Akonadi è il “nuovo” servizio cross-platform di KDE per immagazzinare i dati personali, in particolare quelli relativi a e-mail, Instant Messaging (IM) e contatti. È nuovo tra virgolette, perché ha fatto il suo esordio nel 2008. Però la transizione delle applicazioni ad Akonadi è tuttora incompleta: con la pubblicazione della KDE Software Compilation (SC) 4.6 Beta 2, però, Kontact lo supporta appieno.
Una novità che potrebbe passare inosservata, poiché dall’esterno il cambiamento non è palpabile. Tuttavia, l’ultima versione di Kontact avvicina al rilascio di KMail 2: il client di KDE per l’e-mail subirà un consistente aggiornamento per integrare il desktop semantico con Nepomuk. Alla base delle modifiche c’è Akonadi e perciò KDE Personal Information Manager (PIM). Cioè ricerca, tagging, annotazioni.
Chi volesse provare subito KDE SC 4.6 Beta 2 e non intendesse compilarne i sorgenti può usufruire di due repository per Kubuntu. Se si aggiungono entrambi si possono installare sia Kontact, sia KMail 2 aggiornati. È bene sottolineare che KMail 2 non ha ancora raggiunto una maturità tale da essere proposto nell’ultima SC instabile di KDE: non è detto che funzioni ed è sconsigliato per l’utilizzo quotidiano.
Via | KDE News

Quando si parla del futuro di GNOME ci si concentra principalmente sulla shell che costituirà l’interfaccia-utente predefinita. Eppure, gli aspetti che si accingono a cambiare sono molteplici: una delle novità più interessanti riguarda Evolution, il client di posta predefinito di GNOME (che era stato concepito da Novell). Chissà che non ritorni a essere usato.
Evolution, benché componga una parte essenziale del desktop, viene spesso accantonato in favore di altre soluzioni meno invasive. Se Evolution Data Server (EDS) non può essere rimpiazzato, per la lettura delle e-mail molti preferiscono programmi più leggeri. Il lavoro di Allan Day e Jakub Steiner sull’interfaccia dell’applicazione è piuttosto convincente.
Non solo Evolution sarà esteticamente più accattivante, ma sarà introdotto un sistema di conversazioni ad albero che riprende un po’ quel Wave che Google ha ceduto ad Apache. Qui sopra potete vederne un’anteprima col nuovo tema di GNOME 2.91. Se gli sviluppatori riusciranno a renderlo pure efficiente, Evolution tornerà a essere davvero appetibile.
Via | Allan Day

Lion Mail è un’interessante applicazione per le notifiche desktop di KDE: ovviamente si parla di account e-mail. Si può ottenere compilandone i sorgenti, che sono ancora ospitati soltanto nel playground di Plasma. Sebastian Kügler, il suo sviluppatore, ha pubblicato un intervento molto dettagliato sullo stato dell’arte di Lion Mail e il tentativo di ottenere un approccio Getting Things Done. Essendo un plasmoide, Lion Mail può essere integrato nel pannello (è previsto l’uso di icone monocromatiche in futuro) o, come widget sulla scrivania.
Immagine | Sebastian Kügler
In settimana, Mark Shuttleworth si è prestato a fare da mirror per Owais Lone, che voleva pubblicare un intervento su Planet Ubuntu. L’argomento era GMailWatcher, un’applicazione espressamente concepita per Ubuntu/Lucid che sfrutta AppIndicators e NotifyOSD.
Il nome è più che sufficiente per descrivere le funzionalità del programma. GMailWatcher mostra sul desktop le notifiche di ricezione delle e-mail sulla piattaforma di Google. Supporta temi e account multipli ed è installabile dal PPA su Launchpad del suo sviluppatore.
Nonostante l’attenzione di Shuttleworth, GMailWatcher ha cominciato a funzionare davvero soltanto nella notte tra ieri e oggi. In realtà, su Maverick Meerkat ci sono ancora dei problemi. Tutto sommato l’applicazione è discreta e vale la pena di darle una chance su Ubuntu.
Via | Mark Shuttleworth
Spicebird è un programma per la gestione della posta elettronica basato su Thunderbird: non dipende da Mozilla e arricchisce il client originale di gadget ed estensioni. Spicebird 0.8, rilasciato appena questa mattina, si basa su Thunderbird 3.0 ed è disponibile in lingua inglese per Windows e Linux a 32-bit e 64-bit. Le novità rispetto al ramo 0.7 riguardano principalmente il passaggio all’ultima versione del programma di Mozilla.
L’interfaccia grafica di Spicebird 0.8 non è molto diversa da quella presentata agli esordi dell’applicazione: in più di due anni le modifiche apportate al client riguardano soprattutto la chiusura dei bug e l’adattamento agli aggiornamenti di Thunderbird. Spicebird supporta gli add-on e i dizionari di Mozilla, ma la localizzazione è un discorso a sé (non esiste una traduzione in italiano) e non ci sono binari compatibili con OS X.
Se nel 2008 poteva costituire un’alternativa completa a Thunderbird, con il rilascio stabile della versione 3.x del software di Mozilla la funzione di Spicebird sembra essersi esaurita: tutte le feature integrate in Spicebird 0.8 sono già disponibili con Thunderbird 3.0 e successivi, che in più garantisce traduzione e cicli di sviluppo più serrati. Se non si è particolarmente affezionati a questo programma è meglio optare per l’originale.
Via | Prasad Sunkari
Redmond è in procinto di cominciare la distribuzione di Microsoft Office 2010 e la scelta di rilasciare degli strumenti open source per la gestione dei file .PST di Outlook è apprezzabile: introdotti con la versione 2007 della suite per l’ufficio, sono archivi compressi in cui vengono salvati i messaggi e-mail eventualmente anche crittografati. Si tratta comunque di un formato proprietario che difficilmente costituirà mai uno standard.
Ciò che è stato pubblicato su CodePlex costituisce poco più di un “viewer” simile a quelli che Microsoft predispone tradizionalmente per leggere da Windows i formati più diffusi di Office: la distribuzione di PSTViewTool risale al febbraio scorso e sebbene non abbia mai superato la fase beta è uno strumento considerato sufficientemente maturo e non subirà ulteriori aggiornamenti. Il View Tool per .PST non è comunque cross-platform.
Un secondo rilascio, cominciato ai primi d’aprile, riguarda invece l’SDK per la gestione dei .PST: anch’essa in fase beta ha finalmente raggiunto uno stadio di sviluppo sufficientemente avanzato per essere sfruttabile su qualsiasi piattaforma possa interagire con un compilatore C++. L’annuncio di Microsoft è arrivato con l’aggiornamento delle specifiche del formato .PST grazie al feedback degli utenti, possibile per l’Open Specification Promise (OPS).
Via | Port25

Il Sender Policy Framework è un sistema d’inibizione per mail server che gestisce i filtri sui domini autorizzati per la ricezione dei messaggi: OpenSPF è una soluzione opensource – rilasciata sotto GPL – per implementarlo sul proprio network.
La configurazione consiste essenzialmente in un record DNS di tipo TXT che abilita/disabilita il mascheramento del dominio per l’entrata e l’uscita di e-mail che indicano un mittente diverso dal server che inoltra la richiesta: l’uso più comune riguarda i domini che sfruttano Google Apps e GMail, sui quali è un’impostazione permissiva in uscita è consigliabile per evitare gli errori più comuni in invio.
Molti hosting provider oltre a Google implementano già questa risorsa e nel caso citato è bene verificare che non esistano record preimpostati che impediscano il corretto utilizzo di SMTP.
Gli sviluppatori di SquirrelMail hanno annunciato il rilascio della versione 1.4.18 del loro webmail frontend opensource.
L’aggiornamento include numerosi patch a problemi di sicurezza, tra cui numerose vulnerabilità di tipo Xss (cross-site scripting) e sulla gestione delle sessioni che consentivano il furto delle credenziali di accesso. Infine è stata corretta una grave falla che consentiva l’esecuzione di codice malevolo lato server, di cui però non sono stati forniti dettagli.
L’aggiornamento è scaricabile sul sito ufficiale; il team di squirrelmail raccomanda l’aggiornamento alla nuova versione. SquirrelMail è rilasciato sotto GNU General Public Licence.
Via | Heise Security
È stato annunciato il rilascio di Postbox, un client e-mail basato sul motore Gecko, creato dall’unione di un gruppo di ex-sviluppatopri di Mozilla Foundation.
Pur includendo pezzi di codice di Thunderbird e Firefox, Postbox introduce numerosi miglioramenti:
Attualmente il client (beta) è disponibile solo per piattaforma windows (XP, Vista) e Mac, ma assicurano gli sviluppatori, la versione per linux è ad un buon punto di sviluppo.
Via | www.tuxjournal.net
Ufficialmente partito il progetto di sviluppo della futura versione 3 del famosissimo client di posta elottronica di casa Mozilla la quale ha reso disponibili i primi pacchetti Alpha per Linux, Mac OS X e Windows (solo 2000/XP e Vista).
E’ inutile ricordare che l’installazione di tali versioni preliminari è sconsigliata su macchine di produzione poichè altamente instabili. Ovviamente il motore di rendering scelto per Thunderbird 3 è il Gecko 1.9, lo stesso di Firefox 3.
Proprio parlando di Firefox è da segnalare una piccola curiosità: girovagando tra le directory pubbliche dei server di Mozilla non è difficile imbattersi in versioni pre-alpha della futura versione 4. A voi i commenti.
Via | Mozilla Messaging