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  <title>Ossblog.it</title>
  <subtitle>Programmi free: scopri il mondo dell'Open Source</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2005-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-21T03:45:29+00:00</updated>
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    <title type="html">colord, il demone per GNOME Color Manager, sarà al più presto su KDE</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2012-02-28T10:00:23+00:00</published>
    <updated>2012-02-28T10:00:23+00:00</updated>
    <dc:subject>kde</dc:subject><dc:subject>cms</dc:subject><dc:subject>acquisizione delle immagini</dc:subject><dc:subject>calibrazione dello schermo</dc:subject><dc:subject>configurazione della stampante</dc:subject><dc:subject>gestione del colore</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[colord è il demone per la gestione dei profili di colore utilizzato da GNOME Color Manager — a partire da GNOME3. Mantenuto da Richard Huges, coadiuva la calibrazione dello schermo e migliora il[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/9569/colord-il-demone-per-gnome-color-manager-sara-al-piu-presto-su-kde"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/colord.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="colord" /><a href="http://www.freedesktop.org/software/colord/"><code>colord</code></a> è il demone per la gestione dei profili di colore utilizzato da GNOME Color Manager — a partire da GNOME3. Mantenuto da Richard Huges, coadiuva la calibrazione dello schermo e migliora il supporto di CUPS/SANE agli standard dell’International Color Consortium (ICC). Nel prossimo futuro, <code>colord</code> non sarà un’esclusiva di GNOME.</p>
<p>Huges, infatti, ha avviato un ramo di sviluppo per <a href="https://gitorious.org/colord/colord-kde"><code>colord-kde</code></a>. Il demone ha un futuro su entrambi i desktop environment. Per il momento, KDE non offre alcuna alternativa ufficiale: la risorsa più compatibile e diffusa nella gestione del colore è Oyranos di Kai-Uwe Behrmann, un programmatore indipendente. <code>colord</code> farebbe molto comodo.</p>
<p>Altre “contaminazioni” tra GNOME e KDE hanno sortito effetti positivi: le ultime, in ordine di tempo, sono Telepathy e PulseAudio. <code>colord</code> si proporrà come un Color Management System (CMS) indipendente dal desktop, pronto a diventare uno standard — adottato da entrambi. Senza nulla togliere a Oyranos, è la soluzione più convincente.</p>
<p>Via | <a href="http://blogs.gnome.org/hughsie/2012/02/27/colord-kde-progress/">Richard Huges</a></p>
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    <title type="html">Data.gov è un progetto open source per estendere i servizi di Drupal</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2011-12-06T10:00:11+00:00</published>
    <updated>2011-12-06T10:00:11+00:00</updated>
    <dc:subject>cms</dc:subject><dc:subject>webdev</dc:subject><dc:subject>casa bianca</dc:subject><dc:subject>drupal 6</dc:subject><dc:subject>open data</dc:subject><dc:subject>open government platform</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Data.gov, il portale per gli open data del governo statunitense, non esiste più. Sia stata colpa della crisi economica oppure la destinazione dei fondi all’intervento militare in Libia, i servizi[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8973/datagov-e-un-progetto-open-source-per-estendere-i-servizi-di-drupal"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/datagov.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Data.gov" /><a href="http://www.data.gov/">Data.gov</a>, il portale per gli open data del governo statunitense, non esiste più. Sia stata colpa della crisi economica oppure <a href="http://www.downloadblog.it/post/14060/killing-datagov">la destinazione dei fondi</a> all’intervento militare in Libia, <a href="http://www.ossblog.it/post/8167/datagov-sara-chiuso-tramonta-il-sogno-americano-degli-open-data">i servizi erogati</a> sono stati interrotti. Non tutto è perduto: il codice è stato salvato su <a href="http://www.data.gov/opengovplatform">Open Government Platform</a>, un nuovo progetto <em>open source</em>.</p>
<p>GitHub ospita <a href="https://github.com/opengovplatform/opengovplatform">i sorgenti del portale</a>. Open Government Platform è, sostanzialmente, un’estensione per Drupal 6.22 o superiore e i requisiti per l’installazione non differiscono da quelli d’un normale <em>setup</em> del CMS: servono un web server che preveda il PHP e un database a scelta tra MySQL (consigliato, insieme ad Apache) o PostgreSQL.</p>
<p>In sé, il rilascio dell’infrastruttura di Data.gov è certamente positivo. Tuttavia, la scelta del governo statunitense permette di riflettere su implicazioni etiche che riguardano sia il ricorso all’<em>open source</em>, sia la pubblicazione degli open data. Ad esempio, il tentativo di “spacciare” questo rilascio per «una vittoria globale».</p>
 <p>
Gli Stati Uniti, infatti, non hanno effettuato la “liberazione” dei sorgenti durante il ciclo vitale di Data.gov. Sebbene abbiano contribuito alla creazione di moduli per Drupal derivati dall’esperienza del portale, la creazione di Open Government Platform suona più come un modo per giustificare gli anni di lavoro buttati al vento.</p>
<p>Possiamo rintracciare due modelli diversi nel rapporto tra la pubblica amministrazione, le società e il software libero. Da un lato abbiamo chi ricorre all’<em>open source</em> per migliorare la tecnologia di cui dispone, dall’altro chi abbandona i progetti che non servono alle cure della comunità… e Data.gov rientra nella seconda categoria.</p>
<p>Non ha senso tagliare i fondi a un progetto di trasparenza della pubblica amministrazione, rilasciarne i sorgenti e parlare d’un vantaggio per tutti. Certo, qualcuno potrebbe utilizzarlo per scopi diversi: però, eliminando i dati forniti dallo Stato, un portale di open data non ha senso d’esistere. È difficile applaudire l’epilogo.</p>
<p>Via | <a href="http://www.whitehouse.gov/blog/2011/12/05/datagov-goes-global">The White House</a></p>
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    <title type="html">Il Drupal Day 2011 è a Roma: pubblica amministrazione e sviluppatori</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2011-11-01T09:00:27+00:00</published>
    <updated>2011-11-01T09:00:27+00:00</updated>
    <dc:subject>cms</dc:subject><dc:subject>webdev</dc:subject><dc:subject>architettura dell’informazione</dc:subject><dc:subject>eventi di pubblico interesse</dc:subject><dc:subject>gestione dei contenuti</dc:subject><dc:subject>sviluppo per il web</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Il 3 dicembre, presso l’Università La Sapienza, si terrà a Roma il Drupal Day 2011. È un evento dedicato alle disparate applicazioni del Content Management System (CMS) che pone l’accento su[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8581/il-drupal-day-2011-e-a-roma-pubblica-amministrazione-e-sviluppatori"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/drupaldayroma2011.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Drupal Day Roma 2011" />Il 3 dicembre, presso l’Università La Sapienza, si terrà a Roma il <a href="http://roma2011.drupalday.it/">Drupal Day 2011</a>. È un evento dedicato alle disparate applicazioni del Content Management System (CMS) che pone l’accento su aziende e pubblica amministrazione. Un’occasione per confrontarsi con altri sviluppatori e trarre ulteriore ispirazione su progetti condivisi.</p>
<p>La manifestazione <a href="http://roma2011.drupalday.it/evento">è suddivisa in tre aree tematiche</a>: una per gli sviluppatori, una per le aziende e una per la pubblica amministrazione. Sono ambiti legati tra loro. Tuttavia, l’intuizione di separarli garantisce ai partecipanti un coinvolgimento più diretto col proprio lavoro. Registrandosi al portale, <a href="http://roma2011.drupalday.it/node/add/session">è possibile proporre un talk</a>.</p>
<p>Al Drupal Day 2011, patrocinato da La Sapienza, parteciperanno importanti gruppi di sviluppatori. Ad esempio, il GrUSP che organizza il PHP Day: tra i responsabili c’è Francesco Fullone, un competente ex–autore di questa stessa testata. È un motivo in più per partecipare all’evento di Roma e discutere con altri esperti del settore.</p>
<p>Via | <a href="http://roma2011.drupalday.it/">Drupal Day Roma 2011</a></p>
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    <title type="html">LibreOffice includerà le specifiche CMIS per connettersi ad Alfresco</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2011-10-04T13:00:38+00:00</published>
    <updated>2011-10-04T13:00:38+00:00</updated>
    <dc:subject>office</dc:subject><dc:subject>cms</dc:subject><dc:subject>alfresco software</dc:subject><dc:subject>content management interoperability service</dc:subject><dc:subject>libreoffice</dc:subject><dc:subject>opensuse hackweek</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[LibreOffice, nell&amp;#8217;imminente futuro, potrà consentire la connessione con Alfresco, ecc. grazie all&amp;#8217;integrazione delle specifiche CMIS, uno standard di OASIS su Apache Chemistry. Il[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8309/libreoffice-includera-le-specifiche-cmis-per-connettersi-ad-alfresco"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/cmis.png" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="CMIS" />LibreOffice, nell&#8217;imminente futuro, potrà consentire la connessione con <a href="http://www.alfresco.com/">Alfresco</a>, ecc. grazie all&#8217;integrazione delle specifiche CMIS, <a href="http://docs.oasis-open.org/cmis/CMIS/v1.0/cmis-spec-v1.0.html">uno standard</a> di OASIS su <a href="http://chemistry.apache.org/">Apache Chemistry</a>. Il progetto di Cédric Bosdonnat è stato concepito durante l&#8217;ultima Hackweek di openSUSE: servirà da base a un prossimo connettore di LibreOffice su Alfresco.</p>
<p>Il Content Management Interoperability Service (CMIS) è un protocollo per il dialogo tra CMS aziendali: supporta Atom, SOAP e REST in lettura/scrittura e permette l&#8217;integrazione di sistemi per il controllo delle versioni. Apache Chemistry dispone di soluzioni in Java, .NET, PHP e Python, per realizzarne implementazioni open source.</p>
<p>Gli sviluppatori di openSUSE hanno bisogno di CMIS su LibreOffice per gestire la documentazione con Alfresco. Bosdonnat si occuperà sia dell&#8217;implementazione delle specifiche sia del connettore per il CMS. Un ulteriore utilizzo dell&#8217;infrastruttura potrebbe essere la connessione con Launchpad per gestire le localizzazioni di <code>gettext</code>.</p>
<p>Via | <a href="http://cedric.bosdonnat.free.fr/wordpress/?p=831">Cédric Bosdonnat</a></p>
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    <title type="html">OpenEyes, una piattaforma open source per le cliniche d&#039;oftalmologia</title>
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2011-09-22T11:00:18+00:00</published>
    <updated>2011-09-22T11:00:18+00:00</updated>
    <dc:subject>open-source</dc:subject><dc:subject>cms</dc:subject><dc:subject>assistenza medica</dc:subject><dc:subject>cartelle cliniche</dc:subject><dc:subject>electronic patient record</dc:subject><dc:subject>openeyes</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[OpenEyes è un progetto open source sviluppato dal Moorfields Eye Hospital, una clinica di Londra, per sostituire il sistema interno di Electronic Patient Record (EPR) abbattendo così i costi di[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/8169/openeyes-una-piattaforma-open-source-per-le-cliniche-doftalmologia"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/openeyes.png" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="OpenEyes" /><a href="http://www.openeyes.org.uk/">OpenEyes</a> è un progetto <em>open source</em> sviluppato dal <a href="http://www.moorfields.nhs.uk/">Moorfields Eye Hospital</a>, una clinica di Londra, per sostituire il sistema interno di Electronic Patient Record (EPR) abbattendo così i costi di gestione. Si tratta di una piattaforma per la gestione delle cartelle cliniche dei pazienti e, nello specifico, si rivolge all&#8217;oftalmologia.</p>
<p>Lo stretto legame con l&#8217;oftalmologia è dovuto alla disponibilità di <a href="http://www.openeyes.org.uk/development.html">moduli e applicazioni</a> per registrare nelle cartelle cliniche determinati valori riguardo le patologie dell&#8217;occhio. Tuttavia, l&#8217;ambizione di OpenEyes è quella di raggiungere ogni settore dell&#8217;assistenza sanitaria: altre funzioni della piattaforma sono più generiche.</p>
<p>Con OpenEyes si possono gestire tutte le attività legate alla memorizzazione della storia clinica dei pazienti: un sistema integrato per la comunicazione aiuta nella coordinazione tra i reparti di una clinica. Tecnicamente, la piattaforma utilizza <a href="http://www.yiiframework.com/">Yii Framework</a>: è una soluzione <em>open source</em> (rilasciata sotto licenza BSD) per il PHP.</p>
<p>Via | <a href="http://www.guardian.co.uk/healthcare-network/2011/sep/20/moorfields-eye-hospital-open-source-openeyes">The Guardian</a></p>
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    <title type="html">Passato, presente (e futuro) di PHP-Nuke, PostNuke, DotNetNuke, ecc.</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2011-03-21T11:00:22+00:00</published>
    <updated>2011-03-21T11:00:22+00:00</updated>
    <dc:subject>cms</dc:subject><dc:subject>webdev</dc:subject><dc:subject>dotnetnuke</dc:subject><dc:subject>flatnuke</dc:subject><dc:subject>php-nuke</dc:subject><dc:subject>postnuke</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Chi avesse cominciato a sviluppare siti web attorno a una decina d&amp;#8217;anni fa, ha di sicuro utilizzato, almeno una volta, PHP-Nuke: era un Content Management System (CMS) per la realizzazione di[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/7534/nuke-past-present-and-future"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/phpnuke.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="PHP-Nuke" />Chi avesse cominciato a sviluppare siti web attorno a una decina d&#8217;anni fa, ha di sicuro utilizzato, almeno una volta, <a href="http://www.phpnuke.org/">PHP-Nuke</a>: era un Content Management System (CMS) per la realizzazione di portali “modulari”. Scritto in PHP, era rilasciato sotto licenza GNU/GPL e richiedeva un database MySQL per funzionare. Un po&#8217; come WordPress.</p>
<p>Non esistevano ancora i <em>social network</em> e i blog cominciavano appena a diventare popolari negli Stati Uniti: allora molti <em>webmaster</em> (giovani e meno giovani) cominciarono a installare PHP-Nuke su domini gratuiti e a pagamento. Nacquero diverse comunità di supporto e il termine CMS diventò per molti una sorta di sinonimo per PHP-Nuke.</p>
<p>La caduta di PHP-Nuke cominciò con una scelta sbagliata: forti del rapido successo ottenuto, i distributori cambiarono la licenza di rilascio e richiesero un pagamento per l&#8217;installazione del CMS. Emersero numerosi fork dal codice originario e PostNuke fu probabilmente il più famoso e apprezzato. <a href="http://dragonflycms.org/">Dragonfly</a> e <a href="http://www.xoops.org/">XOOPS</a> esistono tuttora.</p>
 <p>
Il successo di PHP-Nuke è stato, per certi versi, ereditato da WordPress (che però ha saputo destreggiarsi tra business e software libero): fino al 2007-2009, comunque, PHP-Nuke ha continuato a esistere. L&#8217;ultima versione annunciata, cioè PHP-Nuke 9.0, non è mai stata rilasciata. Che ne è stato, allora, di tutta la “famiglia” *Nuke?</p>
<p>L&#8217;unico superstite è <a href="http://www.dotnetnuke.com/">DotNetNuke</a>, un fork di PHP-Nuke per Microsoft .NET e IIS: ancora aggiornato nel 2011, DotNetNuke ha comunicato poche settimane fa <a href="http://www.dotnetnuke.com/News/PressReleases/DotNetNukeCorpAnnouncesMigrationtoC/tabid/2166/Default.aspx">il passaggio a C#</a> dei sorgenti. PostNuke, invece, s&#8217;è trasformato in <a href="http://zikula.org/">Zikula</a>: è un <em>framework</em> in PHP e MySQL che mantiene la formula dei “moduli” per estendere le funzionalità di base.</p>
<p>Un&#8217;ultima variante di PHP-Nuke è l&#8217;italiano <a href="http://www.flatnuke.org/">FlatNuke</a> di Aldo Boccacci, Marco Segato e Simone Vellei. Creato da quest&#8217;ultimo nel 2003, FlatNuke è un CMS basato su file di testo anziché su database MySQL: a cominciare da Lucid Lynx è presente nei <em>repository</em> di Ubuntu grazie a Francesco Pedrini. FlatNuke è <em>open source</em> e free software.</p>
<p>Immagine | <a href="http://www.phpnuke.org/">PHP-Nuke</a></p>
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    <title type="html">Ning Galaxy, il DMS concepito per Ning, è stato pubblicato su GitHub</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2011-02-24T09:00:36+00:00</published>
    <updated>2011-02-24T09:00:36+00:00</updated>
    <dc:subject>ruby</dc:subject><dc:subject>cms</dc:subject><dc:subject>apache 2.0</dc:subject><dc:subject>galaxy 3.0.0</dc:subject><dc:subject>ning code</dc:subject><dc:subject>ruby gems</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Ning, una piattaforma per creare social network distribuiti, ha liberato i sorgenti del suo Deployment Management System (DMS), sotto licenza Apache 2.0. Il codice di Galaxy 3.0.0 è ospitato da GitHub.[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/7440/ning-galaxy"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/ning.png" class="post" border="0" align="left" width="280" height="235" alt="Ning" />Ning, una piattaforma per creare social network distribuiti, ha liberato i sorgenti del suo Deployment Management System (DMS), sotto licenza Apache 2.0. Il codice di <a href="https://github.com/ning/galaxy">Galaxy 3.0.0</a> è ospitato da GitHub. Galaxy è formato da tre elementi: Agent, Console, Repository. Un quarto, il <em>client</em> da riga di comando, dialoga con l&#8217;intero sistema.</p>
<p>Una scelta importante, soprattutto dopo la chiusura degli account gratuiti operata da Ning nel 2010: ricorda un po&#8217; Diaspora, il progetto avviato da quattro studenti della New York University in alternativa a Facebook. Galaxy consiglia l&#8217;utilizzo di virtual host e può essere compilato sia con Ruby 1.8, sia con Ruby 1.9 e Ruby Gems.</p>
<p>Galaxy può essere utile per la realizzazione di grandi progetti: l&#8217;installazione richiede un server con Apache 2 e Java, accesso al terminale e privilegi d&#8217;amministrazione. Perciò non può essere paragonato a CMS di largo consumo: BuddyPress, ad esempio. Una soluzione valutabile per creare delle comunità professionali in stile-Ning.</p>
<p><strong>Aggiornamento</strong>: Ho cambiato Content Management System (CMS) in Deployment Management System (DMS) per evitare confusioni. Avrei scelto anche Content Management Framework (CMF).</p>
<p>Via | <a href="http://code.ning.com/2011/02/introducing-galaxy/">Ning Code</a></p>
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    <title type="html">La Casa Bianca ha rinnovato il proprio contributo al software libero</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2011-02-15T11:00:00+00:00</published>
    <updated>2011-02-15T11:00:00+00:00</updated>
    <dc:subject>open-source</dc:subject><dc:subject>cms</dc:subject><dc:subject>development seed</dc:subject><dc:subject>drupal 7</dc:subject><dc:subject>open atrium</dc:subject><dc:subject>white house</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[L&amp;#8217;impegno della Casa Bianca sull&amp;#8217;open source è stato ribadito venerdì scorso col rilascio di altri moduli per Drupal 7, il Content Management System (CMS) utilizzato per la gestione[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/7416/white-house-open-atrium"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/openatrium.jpg" class="post" border="0" align="left" width="270" height="360" alt="Open Atrium" />L&#8217;impegno della Casa Bianca sull&#8217;open source <a href="http://www.whitehouse.gov/blog/2011/02/11/whitehousegov-releases-second-set-open-source-code">è stato ribadito</a> venerdì scorso col rilascio di altri moduli per Drupal 7, il Content Management System (CMS) utilizzato per la gestione dei portali governativi statunitensi. In particolare la Casa Bianca ha creato <a href="http://drupal.org/project/imce_tools">un modulo</a> per il file manager IMCE, utilizzato soprattutto da <a href="http://openatrium.com/">Open Atrium</a>.</p>
<p>Ieri è arrivata pure la conferma dell&#8217;uso di Open Atrium, un progetto basato sempre su Drupal, per la comunicazione interna della Casa Bianca dall&#8217;ufficio esecutivo del Presidente. Open Atrium è rilasciato sotto licenze GPL e BSD. La diretta collaborazione del governo è stata accolta positivamente dagli sviluppatori di Open Atrium.</p>
<p>Open Atrium è una soluzione in uso anche per la comunicazione interna della Banca Mondiale. Altri dipartimenti del governo degli Stati Uniti utilizzano Open Atrium: ad esempio, il Dipartimento dell&#8217;Educazione. I moduli di Drupal 7 per IMCE sono sviluppati dalla Casa Bianca in collaborazione con Development Seed e <a href="http://www.phase2technology.com/">Phase2 Technology</a>.</p>
<p>Via | <a href="http://developmentseed.org/blog/2011/feb/14/white-house-using-open-atrium">Development Seed</a></p>
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    <title type="html">Drupal 7.0 è stato rilasciato, introduce il supporto nativo per RDFa</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/7280/drupal-70-e-stato-rilasciato-introduce-il-supporto-nativo-per-rdfa" />
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2011-01-08T11:00:16+00:00</published>
    <updated>2011-01-08T11:00:16+00:00</updated>
    <dc:subject>php</dc:subject><dc:subject>cms</dc:subject><dc:subject>content management system</dc:subject><dc:subject>drupal 7.0</dc:subject><dc:subject>rdfa 1.0</dc:subject><dc:subject>semantic web</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Dopo l&amp;#8217;annuncio della versione beta di ottobre, il team di Drupal si è concentrato sul supporto alle specifiche di RDFa per rilasciare finalmente il major upgrade del Content Management System[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/7280/drupal-70-e-stato-rilasciato-introduce-il-supporto-nativo-per-rdfa"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/d7contributorcloud.png" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="Drupal 7 Contributor Cloud" />Dopo <a href="http://www.ossblog.it/post/6847/e-disponibile-drupal-70-beta-1-con-il-supporto-a-rdfa">l&#8217;annuncio della versione beta</a> di ottobre, il team di Drupal si è concentrato sul supporto alle specifiche di RDFa per rilasciare finalmente il <em>major upgrade</em> del Content Management System (CMS). Le novità non si limitano all&#8217;integrazione del web semantico e per aggiornare a Drupal 7.0 occorrono nuovi requisiti di sistema: sono richiesti PHP 5.2 e MySQL 5 o, PostgreSQL 8.3. È stato inaugurato anche il supporto a SQLite 3.x.</p>
<p>Drupal 7 è stato testato soprattutto con MariaDB 5.1.44, <a href="http://www.ossblog.it/post/4914/il-creatore-di-mysql-fonda-open-database-alliance">il <em>fork</em> di MySQL</a> creato all&#8217;indomani dell&#8217;acquisizione di Sun Microsystems da parte di Oracle. Il discorso sui database potrebbe essere ancora più lungo, perché Drupal può girare su Microsoft SQL Server e ODBC (i moduli necessari non sono considerati stabili). Specifiche tecniche a parte, <a href="http://www.d7ux.org/">il progetto Drupal 7 User Experience (D7UX)</a> ha fatto un ottimo lavoro sull&#8217;interfaccia.</p>
<p>Il tema di Drupal 7 per l&#8217;interfaccia d&#8217;amministrazione è davvero intrigante: <a href="http://vimeo.com/18352872">potete dargli un&#8217;occhiata</a> nel video registrato per pubblicizzarne la release. È valsa la pena attendere tre anni per l&#8217;aggiornamento. Una grande attenzione è stata prestata all&#8217;accessibilità: Drupal 7 supporta oltre 850 moduli della comunità e aggiunge le fotografie nell&#8217;editor dei contenuti. La compatibilità delle estensioni non dovrebbe essere un problema.</p>
<p>Via | <a href="http://rdfa.info/2011/01/07/drupal-7-released-with-native-rdfa-support/">RDFa</a></p>
 ]]></content>
    

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    <title type="html">È disponibile Drupal 7.0 Beta 1 con il supporto a RDFa</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/6847/e-disponibile-drupal-70-beta-1-con-il-supporto-a-rdfa" />
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2010-10-09T09:00:05+00:00</published>
    <updated>2010-10-09T09:00:05+00:00</updated>
    <dc:subject>cms</dc:subject><dc:subject>webdev</dc:subject><dc:subject>drupal 7.0 beta 1</dc:subject><dc:subject>rich snippets</dc:subject><dc:subject>update manager</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Finalmente è stata rilasciata la prima beta di Drupal 7.0, la major version del popolare CMS attesa da diversi mesi. Le novità, soprattutto relative al bug fixing, sono tante e tra queste spicca il[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/6847/e-disponibile-drupal-70-beta-1-con-il-supporto-a-rdfa"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/drupal_01.jpg" class="post" border="0" align="left" width="250" height="250" alt="Drupal" />Finalmente è stata rilasciata <a href="http://drupal.org/drupal-7.0-beta1">la prima beta di Drupal 7.0</a>, la <em>major version</em> del popolare CMS attesa da diversi mesi. Le novità, soprattutto relative al <em>bug fixing</em>, sono tante e tra queste spicca il supporto a RDFa. Anzitutto, è necessario l&#8217;uso di MySQL 5.0.15+ o, PostgreSQL 8.3+. Quando disponibile, MySQL può sfruttare <a href="http://www.ossblog.it/post/6762/oracle-non-abbandonera-mysqlgpl-parola-di-edward-screven">InnoDB anziché MyISAM</a> (nella versione &#8220;chiusa&#8221; di Oracle) e la piattaforma ora supporta SQLite.</p>
<p>Oltre ai database, le modifiche coinvolgono la sicurezza con un file <code>cron.php</code> protetto e un sistema di password che previene attacchi di <em>brute-forcing</em>. Il modulo d&#8217;aggiornamento dei componenti è stato tradotto in Update Manager per consentire una migliore e più sicura gestione di temi e plug-in. I cambiamenti all&#8217;usabilità sono tanti e tali che ha senso citare solo l&#8217;implementazione generale del <em>drag&#8217;n'drop</em>.</p>
<p>Accennavo al supporto a RDFa: Drupal 7 integra le specifiche del framework ed è la prima piattaforma della sua categoria a farlo in default. Ovviamente, l&#8217;efficacia dell&#8217;integrazione è subordinata al codice in uso nei vari moduli abilitati. Il vantaggio più importante riguarda la possibilità di usare i Rich Snippets di Google. Trovate <a href="http://drupalcode.org/viewvc/drupal/drupal/CHANGELOG.txt?revision=1.373&#038;view=markup">la lista delle novità nel <code>CHANGELOG</code></a>: Drupal può già essere aggiornato dalla 6.x alla 7.x.</p>
<p>Via | <a href="http://rdfa.info/2010/10/08/drupal-7-beta-1-featuring-rdfa-released/">RDFa</a></p>
 ]]></content>
    

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    <title type="html">TomatoCart, una soluzione open source per l&#039;e-commerce</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2010-07-15T13:00:02+00:00</published>
    <updated>2010-07-15T13:00:02+00:00</updated>
    <dc:subject>internet</dc:subject><dc:subject>cms</dc:subject><dc:subject>oscommerce 3</dc:subject><dc:subject>shopping cart</dc:subject><dc:subject>store online</dc:subject><dc:subject>tomatocart 1.0.1</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[TomatoCart è un CMS che si presenta come una soluzione completa per l&amp;#8217;e-commerce. Scritto in PHP5, richiede soltanto un hosting con MySQL e supporta le connessioni SSL oltre[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/6506/tomatocart-una-soluzione-open-source-per-le-commerce"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/tomatocart.png" class="post" border="0" width="586" height="106" alt="TomatoCart" /><br clear="all" /></p>
<p><a href="http://www.tomatocart.com/">TomatoCart</a> è un CMS che si presenta come una soluzione completa per l&#8217;<em>e-commerce</em>. Scritto in PHP5, richiede soltanto un hosting con MySQL e supporta le connessioni SSL oltre all&#8217;autenticazione sui server SMTP. Rispetto ad altri prodotti equivalenti include delle funzionalità avanzate per la SEO su Google e integra il sistema <em>open source</em> di statistiche <a href="http://piwik.org/">Piwik</a>.</p>
<p>Rilasciato sotto licenza GPLv3, TomatoCart offre un accesso in lettura all&#8217;archivio SVN <a href="http://code.google.com/p/tomatocart/">ospitato su Google Code</a>. Il progetto è un <em>fork</em> di osCommerce 3, risultando perciò familiare a chi fosse abituato a quest&#8217;ultimo. In sostanza, TomatoCart aggiunge esclusivamente una serie di <em>feature</em> che sarebbero installabili anche su osCommerce come moduli opzionali.</p>
<p>Per questo motivo l&#8217;installazione di TomatoCart è consigliabile a quanti non volessero avventurarsi in personalizzazioni &#8220;estreme&#8221; di osCommerce. Utenti più smaliziati potrebbero trovarlo persino eccessivo. La disponibilità di un <em>wizard</em> per la configurazione di base e le feature citate rendono TomatoCart particolarmente appetibile per gli utenti meno esperti.</p>
<p>Via | <a href="http://www.smashingapps.com/2010/07/14/tomatocart-open-source-shopping-cart-solution.html">Smashing Apps</a></p>
 ]]></content>
    

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    <title type="html">Dopo San Francisco il WordCamp 2010 torna a Milano</title>
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    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2010-05-04T09:00:35+00:00</published>
    <updated>2010-05-04T09:00:35+00:00</updated>
    <dc:subject>eventi</dc:subject><dc:subject>cms</dc:subject><dc:subject>connexia partner del wordcamp 2010 di milano</dc:subject><dc:subject>definita la location del wordcamp 2010 a milano</dc:subject><dc:subject>wordcamp 2010 di milano allo spazio eventi sagsa</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Il video riportato qui sopra si riferisce all&amp;#8217;intervista di Mashable a Matt Mullenweg avvenuta nel corso del WordCamp di San Francisco – il main event da cui poi si diramano tutti gli[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/6176/dopo-san-francisco-il-wordcamp-2010-torna-a-milano"><![CDATA[<p><object width="586" height="462">
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/pz0zefLK6PA&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0"></param>
<param name="allowFullScreen" value="true"></param>
<param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/pz0zefLK6PA&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="586" height="462"></embed></object></p>
<p>Il video riportato qui sopra si riferisce all&#8217;<a href="http://mashable.com/2010/05/02/matt-mullenweg-interview-2/">intervista di Mashable a Matt Mullenweg</a> avvenuta nel corso del WordCamp di San Francisco – il <em>main event</em> da cui poi si diramano tutti gli altri BarCamp sul tema – tenutosi sabato 1 maggio. Ma la notizia riguarda l&#8217;Italia e in particolare la definizione della <a href="http://wordcamp.it/milano2010/2010/05/03/ecco-la-location/">location del WordCamp 2010 di Milano</a> (3ª edizione dell&#8217;evento).</p>
<p>Come lo scorso anno la manifestazione si terrà presso lo <a href="http://www.sagsa.net/">Spazio Eventi Sagsa</a> in Ripa di P.ta Ticinese 111 – per cui sono state predisposte delle <a href="http://wordcamp.it/milano2010/come-arrivare/">istruzioni di viaggio</a> – di conseguenza è difficile che sia predisposta una connettività WiFi presso la struttura: in compenso <a href="http://www.connexia.com/">Connexia</a> coprirà interamente la due-giorni con uno <em>streaming</em> di cui sarà dato avviso in seguito.</p>
<p>L&#8217;evento milanese è previsto per venerdì 21 e sabato 22 maggio, ma poco dopo la metà di giugno si terrà <a href="http://wordcamp.it/catania2010/">un altro WordCamp a Catania</a> per agevolare la partecipazione di chi proviene dal Sud: tornando alla tappa lombarda sono già molti <a href="http://wordcamp.it/milano2010/elencospeech/">gli <em>speech</em> proposti</a> cui assistere e partecipare. Ricordiamo che <a href="http://wordcamp.it/milano2010/registrati/">è preferibile registrarsi</a> per l&#8217;organizzazione dell&#8217;evento.</p>
<p>Via | <a href="http://www.wordpress-it.it/2010/05/03/wordcamp-milano-2010-la-location/">WordPress Italy</a></p>
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    <title type="html">Storytlr, un CMS open source per il lifestreaming</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/6135/storytlr-un-cms-open-source-per-il-lifestreaming" />
    <id>http://www.ossblog.it/post/6135/storytlr-un-cms-open-source-per-il-lifestreaming/</id>
    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2010-04-25T09:00:32+00:00</published>
    <updated>2010-04-25T09:00:32+00:00</updated>
    <dc:subject>cms</dc:subject><dc:subject>webdev</dc:subject><dc:subject>cms per il lifestreaming</dc:subject><dc:subject>lifestreaming con zend framework</dc:subject><dc:subject>lifestreaming open source con storytlr</dc:subject><dc:subject>storytlr per il lifestreaming</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Il numero dei servizi web 2.0 cui un utente assiduo di internet è iscritto si moltiplicano quotidianamente: tenere traccia della propria &amp;#8220;vita&amp;#8221; online potrebbe quindi risultare[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/6135/storytlr-un-cms-open-source-per-il-lifestreaming"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/storytlr.png" class="post" border="0" width="586" height="200" alt="Storytlr" /><br clear="all" /></p>
<p>Il numero dei servizi web 2.0 cui un utente assiduo di internet è iscritto si moltiplicano quotidianamente: tenere traccia della propria &#8220;vita&#8221; online potrebbe quindi risultare difficile — almeno, se si vuole racchiudere tutto in un&#8217;unica posizione con la possibilità di personalizzarne l&#8217;output. <a href="http://storytlr.org/">Storytlr</a> è un CMS <em>open source</em> che può rivelarsi molto utile allo scopo.</p>
<p>Storytlr è rilasciato sotto licenza Apache 2 (compatibile con la GPLv3) e i sorgenti sono distribuiti attraverso Google Code: purtroppo i requisiti minimi per l&#8217;installazione sul proprio server/hosting sono piuttosto esigenti&#8230; perché oltre a PHP e MySQL è richiesto l&#8217;uso di Zend Framework, che non è installato di default sulle configurazioni più comuni.</p>
<p>Si tratta ad ogni modo di una soluzione completa – integra a livello predefinito i principali social network e le piattaforme di microblogging, da Twitter a Tumblr (nonché Seesmic Desktop, StumbleUpon, ecc.) – e ampiamente personalizzabile per un controllo totale del proprio lifestreaming: conoscendo XHTML e CSS si possono creare temi inediti e accattivanti.</p>
<p>Via | <a href="http://www.webresourcesdepot.com/open-source-lifestreaming-application-storytlr/">Web Resource Depot</a></p>
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    <title type="html">La Casa Bianca rilascia codice libero per Drupal</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/6126/la-casa-bianca-rilascia-codice-libero-per-drupal" />
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      <name>Federico Moretti</name>
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    <published>2010-04-23T09:00:01+00:00</published>
    <updated>2010-04-23T09:00:01+00:00</updated>
    <dc:subject>open-source</dc:subject><dc:subject>cms</dc:subject><dc:subject>codice libero dalla casa bianca</dc:subject><dc:subject>il governo usa contribuisce a drupal</dc:subject><dc:subject>la casa bianca e drupal</dc:subject><dc:subject>moduli per drupal del governo usa</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[È passato qualche mese dal primo annuncio del passaggio a Drupal per la Casa Bianca e gli effetti dello switch cominciano a far parlare di sé: nel frattempo il governo britannico ha seguito[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/6126/la-casa-bianca-rilascia-codice-libero-per-drupal"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/thewhitehouse_01.png" class="post" border="0" align="left" width="280" height="210" alt="The White House" />È passato qualche mese dal primo annuncio del <a href="http://www.ossblog.it/post/5290/la-casa-bianca-passa-a-drupal-e-apre-il-codice-al-pubblico">passaggio a Drupal per la Casa Bianca</a> e gli effetti dello switch cominciano a far parlare di sé: nel frattempo <a href="http://www.london.gov.uk/">il governo britannico</a> ha seguito l&#8217;esempio di Washington per il proprio sito web. Sulla stessa falsariga <a href="http://www.ossblog.it/post/5983/microsoft-ha-reso-open-source-odata-unopportunita-per-il-governo">il protocollo OData di Microsoft</a> – che poi è alla base degli <em>open data</em> acclamati a gran voce anche in Italia – ha testé aggiornato <a href="http://www.odata.org/blog/2010/4/22/queryable-odata-metadata">le query interrogabili</a> da terze parti.</p>
<p>Tornando alla notizia principale, le novità più &#8220;gustose&#8221; arrivano appunto dalla Casa Bianca che è passata dalle promesse di ottobre ai fatti: se in un primo momento il progetto si basava essenzialmente sull&#8217;integrazione dei fix sviluppati da programmatori esterni nel core del CMS del governo statunitense, ora è Washington a contribuire attivamente all&#8217;<em>open source</em> attraverso <a href="http://www.whitehouse.gov/tech">il rilascio di una serie di moduli</a> per Drupal.</p>
<p>I punti su cui si estende il lavoro di WhiteHouse.gov sono in estrema sintesi 3: per la scalabilità dei contenuti sono stati predisposti <a href="http://drupal.org/project/context_http_headers">Context HTTP Headers</a> (che tra le altre feature consente di regolare la cache per alcuni file) e <a href="http://drupal.org/project/akamai">Akamai</a>. Per ciò che attiene alla comunicazione <a href="http://drupal.org/project/govdelivery">GovDelivery</a> è un modulo che incrementa le possibilità di controllo delle mailing list, mentre <a href="http://drupal.org/project/node_embed">Node Embed</a> è dedicato all&#8217;accessibilità.</p>
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    <title type="html">Moodle: open source per l&#039;e-learning</title>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.ossblog.it/post/6102/moodle-open-source-per-le-learning" />
    <id>http://www.ossblog.it/post/6102/moodle-open-source-per-le-learning/</id>
    <author>
      <name>Federico Moretti</name>
    </author>
    <published>2010-04-19T11:00:33+00:00</published>
    <updated>2010-04-19T11:00:33+00:00</updated>
    <dc:subject>open-source</dc:subject><dc:subject>cms</dc:subject><dc:subject>istruzione e open source</dc:subject><dc:subject>moodle come lms</dc:subject><dc:subject>open source per l'e-learning</dc:subject><dc:subject>vme open source con moodle</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[La filosofia open source – ahimè, nonostante qualche esempio eccellente non è così vero per quanto riguarda l&amp;#8217;Italia – è stata concepita soprattutto per l&amp;#8217;ambito educativo:[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.ossblog.it/post/6102/moodle-open-source-per-le-learning"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/ossblog/moodle.gif" class="post" border="0" align="left" width="250" height="105" alt="Moodle" />La filosofia open source – ahimè, nonostante qualche esempio eccellente non è così vero per quanto riguarda l&#8217;Italia – è stata concepita soprattutto per l&#8217;ambito educativo: del resto alla base c&#8217;è una certa visione sulla trasmissione della cultura, non soltanto digitale. Da questo punto di vista è interessante esplorare quegli strumenti che consentono la diffusione dei contenuti per un&#8217;istruzione sempre più libera.</p>
<p>Noti come Learning Management System (LMS) queste piattaforme permettono la gestione di appunti, dispense, slide e altri tipi di documenti per un accesso locale o, remoto semplicemente tramite un browser: <a href="http://moodle.org/">Moodle</a> costituisce il progetto open source più diffuso ed è stato <a href="http://www.ossblog.it/post/200/linux-nelle-scuole-italiane-torino/">adottato pure da alcuni atenei italiani</a> come il Dipartimento d&#8217;Informatica dell&#8217;Università di Torino e l&#8217;Università dell&#8217;Insubria.</p>
<p>Moodle ha un ottimo supporto linguistico – è tradotto in un numero consistente di idiomi nazionali e regionali – ed è strutturato con un&#8217;interfaccia modulare che ricorda un po&#8217; PHP-Nuke: oltre ai binari per l&#8217;installazione su sistemi LAMP sono forniti pacchetti per OS X e Windows. Una soluzione completa e <em>free</em> per costruire piattaforme avanzate.</p>
<p>Via | <a href="http://www.h-online.com/open/features/Moodle-The-free-e-learning-platform-966609.html">The H Open Source</a></p>
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