
Giusto sabato abbiamo presentato le ultime idee ed opere di Seif Lotfy, sviluppatore Zeitgeist che ha deciso di riprendere lo sviluppo di Gedit Dash, un plugin per il famoso editor di testo di Gnome. Come possiamo vedere dall’immagine il lavoro dello sviluppatore procede a gonfie vele, ed è proprio tramite il suo blog che possiamo seguire l’evoluzione del progetto.
Intanto è doveroso dire che il team di Gedit si è pronunciato a favore di questo plugin che potrebbe essere integrato di default sull’editor di testo, e questo ha spinto lo stesso Lotfy a collaborare con Hylke Bons per migliorare il tutto. L’ultimo aggiornamento oltre interessare la futura pagina iniziale di Gedit, riguarda lo spostamento della toolbar per essere al sotto delle tab; è stato aggiunto un “+” affianco a queste data l’eliminazione dei pulsanti “Nuovo” ed “Apri”.
Le interessanti modifiche paiono piacere alla maggior parte degli utenti, tanto è che all’interno del post di presentazione per queste modifiche sono state esposte numerose idee supportate anche da alcune immagini; in particolare l’utente Lorem, ha postato l’immagine di una modifica riguardante la tabbar, recentemente introdotta da Chrome.
Via | GeekyOgre
Il rilascio della versione 4.4.2, avvenuto lo scorso 14 ottobre, è un’ottima occasione per parlare di jEdit: un editor di testi multi–piattaforma in Java. Il programma è stato creato da Slava Pestov nel 1998. Dal 2006 il progetto, rilasciato sotto licenza GPLv2, è mantenuto dalla comunità. Probabilmente il miglior editor esistente.
Mi permetto di sostenere una simile affermazione perché la versatilità di jEdit supera la stessa definizione di editor. Piuttosto dovrebbe essere equiparato agli ambienti di sviluppo come Eclipse: le estensioni trasformano jEdit per adattarlo a qualunque esigenza di programmazione. Praticamente è un competitore in Java di GNU Emacs.
Un domani, jEdit potrebbe essere integrato nel browser grazie all’utilizzo di HTML5. Oppure, sarebbe intrigante poterne usufruire con JavaFX 2.0 sui dispositivi portatili in multi–touch e provare la scrittura dei sorgenti in assenza della tastiera. Tredici anni di sviluppo e centotrenta lingue diverse fanno di jEdit un punto di riferimento.
Via | Linux Journal

Lo scorso Febbraio, Seif Lotfy dopo il GSoC Student, sotto consiglio di Michal Hruby aveva creato e mostrato Gedit Dashbord, un plugin che ci permette di navigare all’interno della cronologia dell’editor di testo di Gnome.
Nella giornata di ieri lo stesso Lotfy ha pubblicato nel suo blog il rinnovamento estetico del suo prodotto, che possiamo ammirare all’inizio del post. Nonostante sia solamente un rinnovamento estetico ha voluto così commentare:
Oggi basandomi sul mio mockup mostrato nel post precedente ho riscritto il mio lavoro per l’ultima versione di Gedit. Questa lavora al 90% ma non sono sicuro della sua usabilità ad essere onesti, per questo necessito di maggiori informazioni su come le persone utilizzano gedit.
Il codice di questo nuovo plugin non è ancora disponibile ma arriverà a breve. Nel suo post Seify inoltre ha aggiunto anche l’immagine di un’altra visuale per il plugin che probabilmente resterà “secondaria”. Apprezzo molto il lavoro del team Zeitgeist, progetto che ammiro particolarmente e che ritengo davvero utile. Quale sarà il prossimo “capolavoro” del team?
Via | Seif Lotfy

Il team di sviluppo per DigiKam ha recentemente rilasciato la versione 2.2.0 del famoso gestore di immagini per il desktop KDE. Questo aggiornamento, corregge ben 36 bug, causa di frequenti e ripetuti crash durante l’utilizzo e la compilazione dell’applicazione. A beneficiare di questo bug fix è ancora il sistema di riconoscimento facciale integrato in digiKam.
Non dimentichiamoci che digiKam è un “partner” del progetto Kipi-plugins; in questa versione troviamo la correzione di ben 13 bug per questo strumento. Non è ancora tutto, infatti è stato aggiunto nuovo strumento per “assemblare immagini”, sviluppato durante il Season of KDE 2011. Kipi-plugins è stato sviluppato al Sok con l’obiettivo di aggiungere ad un software, digiKam in questo caso, la possibilità di creare dei “collage” .
Come al solito possiamo trovare ulteriori informazioni nel classico changelog. Questo aggiornamento di digiKam è disponibile sul sito del progetto e da SourceForge. Possiamo anche trovare una breve galleria di immagini all’interno del post di presentazione della nuova versione.
Via | digiKam
I digital comics o eComics sono i fumetti digitali: esistono numerosi supporti per leggerli con diversi sistemi operativi. I software open source più diffusi su Linux supportano archivi in formato CBR, CBZ e CBT per la compressione dei file fotografici PNG, JPEG e GIF. Per leggere i file non-free è necessario installare unrar, un applicativo per estrarre i file dagli archivi RAR.
Comix è un software scritto in Python che utilizza PyGTK , supporta la visualizzazione di immagini in archivi nei formati CBR, CBZ, CBT e alcuni formati di file grafici. Ha una libreria dove raccogliere i propri fumetti, un gestore di segnalibri e con il mouse è possibile fare lo zoom delle pagine. È adatto per i supporti di media grandezza come tablet e notebook.
Cbrpager, invece, è un eseguibile piccolo e veloce scritto in C e non supporta gli archivi nel formato CBT. È un programma idoneo ai supporti mobili di piccole dimensioni, con una barra di navigazione stretta e intuitiva.
QComicBook è completo nelle funzioni di lettura, nella gestione dei libri e dei segnalibri. L’interfaccia è curata e dà la possibilità di leggere anche i manga nel formato tradizionale giapponese. QComicBook è scritto in C++ e da la possibilità di visualizzare i documenti in PDF e supporta tra gli altri i formati CBR, CBZ.
Se avete installato unrar, un’alternativa agli eReader è Evince: il visualizzatore di documenti PDF e DJVU riesce ad aprire anche gli archivi CBR senza problemi. Sicuramente è più difficile trovare i fumetti digitali gratuiti in italiano, a differenza degliebook. Comunque, se avete un buon inglese e vi piace sfogliare fumetti avete delle alternative per la lettura degli eComics.
eComics reader per fumetti digitali
Via | Linux Journal

Gedit LaTeX è un plugin sperimentale per gEdit, l’editor predefinito di GNOME, realizzato da Michael Zeising , che ci permette di convertire il nostro editor di testo in un potente LaTeX editor.
Il prodotto di Zeising presenta ottime features: la presenza di modelli, in modo da inserire facilmente frammenti di LaTeX , il completamento del codice LaTeX o BiTeX, la possibilità di creare velocemente documenti e la possibilità di utilizzare dei modelli preimpostati.
Il progetto era rimasto fermo per parecchio tempo, ma grazie a Nacho, sviluppatore Gnome il progetto ha ottenuto nuova vita. In un primo momento il codice del progetto è stato spostato sui server Gnome, ripulito, effettuato il porting verso le GTK+3, e grazie all’aiuto di John Stowers ed un gran lavoro si è arrivati ad avere una nuova versione funzionate di questo plugin.
Il plugin è ora pacchettizzato solamente per Fedora, mentre il codice è hostato su Git, ed è possibile installarlo su tutte le versioni di Gedit superiori alla 2.15.2.
Via | Nacho Blog

X2, è un nuovo editor di testo per il desktop Gnome, rilasciato da poche ore su GnomeFiles e che promette un gran bene. I punti di forza di questo software sono sicuramente due, la leggerezza e la versatilità.
Nato a causa dell’insoddisfazione dovuta agli editor di testo presenti su GNU/Linux, questo nuovo software sviluppato da Rock Computing si presenta con delle features piuttosto interessanti; troviamo un consumo minimo della memoria (nel mio caso appena 9 mb), una dimensione del software di appena 110 kb, un terminale incorporato, il classico “find and replace” e la possibilità di scegliere tramite il gestore di preferenze se utilizzare X2 come editor di testo “normale” o se utilizzarlo per programmare.
Basato su gtksouceview e vte, prova a distinguersi tra tutti gli altri editor minori che troviamo specialmente su desktop Gnome dove abbondano. X2 è rilasciato sotto licenza BSD 3, il codice è ospitato su Gitorious e per gli utenti Archlinux è già disponibile su AUR.
Via | Gnome Files
È disponibile Novacut 11.09, il primo rilascio dell’omonimo editor non-lineare open source per i video: la numerazione non è casuale, perché il progetto adotta il ciclo di sviluppo utilizzato da Canonical per Ubuntu. La versione stabile di Novacut sarà la 11.10 e uscirà con Oneiric Ocelot. Ne sono stati descritti tutti i componenti.
Il progetto è composto di sei elementi, accomunati dalla scelta di CouchDB e WebKit: UserWebKit è la libreria che fa da “collante” a Distributed Media Library per Novacut. All’interno dei due componenti sono previsti un fork più compatto di CouchDB, il binding per Python 3 e un modulo per la memorizzazione dei documenti, FileStore.
Il database NoSQL, CouchDB, è lo stesso utilizzato da Canonical per il Single Sign-On di Ubuntu e Ubuntu One: il discorso è pressoché identico su WebKit e le Gtk+. Novacut non è l’unico progetto di terze parti a condividere il proprio ciclo di rilascio con Ubuntu. Linaro adotta la medesima strategia per il kernel di Android su ARM.
Via | Novacut

The Document Foundation ha annunciato una novità per LibreOffice: non si tratta d’un aggiornamento della suite, bensì di due sotto-domini dedicati alla distribuzione di estensioni e modelli di documento da utilizzare coi programmi per l’ufficio. Gli archivi sono ancora in fase sperimentale e cambieranno indirizzo una volta ultimati.
Il primo archivio riguarda le estensioni ed è una sorta di mirror per la raccolta pubblicata da LibrePlanet, la comunità della Free Software Foundation. Per questo motivo sono tutte rilasciate sotto licenza A/L/GPLv2 o successive: le estensioni presenti, nello specifico, sono le stesse che erano state pubblicate per OpenOffice.org.
Il secondo archivio è riservato ai modelli di documento e deriva direttamente dai template di OpenOffice.org. Un catalogo più ampio, rispetto a quello di LibrePlanet, perché non si limita ai modelli pubblicati con le licenze della FSF: la compatibilità con OpenOffice.org è, ovviamente, garantita. Gli archivi devono ancora crescere.
Via | The Document Foundation
LightWorks, l’editor non-lineare per i video, approderà su Linux e OS X entro la fine di dicembre: EditShare, responsabile dello sviluppo, ha confermato l’annuncio del 2010 col quale ha dichiarato l’intenzione di rendere open source il prodotto. Ma la pubblicazione del codice sorgente è stata posticipata al terzo trimestre del 2012.
La tabella di marcia per il rilascio di Lightworks ha due punti fermi: il 29 novembre sarà disponibile la versione definitiva per Windows, mentre EditShare spera di pubblicare una prima beta per Linux e OS X entro il 19 dicembre. Le ambizioni della società sono aumentate: esisteranno tre modalità per il supporto, una sarà gratuita.
Nel frattempo è stata programmata la disponibilità di alcuni dispositivi hardware dedicati a Lightworks: saranno distribuiti anche sul mercato europeo e dovrebbero essere compatibili con tutti i sistemi operativi supportati dall’editor. Linux e OS X inclusi. Si tratta nello specifico di una tastiera da 115€ e una console da 2.330€.
Via | EditShare