OpenStreetMap" /><a href="http://www.openstreetmap.org/">OpenStreetMap</a>, il progetto di mappatura stradale in <em>crowdsourcing</em>, ha concluso <a href="http://www.ossblog.it/post/9663/openstreetmap-e-vicino-ad-adottare-la-propria-licenza-sui-contributi">il periodo d’adozione</a> delle licenze di Creative Commons col rilascio dei dati “grezzi” acquisiti dai Global Positioning System Receiver (GPSr) negli ultimi sette anni. Sono 55Gb di informazioni sotto By-SA 2.0, utilizzabili per statistiche o quant’altro.</p>
<p>È <a href="http://planet.osm.org/gps/">l’archivio più grande</a> della categoria: il file di testo, compresso, occupa 7Gb e riporta il tracciamento di 2.770.233.904 punti. Il documento non include <em>metadata</em> e consiste nella somma dei punti tracciati dai contributori di OpenStreetMap fino al maggio del 2010, quand’è iniziata la transizione a Open Database License (<a href="http://opendatacommons.org/licenses/odbl/1-0/">ODbL</a>) 1.0.</p>
<p>Ad ogni modo, il rilascio di OpenStreetMap ha un’importanza relativa per gli utenti: la documentazione pubblicata si presta maggiormente al <em>benchmarking</em> per le applicazioni che interpretano i dati acquisiti dai GPSr. È un archivio interessante per gli sviluppatori e, soprattutto, una dimostrazione della “vivacità” di OpenStreetMap.</p>
<p>Via | <a href="http://blog.osmfoundation.org/2012/04/01/bulk-gps-point-data/">OpenStreetMap</a></p>
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    <title type="html">Arduino permette di creare un intervallometro da fotocamere digitali</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2012-03-14T12:00:47+00:00</published>
    <updated>2012-03-14T12:00:47+00:00</updated>
    <dc:subject>embedded</dc:subject><dc:subject>hacking</dc:subject><dc:subject>dispositivi integrati</dc:subject><dc:subject>esposizioni multiple</dc:subject><dc:subject>fotocamere digitali</dc:subject><dc:subject>scatti ripetuti</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Arduino Intervalometer è, come suggerisce il nome stesso, un intervallometro – realizzato utilizzando Arduino – per controllare gli scatti e la registrazione sulle Digital Single-Lens Reflex[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9665/arduino-permette-di-creare-un-intervallometro-da-fotocamere-digitali"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/arduinointervalometer.jpg" class="post" border="0" width="586" height="440" alt="Arduino Intervalometer" /><br clear="all" /></p>
<p><a href="http://www.murphlab.com/2012/03/10/arduino-intervalometer/">Arduino Intervalometer</a> è, come suggerisce il nome stesso, un intervallometro – realizzato utilizzando Arduino – per controllare gli scatti e la registrazione sulle Digital Single-Lens Reflex (DSLR). Il progetto è di Ken Murphy e può essere molto utile per gli appassionati di fotografia. Purtroppo, non sembrano esisterne gli schemi.</p>
<p>Almeno, per il momento: Murphy promette di condividere al più presto tutte le informazioni necessarie alla creazione dell’intervallometro. Perciò, chi fosse interessato può comunque seguirne gli imminenti sviluppi. Quanti non volessero proprio aspettare, invece, hanno <a href="http://www.clickblog.it/post/4913/time-lapse-come-costruirsi-un-intervallometro">un’alternativa</a> pubblicata dai colleghi di <a href="http://www.clickblog.it/">Clickblog</a> già nel 2009.</p>
<p>Se vi steste chiedendo cos’è un intervallometro, la risposta è semplice: si tratta d’un dispositivo per gestire le pause tra uno scatto e l’altro, utilizzato per gli effetti di <em>time lapse</em> o per catturare immagini dello stesso soggetto a diverse esposizioni. Le fotocamere, normalmente, avrebbero un limite di ~30 sec. tra gli scatti.</p>
<p>Via | <a href="http://arduino.cc/blog/2012/03/12/arduino-intervalometer/">Arduino</a></p>
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