
Come ho potuto apprendere da alcuni amici, ieri all’interno di 2024, una delle trasmissioni radiofoniche interamente dedicate alla tecnologia è intervenuto Giuseppe Paternò, Technical Manager di Canonical che ha parlato di open source relazionato alle pubbliche amministrazioni e dell’ultima arrivata di casa Canonical, Ubuntu 11.10.
Giuseppe Parternò è una figura nota agli appassionati di sicurezza informatica. Il 30 Aprile 2009 infatti, ha avviato il progetto Security eBook, sponsorizzato da GARL Sagl e col patrocinio di sikurezza.org.
Paternò all’interno del suo intervento, ci ha svelato una collaborazione tra Vodafone e Canonical per lanciare sul mercato alcuni notebook con Ubuntu preinstallato. Sfortunatamente per noi, questi notebook saranno desinati principalmente al mercato Sudafricano.
Mi ha fatto veramente piacere sentir parlare di GNU/Linux in una trasmissione di rilievo in Italia come 2024, che ogni Sabato alle 15.30 tratta le principali novità riguardanti tecnologia, telecomunicazioni e dell’ elettrica del consumo.
Per chiunque non avesse avuto la possibilità di ascoltare questa puntata di 2024, può ritrovarla a questo indirizzo. Sarebbe veramente utile e produttivo poter dare spazio a questi interventi “specializzati” e perché no, creare delle trasmissioni ad hoc.
Con Kolivas, grazie al supporto grafico fornito da Sorting-Algorithms, ha ripensato il vecchio approccio a tre bucket di cksort. Per bucket si intende un contenitore di oggetti della stessa categoria: la vecchia versione prevedeva che il primo bucket contenesse il primo oggetto e tutti gli oggetti maggiori o uguali all’ultimo inserito. Il secondo contenitore era deputato a raccogliere le istanze scartate dal primo più tutte quelle uguali o minori, per poi depositare gli elementi non ordinati nel terzo contenitore.
Con la nuova versione, cksort risulta essere più veloce del quicksort con insiemi fino a 1500 elementi. Il problema maggiore della vecchia versione era l’estrema lentezza nell’ordinare interi generati con una distribuzione puramente casuale. La nuova concezione del metodo a tre bucket utilizza il primo ed il terzo non più come la parte da ordinare ma come «pre-passaggio». Le modifiche apportate hanno dato frutti per tutte le configurazioni migliorando di 20 volte le prestazioni in caso di dati casuali non ripetuti.
Per chi vuole approfondire l’algoritmo è possibile vederlo in azione con una visualizzazione grafica con dati casuali, parzialmente ordinati, e dati ripetuti. Sarà interessante vedere applicazioni nel mondo reale di questo «esercizio intellettuale».
Via | ck Hacking

Steve Jobs, noto in particolare per essere stato il co-fondatore di Apple, è mancato a causa di un cancro al pancreas contro il quale combatteva da anni. Nelle ultime ore è stato doverosamente celebrato da tutti gli organi d’informazione: un aspetto sottovalutato dagli omaggi ricevuti è l’essere stato «un pioniere dell’open source».
Nel 1985, quando fu licenziato da Apple, Jobs fondò NeXT: fallita nella produzione di elaboratori elettronici, l’azienda ha concepito la tecnologia OpenStep. Ancora alla base dello sviluppo di Apple Store, iCloud e iTunes Store con WebObjects. NeXTSTEP e OPENSTEP confluirono in Darwin, il kernel di OS X (derivato da quello di BSD).
Tim Berners-Lee, creando il world wide web nel 1991, utilizzò al CERN proprio uno dei NeXT di Jobs. L’indirizzo di Apple è andato in un’altra direzione, però il contributo dei componenti open source realizzati da Jobs e dai collaboratori è stato determinante e prosegue da trent’anni. È un altro motivo per ricordarlo. Grazie, Steve.
Via | ZDNet
La Conference of European National Librarians (CENL), un organismo del Consiglio d’Europa, ha deciso di licenziare le opere di pubblico dominio in possesso delle biblioteche europee sotto Creative Commons Zero (CC0). Il voto, tenutosi a un meeting presso la Biblioteca Reale di Danimarca, ha preso spunto dalla decisione di Europeana.
Europeana è un laboratorio di ricerca attraverso i contenuti degli archivi, delle biblioteche, delle collezioni e dei musei dei Paesi aderenti alla comunità europea: col nuovo Data Exchange Agreement, pubblicato il 22 settembre scorso, tutte le opere (di pubblico dominio) monitorate dalla fondazione sono licenziate utilizzando CC0.
La scelta d’adottare CC0 per il pubblico dominio a livello comunitario aiuterà il riutilizzo delle opere artistiche, letterarie e scientifiche in possesso delle biblioteche per scopi educativi e/o commerciali. Una mossa in netto contrasto con l’onerosa decisione, dell’Unione Europea, d’estendere il copyright di ulteriori vent’anni.
Via | Creative Commons
BerliOS chiuderà, una volta per tutte, il 31 dicembre 2011: ad annunciarlo sono stati i manutentori, con un intervento piuttosto esplicito sul forum del portale. Fraunhofer FOKUS non ha più fondi per garantire continuità al progetto, che è costretto a sospendere l’attività a tempo indeterminato dopo più di undici anni dall’apertura.
La prospettiva della cessazione del servizio comporterà, nei prossimi mesi, lo spostamento di oltre 4.710 progetti: BerliOS annovera circa 50.000 utenti registrati e una media di 2.600.000 mensili. È una perdita piuttosto grave, per la comunità open source. Esistono altre piattaforme, però alcuni software potrebbero andare perduti.
Non tutti i progetti ospitati da BerliOS, infatti, sono ancora mantenuti. La chiusura rischia di comportare l’eliminazione totale della cache dei software in stato d’abbandono. L’open source si contraddistingue per l’opportunità di riprendere lo sviluppo di progetti obsoleti per delle nuove soluzioni: non sarà possibile su BerliOS.
Via | BerliOS
L’Unione Europea, in un periodo di crisi dei mercati e dei Paesi continentali, ha deciso d’estendere il periodo di durata del copyright di vent’anni: la proprietà intellettuale sarà così estesa da cinquant’anni a settant’anni. Il costo dell’operazione s’aggira attorno a 1€ miliardo e a pagare, ovviamente, non saranno i licenziatari.
Ad ammortizzare le spese per favorire ulteriormente siale major cinematografiche, sia quelle discografiche, saranno i contribuenti dei Paesi dell’UE. La decisione è stata presa lunedì scorso, con l’appoggio dei membri italiani: stando a Martin Kretschmer, amministratore dell’Università di Bournemouth, non hanno considerato i costi.
Analizzando la parte relativa alla discografia, per la quale la norma è stata concepita, l’esborso gioverà soltanto nel 28% agli artisti: il 72% è a tutto vantaggio delle multinazionali. Belgio e Svezia sono i Paesi che si sono opposti maggiormente. Chissà se le elezioni del Partito Pirata a Berlino potranno cambiare gli equilibri.
Via | The Register
Il sito ufficiale del PHP ha ospitato, fino a ieri, una cartella contenente film per dispositivi in BluRay e una serie di altre amenità: cronologie di wget, archivi compressi coi sorgenti di portali esterni, file con username e password. Una directory che è sfuggita al controllo dei manutentori del sito: la cartella è stata rimossa.
Ad accorgersi della presenza della curiosa directory è stato Stephen Chapman, effettuando semplicemente una ricerca su Google. Nonostante la rimozione degli amministratori, la cartella è rimasta nella cache del motore di ricerca ed è possibile verificare i contenuti che erano all’interno. C’era pure una copia di Flight Simulator X.
L’esistenza del sotto-dominio id.php.net è accertata almeno dal maggio del 2009, stando dell’Internet Archive. Attorno a quel periodo la directory /downloads era occupata da alcune immagini di Debian/Lenny. Chapman ha identificato l’indirizzo di provenienza dei file, al quale però è inibito l’accesso. Perché non se n’erano accorti?
Via | ZDNet
James Gosling ha lasciato il proprio impiego a Google dopo appena otto mesi: il creatore di Java era stato assunto in marzo, terminato il rapporto di lavoro con Oracle (ex-Sun Microsystems). Gosling ringrazia tutti, però ha conosciuto chi faceva qualcosa di «scandaloso» e dopo «molta angoscia» ha deciso di passare a Liquid Robotics.
Le parole di Gosling non sono chiarissime: non si capisce se outrageous (lett. “scandaloso”) sia utilizzato in senso spregiativo. Comunque Gosling è il nuovo responsabile del software di Liquid Robotics. La società si occupa del controllo delle superfici oceaniche con un macchinario, il Wave Glider, energeticamente autosufficiente.
Liquid Robotics progetta Unmanned Maritime Vehicle (UMA) per analizzare la composizione chimica delle acque oceaniche, la temperatura e altre informazioni utili alle ricerche sul clima. Le tecnologie utilizzate sono all’avanguardia: Gosling s’occuperà della gestione dei dati raccolti dal Wave Glider e trasmessi al loro data center.
Via | James Gosling
In occasione dei 20 anni di Linux, la Linux Foundation ha pubblicato sul proprio sito un simpatico filmato a cartoni animati che ripercorre la storia del sistema operativo. C’è un po’ di tutto: Linux Torvalds, i pinguini, la GPL con Stallman, Red Hat, Ibm, Android… Un video simpatico da condividere con gli amici.

Cisco e Twitter sono due delle ultime trentacinque società a essere entrate nell’Open Invention Network (OIN), il consorzio creato per tutelare l’ecosistema di Linux dalla brevettabilità di hardware e software a partire dal secondo trimestre del 2011. Sono altri due acquisti importanti per l’OIN, fondato nel 2005 per tutelare Linux.
Alcune delle altre società sono Fujitsu, Invisible Things Labs, Univention GmbH, Puppet Labs, Nationwide Mutual Insurance Company, CentOS e Diaspora, il social network presentato in alternativa a Facebook. Rispetto al primo trimestre dell’anno, i nuovi membri sono la metà: erano settanta le società aggiunte entro il marzo del 2011.
È stata Canonical la prima azienda a entrare nell’Open Invention Network, nel 2010, affiancandosi ai fondatori: i membri dell’OIN possono accedere liberamente ai brevetti condivisi dalle altre società aderenti, sottoscrivendo la promessa di non registrare i propri brevetti in contrasto con lo sviluppo di Linux e del suo ecosistema.
Via | The H Online