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Debian

Debian 6 "Squeeze" è arrivata

pubblicato da Lpt on fire! in: Debian

Debian 6

Dopo 2 anni di intenso sviluppo ecco arrivare finalmente Debian 6, nome in codice “Squeeze”. Oltre al classico kernel Linux è anche possibile dare uno sguardo, in anteprima, al progetto Debian GNU/kFreeBSD. Al momento il supporto è limitato ai classici pc 32-bit (kfreebsd-i386) e 64-bit (kfreebsd-amd64). Il software server è molto più solido rispetto a quello per utenti desktop.

Un ulteriore passo per diventare il sistema operativo universale, come recita il suo motto. Potrete, infatti, installare Debian Gnu/Linux su ogni tipo di dispositivo dai palmari ai supercomputer potendo contare sul supporto per 9 diverse architetture: 32-bit PC / Intel IA-32 (i386), 64-bit PC / Intel EM64T / x86-64 (amd64), Motorola/IBM PowerPC (powerpc), Sun/Oracle SPARC (sparc), MIPS (mips (big-endian) and mipsel (little-endian)), Intel Itanium (ia64), IBM S/390 (s390) e ARM EABI (armel).

Debian fa molta attenzione ad offrire all’utente la possibilità di scegliere fra un sistema che utilizza solo componenti liberi ed uno dove è possibile mischiare anche componenti non liberi. Una scelta che risale agli inizi del progetto e che si è estesa, recentemente, anche al kernel. Dalla versione ufficiale pacchettizzata sono stati eliminati tutti i blob binari rendendolo completamente libero. Per chi ne avesse bisogno è comunque possibile installare i pacchetti aggiuntivi che sono parte dell’area non-free di Debian. Per maggiori informazioni potete trovare tutti i dettagli sulla pagina del wiki.

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Debian 6.0 Squeeze, pronta a febbraio?

pubblicato da Lpt on fire! in: Debian

Debian Live Studio

Entro la fine della settimana dovrebbe arrivare Debian 6.0 RC2 che dovrebbe rappresentare l’ultima di test prima del rilascio definitivo di Squeeze come nuova stable.

Nel caso non vengano rilevati nuovi problemi importanti il rilascio potrebbe avvenire il 5 o il 6 febbraio. Quindi a posticipare l’annuncio potrebbe esserci solo qualche bug grave dell’installer o in qualche servizio di pari importanza per gli utenti. Come sempre si sta lavorando agli ultimi ritocchi per quella che Neil McGovern definisce la miglior Debian di sempre.

Di particolare importanza la scelta di utilizzare per questa nuova versione un kernel completamente libero da qualsiasi componente non libero al suo interno.

Via | Debian

Debian Automated Code Analysis

pubblicato da Lpt on fire! in: Debian

Debian Live Studio

Il team che si occupa della qualità del software presente nella distribuzione ha lanciato una nuova iniziativa: Debian Automated Code Analysis (DACA).

Si tratta di un sistema per effettuare un’analisi statica del codice dei vari pacchetti per rilevare preventivamente bug o potenziali problemi di sicurezza. Al momento vengono utilizzati solo cppcheck e checkbashism, ma verranno via via integrati altri tipi di software per ampliare lo spettro di controlli. In lista per una possibile aggiunta ci sono più di 20 progetti.

Questi programmi sono tutti CPU-bound e quindi diventa praticamente impossibile riuscire a controllare il tempo reale tutti gli aggiornamenti che ogni giorno vengono caricati. Se avete del tempo a disposizione potete contribuire alla risoluzione dei vari bug, al miglioramento dei pacchetti, entrando nel team che porterà avanti DACA oppure donando hardware al progetto.

Via | LWN

Debian/Squeeze non includerà componenti proprietari nel kernel Linux

pubblicato da Federico Moretti in: Debian Driver

DebianQuella del Debian Kernel Team è una scelta che farà discutere: Squeeze avrà Linux Libre (recentemente aggiornato all’ultimo kernel stabile) e cioè escluderà tutti i componenti proprietari tra driver e firmware. Il kernel di Debian 6.0 sarà epurato con la pratica del deblobbing, rimuovendo i “blob” proprietari dai sorgenti di Linux. La modifica è maturata a seguito di una serie d’incompatibilità irrisolte con alcuni di questi componenti.

L’indirizzo di Debian sarà sicuramente apprezzato dalla Free Software Foundation, tuttavia può allontanare la distribuzione dai desktop. Tanto per fare un esempio sia i driver proprietari, sia quelli open source di AMD/ATI hanno bisogno del firmware fornito dal produttore per fornire il compositing. Se i Catalyst installano separatamente il firmware per la GPU, i driver FreeDesktop recuperano i microcode direttamente dal kernel.

Quello di AMD/ATI è soltanto uno degli esempi possibili: lo stesso si può dire di Broadcom che, nonostante abbia rilasciato dei driver liberi per Linux, recupera il firmware dalla versione proprietaria per Windows. Insomma, schede video (anche le nVidia prive di Nouveau) e network potrebbero avere malfunzionamenti. La soluzione risiede nell’installazione manuale di tutti i componenti proprietari, non supportata da Debian.

Via | Debian

Debian GNU/kFreeBSD Installer con supporto ZFS

pubblicato da Lpt on fire! in: Debian

Debian Live Studio

Debian GNU/kFreeBSD ha da tempo il supporto per il filesystem ZFS grazie al kernel di FreeBSD 8, ma recentemente l’installer della prossima Debian 6.0 “Squeeze” è stato aggiornato per consentire l’installazione del sistema su un root filesystem ZFS.

Se siete molto interessati a questo sistema, ma non volete lasciare la filosofia di una distro come Debian questa opzione vi potrà sicuramente interessare grazie alla possibilità di unire il kernel FreeBSD con l’userland tipico di una distro linux.

Per quanto riguarda il kernel Linux, la situazione non è cambiata perché, per questioni di licenza, non è possibile includere nel kernel rilasciato sotto GPLv2 il codice di ZFS rilasciato sotto licenza CDDL. Anche il nuovo progetto sviluppato da KQ Infotech e dal Lawrence Livermore National Laboratory non cambierà la situazione nel prossimo futuro.

Via | Phoronix

Salvare spazio sul disco con Dpkg

pubblicato da Lpt on fire! in: Debian Ubuntu


Quando installate un pacchetto è possibile che finiscano sul vostro disco file che, probabilmente, non vi serviranno mai.

Se utilizzate una distro che sfrutta i pacchetti deb allora dpkg 1.15.8 può darvi una grossa mano a tenere sotto controllo lo spreco di spazio disco. Da questa versione sono state aggiunte due opzioni, –path-include=glob-pattern e –path-exclude=glob-pattern, che consentono di decidere quali file sono da installare o da scartare.

Potete aggiungere questi parametri in un file in /etc/dpkg/dpkg.cfg.d/, ma attenzione perché in caso di corrispondenza con più regole l’ultima vince.

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Keryx, per sistemi offline

pubblicato da Lpt on fire! in: Debian Ubuntu

Keryx

Avete installato una distro Debian-based su su computer che volenti o nolenti tenete scollegato dalla rete e cercate qualcosa di comodo per gli aggiornamenti?

Keryx potrebbe essere la risposta al vostro problema. Si tratta di un programma che una volta installato in un pendrive si salva l’elenco dei pacchetti e la relativa versione che attualmente state utilizzando. Quando collegherete il pendrive ad un computer dotato di connettività potrete lanciare l’interfaccia per il download dei pacchetti aggiornati. Nel pendrive sono disponibili 3 versioni di UI: per Linux, Mac Os X e Windows.

Una volta scaricato il tutto non vi resta che ricollegare il pendrive al primo computer e aggiornare il tutto. Per maggiori informazioni potete consultare il tutorial.

Via | Linuxers

Debian ha un piano per il formato 3.0 (quilt) dei sorgenti per DPKG

pubblicato da Federico Moretti in: Debian Linux

Debian Package ManagerLo sviluppatore Raphaël Hertzog è intervenuto per descrivere il piano di Debian per l’aggiornamento del formato dei sorgenti per la pacchettizzazione cui sta lavorando. È interessante dare un’occhiata alle funzionalità previste, soprattutto perché influiranno su tutte le distribuzioni derivate e in particolare su Ubuntu. Il formato attuale sarà rinominato come “1.0″ per distinguerlo dal nuovo sistema in arrivo.

Fino ad ora dpkg-source può interagire con un solo tipo di sorgente cui sono applicabili delle patch attraverso i vari sistemi (dpatch, quilt, ecc.) concepiti nel corso del tempo. Questo paradigma è destinato a cambiare con la creazione di due nuove versioni e cioè la 3.0 (quilt) e la 3.0 (native) con caratteristiche differenti. La 1ª include il maggior numero di novità, la 2ª è più simile a quella già conosciuta.

Entrambe le versioni su cui sta lavorando Hertzog supporteranno, oltre a GZip, la compressione BZip2, LZMA e XZ. Il patching dei sorgenti sfrutterà prevalentemente quilt nella 1ª versione, che supporterà l’inclusione di binari e tarball multipli. La cartella /debian sarà rimpiazzata all’aggiornamento dei sorgenti, senza bisogno di ricrearla. La 2ª versione escluderà i file estranei ai sorgenti (VCS, backup, ecc.).

Via | Raphaël Hertzog

Ubuntu favorisce Debian: dopo Mint, anche Jupiter OS lascia Canonical

pubblicato da Federico Moretti in: Debian Ubuntu

Jupiter OS Preview

Manhattan OS è (o, meglio era) una distribuzione derivata da Ubuntu come ce ne sono tante. Il team di sviluppo ha optato per un re-branding e prima della fine del mese dovrebbe essere disponibile un’anteprima di Jupiter OS. La notizia non è questa, come si può dedurre dal titolo: Jupiter OS non si baserà su Ubuntu come Manhattan OS, ma passerà a Debian.

Non c’è molto da dire su Jupiter OS, anzitutto perché il progetto ha soltanto una pagina su Facebook. E, per quanto sia convinto che si tratti di una distribuzione interessante, il punto è un altro. Non più tardi di un mese fa Mint è passata a Debian, diventando una rolling release e abbandonando Ubuntu. Questo è l’aspetto interessante: perché proprio Debian, ora?

Questa riscoperta di Debian, a chi non ha conosciuto Linux con Ubuntu, sembra piuttosto curiosa. Certo, ora il ciclo di sviluppo di Debian è più rapido. Eppure, non sarebbe stato logico partire da Debian, anziché passare da una Debian-based come Ubuntu? Devono esserselo domandato anche gli sviluppatori di Jupiter OS. Meglio tardi che mai, come si suol dire.

Via | WebUpd8

Debian, anche chi non gestisce un pacchetto potrà diventare Debian Developer

pubblicato da Lpt on fire! in: Debian

Debian

Gli sviluppatori Debian hanno approvato una nuova General Resolution (GR) che consentirà agli utenti che aiutano la distribuzione, ma non gestiscono pacchetti, di diventare Debian Developers a pieno titolo.

La mozione è stata proposta da Stefano Zacchiroli, il nuovo Debian Project Leader, a settembre ed è stato approvato ieri con 285 voti a favore contro 14. Questo sancisce in maniera chiara che ogni contributo dato alla distribuzione è valido e viene premiato con la possibilità di partecipare alle decisioni.

Sarà compito dei DAM, Debian Account Manager, decidere chi potrà proporsi come Debian Developer.

Via | HOnline