
Il team di Debian, tramite la mailing list del progetto, ha annunciato la data oltre la quale Debian Lenny non riceverà più aggiornamenti di sicurezza. La data fissata per il termine del supporto è il 6 Febbraio prossimo.
La versione 6 di Debian, nome in codice “Squeeze” era stata rilasciata proprio il 6 Febbraio scorso, il team ha voluto dare ben un anno di tempo per aggiornare le proprie macchine da Lenny a Squeeze. Gli sviluppatori del progetto quindi, notificano agli utenti di Debian Lenny la necessità di aggiornare il proprio sistema, in modo che questo possa essere più sicuro e aggiornato.
La prossima versione, la versione 7 con nome in codice “Wheezy” segnerà un passaggio fondamentale nelle varie versioni di Debian. Wheezy probabilmente arriverà nella primavera del 2012 e porterà tante novità partendo da Gnome 3 e il kernel 3.1. Debian è una distro GNU/Linux storica che ha sempre fatto della stabilità il suo punto forte.
Via | Debian

Navigare anonimi in rete e operare con la nostra distro live su un pc senza lasciare traccia. È quello che si propone di consentirci Tails, il cui slogan è “Privacy for anyone anywhere”. In sostanza si tratta di una versione di Debian modificata per includere Tor e forzare qualunque connessione a passare attraverso i nodi di questo.
Tails è configurata in modo da non utilizzare l’hard disk del computer che la ospita, neppure la swap. La distro (disponibile su live cd o usb) utilizza solo la ram del computer su cui viene fatta girare, e che poi pulisce. “Così non lasci nessuna traccia - spiegano gli sviluppatori - È per questo che la chiamiamo amnesica. Ti protegge dal data recovery dopo che il computer è stato spento”. Ovviamente ti puoi copiare quello che vuoi su chiavette o hdd esterni.
La definizione che gli sviluppatori usano è “The Amnesic Incognito Live System”. Fra il software incluso c’è ovviamente Vidalia, Iceweasel (configurato con Torbutton), FireGPG per criptare le mail, HTTPS Everywhere per forzare connessioni SSL sui molti dei principali siti Internet, Pidgin preconfigurato con OTR (Off-the-Record Messaging), Shamir’s Secret Sharing, Mat per anonimizzare i metadati presenti nei file e Florence, tastiera virtuale contro eventuali hardware keylogger. Insomma, sembra una distro fatta apposta per spie digitali!
Oltre a tutti questi software, ci sono anche i principali programmi per gestire quasi ogni tipo di file multimediale. Stride un po’ la presenza di OpenOffice su Debian.
La distro amensica




Tramite il proprio sito ufficiale, il progetto Debian ha annunciato la annuale DebConf che si terrà dal 8 al 14 Luglio 2012 a Managua in Nicaragua nel Crowne Plaza Convention Center. Svoltasi per la prima volta dodici anni fa nell’America Centrale, come gli anni precedenti, l’evento includerà sessioni di codice, vari discussioni ed un workshop.
Prima di questo evento si svolgerà il Debian Camp (DebCamp) un piccolo e abbastanza formale evento che vede come partecipanti gli sviluppatori di debian-installer e debian-edu, questo avrà luogo nella stessa location della DebConf dal 1 al 7 Luglio. Gli organizzatori ricordando che ai partecipanti verrà messo a disposizione il necessario per “sopravvivere”, kit composto da connessione ad internet e un letto per riposare.
Ulteriori informazioni possiamo trovarle all’interno della pagina del wiki dedicata all’evento e sul sito ufficiale in preparazione per l’evento. Le DebConf sono sicuramente degli eventi davvero interessanti, secondi solamente a mio parere all’Ubuntu Developer Summit. Qualcuno di voi parteciperà?
Via | Debian
È iniziato l’approdo di GNOME 3.2 su Debian/Sid e non tutti ne sono entusiasti: Antonio Ospite, ad esempio, ha trovato un modo per evitare sia l’utilizzo di GNOME Shell, sia il ritorno a GNOME 2.32. Una patch per Adwaita migliora il tema grafico per la modalità fallback e permette di sfruttare un’interfaccia simile alla precedente.
La modalità d’emergenza di GNOME 3.2 è pensata per i sistemi che non supportano la grafica accelerata. Tuttavia, l’espediente realizzato da Ospite permette d’attivare il compositing e correggere gli artefatti di Adwaita per un’esperienza molto simile a quella di GNOME 2.32. Senza il bisogno di bloccare l’aggiornamento dei pacchetti.
La soluzione proposta da Ospite è utilizzabile su qualsiasi distribuzione che installi GNOME 3.2. Ad esempio, con Fedora: la patch agisce sulla configurazione di GNOME per modificare le impostazioni di Adwaita e abilitare gli effetti grafici di Metacity. Ospite propone una configurazione per GConf, compatibile con GNOME Tweak Tool.
GNOME 3.2 e Adwaita su Debian/Sid
Via | Antonio Ospite

Debian compie oggi 18 anni. Era infatti il 16 Agosto 1993 quando Ian Murdock annunciò l’imminente arrivo della prima versione di Debian su comp.os.linux.development. Il nome fu scelto combinando i nomi della fidanzata Debra con il proprio: un piccolo portafortuna, visto che i due si sono poi sposati. Gossip a parte, nell’annuncio erano presenti i punti fondamentali di questa distribuzione. Come dice LinuxUser, l’enfasi era infatti sull’affidabilità, stabilità, facilità di upgrade e gestione dei pacchetti, caratteristiche distintive di tutti i rilasci Debian da allora.
Come sappiamo Debian non ha mai avuto un programma di rilasci prevedibili, talvolta apparsi a diversi anni di distanza. In ogni caso anche se in ‘work in progress’ costante, Debian è così stabile da essere stata la base per molte altre distribuzioni. Forse le cose cambieranno con Debian Squeeze, pubblicato all’inizio di febbraio, due anni dopo Lenny. Rappresenta la prima tranche di un programma biennale ciclo di rilascio: segno di una maturità raggiunta anche sul fronte della regolarità di uscita?
Update: mai più Gossip, promesso. Debra e Ian si sono lasciati. Grazie jpage89 per la segalazione.

Debian, un nome che già di suo rappresenta una grande fetta della comunità Linux e che grazie alle oltre 300 distro che, direttamente o indirettamente, ne derivano copre una quantità di utenti difficilmente calcolabile. Proprio il mese scorso parlavamo della sua grande importanza.
Se avere tante distro porta al vantaggio di poter fornire una versione personalizzata sulle necessità di una determinata tipologia di utenti dall’altra parte porta ad una duplicazione del lavoro difficilmente evitabile. Stefano Zacchiroli, DPL, e Matt Zimmerman, su idea di quest’ultimo, hanno deciso di dare vita ad un nuovo progetto, DEX, il cui scopo è quello di collaborare nella gestione dei bug e delle patch per fare in modo che sia Debian sia tutte le derivate possano beneficiare del lavoro svolto sul medesimo codebase.
Dex non cambierà in alcun modo il modo in cui un progetto esistente viene gestito, ma fornirà solo gli strumenti più idonei per rendere più semplice e rapido il trasferimento di codice da una distro nel repository Debian. Per ottenere questo risultato saranno creati gruppi di sviluppatori per ogni distribuzione. La proposta ha già fatto nascere il gruppo Dex Ubuntu che ha un team che già comprende nomi come David Paleino, James Westby, Steve Langasek e Colin Watson.
Un’idea tanto semplice quanto efficace a giudicare la lista del lavoro già svolto dall’Ubuntu Dex Team. Viene solo da chiedersi come mai non hanno iniziato prima? Le motivazioni sono tante e l’organizzazione non sarà sicuramente semplice, ma il l’iniziativa sembra avere le carte in regola per arrivare al successo con grande beneficio per la comunità.
Via | MDZLog
EMeSeNe 2, uno dei client alternativi per Linux, OS X e Windows di Windows Live Messenger (WLM) più apprezzati, è stato accettato per l’inclusione in Debian (Sid) e Natty Narwhal. Il codice non è ancora pronto, perciò gli sviluppatori dovranno impegnarsi a terminare i lavori, in tempo per le prossime release delle due distribuzioni.
Non è l’unica novità che riguarda lo sviluppo di EMeSeNe 2: Louis Mariano Guerra, ideatore dell’applicazione, ha espresso l’intenzione di rendere il codice del programma compatibile con Python 3.2 e successivi, per evitare dei problemi quando Python 2.7 dovesse essere abbandonato e/o deprecato. Una scelta lungimirante e necessaria.
L’ultimo punto su cui si è concentrato l’intervento di Guerra è il rifacimento del portale di EMeSeNe 2: le risorse attualmente disponibili sono considerate troppo confusionarie, perciò si lavora a un restyling per integrare maggiormente l’interfaccia di GitHub. Alcune funzioni del sito, infatti, risultano al momento inaccessibili.
Via | Louis Mariano Guerra
Mark Wielaard e Xerxes Rånby hanno configurato un server dedicato al mantenimento degli snapshot di IcedTea per Debian e/o Ubuntu. Il server utilizza Buildbot per la generazione degli snapshot e Mercurial per il controllo delle versioni generate correttamente. Al momento, il server supporta Squeeze, Natty Narwhal e Jaunty Jackalope.
Buildbot si occupa di avviare la creazione degli snapshot per architetture a 32-bit, 64-bit e ARM in base ai commit ricevuti da IcedTea6, IcedTea 7 e IcedTea-Web (il plugin per il browser). L’infrastruttura risiede su GNU Classpath e ha rimpiazzato il sistema precedente: Wielaard vorrebbe riconvertire anche quest’ultimo a Buildbot.
Una copia del builder obsoleto per Classpath è tuttora mantenuta sui server di Red Hat, nel repository CVS di Mauve. Gli sviluppatori di IcedTea hanno bisogno di suggerimenti per la configurazione di Buildbot e chiedono l’aiuto di chiunque sappia come ottimizzarlo. Tutti i dettagli sulla contribuzione si trovano nella mailing list.
Via | Mark Wielaard
Freedom Box è un progetto, basato su Debian, ispirato all’intervento di Eben Moglen (professore alla Columbia University School of Law) sulla cd. “net neutrality” presso l’Internet Society di New York, il 5 febbraio 2010. L’intento è quello di realizzare un plug server da inserire in una rete domestica per tutelare i propri diritti.
In sé, Freedom Box è una distribuzione Debian-based per dispositivi integrati: include delle applicazioni utili alla difesa della privacy su internet e prevede la sostituzione dei social network attuali (Facebook, Twitter, ecc.) con soluzioni alternative. Predispone e-mail crittografate e VoIP per comunicare con la telefonia fissa.
Molti membri della FreedomBox Foundation, registrata all’inizio del mese, provengono dalla comunità di Debian. Il gruppo è in fase di valutazione dei dispositivi più economici e duttili su cui concentrare lo sviluppo. Ian Sullivan ha avviato una raccolta fondi, con l’intento di raggiungere quota $60,000 in trenta giorni a supporto.
Via | Mark Wielaard

Debian irrilevante? Questa è l’ipotesi lanciata dal blog su linux ed open source di Zdnet. Non vogliamo entrare troppo nel merito dell’articolo che chiunque può leggere, ma fare una riflessione un po’ più ampia.
Secondo la tesi che si porta avanti Debian sarebbe poco importante per i nuovi utenti, ma conterebbe solo per gli utenti Linux più avanzati. Purtroppo qui si pecca di ingenuità da parte di chi non conosce ancora molto bene come funzionino le cose. Debian, almeno la stable, non è una distro per nuovi utenti, ma per chi ha interesse nel miglior rapporto possibile fra nuove versioni e stabilità.
È innegabile che Ubuntu e distro simili abbiano un maggior appeal per i nuovi utenti, ma queste persone non sono mai state il target diretto di Debian. Ubuntu, ed altri progetti simili che sono nati negli ultimi 10 anni, sono stati sviluppati appositamente con lo scopo di portare ai nuovi utenti le potenzialità insite in Debian.