La primissima versione di Pebble, il gadget tecnologico dell’anno, è stata prototipata nel 2008 grazie ad Arduino. Lo smartwatch da $10 milioni – a tre giorni dal termine della campagna – su Kickstarter si collega ad Android o iOS per arricchire le applicazioni in mobilità e il rapporto con l’open source è addirittura più stretto.
Il Software Development Kit (SDK) che permetterà agli sviluppatori di creare applicazioni compatibili, infatti, è stato concepito con la toolchain di GCC. Un accorgimento che ha consentito di superare il limite del singolo programma in esecuzione per il precedente inPulse. Purtroppo, questo contributo non sarà affatto riconosciuto.
Pebble è un prodotto closed-source a tutti gli effetti, dall’hardware al software. Il SDK sarà distribuito gratuitamente, però lo smartwatch non è ascrivibile in alcun modo all’open source. Tuttavia, è legittimo ritenere che il progetto più apprezzato su Kickstarter non sarebbe mai stato realizzato, se non grazie ad Arduino e GCC.
Via | Arduino
Firefox integrerà il supporto ad H.264, il codec proprietario del consorzio di MPEG LA: una decisione fondamentale «per competere nel settore mobile». Mozilla supporterà il codec in tutte le versioni del browser e nell’imminente Boot to Gecko (B2G). È un’opzione necessaria, soprattutto dopo l’eliminazione di Adobe Flash da Firefox.
La decisione doveva soltanto essere ufficializzata: la scorsa settimana, infatti, Andreas Gal aveva approfittato della discussione su H.264 per lodare la governance di Mozilla. Un aspetto interessante del supporto al codec – evitato per anni, dagli sviluppatori di Firefox – riguarda Google e Chrome: H.264 rimane comunque supportato.
Nonostante Mountain View abbia “nominalmente” rimosso il supporto ad H.264 dal browser di Android e da Chrome, il codec è supportato grazie a due fattori: la presenza di Adobe Flash e l’installazione a livello di sistema operativo. Firefox prevederà altrettanto. Essendo sottoposto a brevetto, H.264 non sarà distribuito col browser.
Via | LWN
Adobe ha annunciato qualche ora fa una decisione molto discutibile: Flash Player, il popolare plugin per il browser, sarà disponibile soltanto con Chrome — almeno, su Linux a 32-bit e a 64-bit. È il risultato d’una partnership stretta con Google. Il plugin utilizzerà Pepper Plugin API (PPAPI): altri browser potrebbero beneficiarne.
Il download diretto di Flash Player dai server di Adobe non sarà più possibile per Linux, mentre gli altri sistemi operativi non risentiranno della novità. La società sostiene che sarà distribuita una versione di debug del plugin affinché sia possibile valutare l’integrazione su altri browser, però non è ancora stato deciso il come.
PPAPI può essere potenzialmente implementato su tutti i browser, ma costituisce un sostituto delle Netscape Plugin API (NPAPI) di Firefox e – in futuro – sarà legato al Native Client (NaCl) di Chrom*. Per utilizzare Flash Player serviranno entrambi e, comunque, gli sviluppatori dovranno passare da Google per il supporto del plugin.
Aggiornamento: corretto il refuso nel titolo.
Via | Adobe
Sergey Aleynikov, ex dipendente di Goldman Sachs, è un uomo libero: condannato a otto anni di carcere e al pagamento di $12,500 per il presunto furto del codice sorgente dei propri stessi programmi, è stato liberato dalla Corte Federale degli Stati Uniti in appello. Ha già scontato un anno di carcere e difficilmente sarà risarcito.
Aleynikov aveva realizzato un sistema di High-Frequency Trading che – tra il 2007 e il 2009 – ha fruttato a Goldman Sachs una cifra approssimativa di $500 milioni. Scaduto il contratto, il programmatore era stato assunto da un’altra finanziaria e, prima di lasciare Goldman Sachs, Aleynikov ha trasferito parte del codice in Germania.
Una delle imputazioni a carico di Aleynikov riguardava il presunto spionaggio industriale. Sebbene l’attività del programmatore potesse sembrare quanto meno “sospetta”, il trasferimento ha riguardato esclusivamente le parti open source della piattaforma. Aleynikov non sapeva che fossero contenuti dei sorgenti sottoposti a brevetto.
Via | The Register
AfterShot Pro è un nuovo programma closed source per il fotoritocco – realizzato da Corel – su Windows, Mac OS X e Linux. In particolare, la distribuzione prevede dei pacchetti precompilati per Debian e Ubuntu o Fedora a 32-bit e 64-bit. L’applicazione, essendo commerciale, ha un prezzo di 89,99€. Compete con Photoshop Lightroom 4.
Non è tanto importante il programma in sé, indubbiamente di qualità, quanto l’esistenza della versione per Linux. A livello di applicazioni open source, AfterShot è paragonabile a RawTherapee: è un software di fotoritocco adatto all’utilizzo con macchine Digital Single–Lens Reflex (DSLR) — non avrebbe significato per delle compatte.
Adobe ha appena rilasciato la quarta versione di Lightroom, una soluzione equivalente ad AfterShot: è inutile sottolineare che non esiste un porting su Linux. RawTherapee è un ottimo prodotto e potrebbe già essere sufficiente. Tuttavia, l’attenzione di Corel a Linux ha una certa rilevanza ed è encomiabile rispetto alla concorrenza.
Via | Corel
Cradle è il nuovo gioco di Flying Cafe, una società russa, e si basa sull’engine di Unigine: è un titolo sci–fi in prima persona, nel quale si richiede al giocatore la soluzione d’una serie di enigmi. Del videogame sono stati presentati soltanto degli screenshot e un trailer. Le immagini sono promettenti, per gli amanti del genere.
Purtroppo, Flying Cafe non ha ancora annunciato l’eventuale disponibilità di Cradle per Linux. È in fase di post–produzione, perciò non è stato rivelato un piano definitivo per le piattaforme che supporterà: grazie a Unigine, Cradle potrebbe approdare anche su Mac OS X, iOS e/o Android. L’uscita è prevista per la primavera del 2012.
Insieme all’annuncio di Cradle, Unigine ha pubblicato gli ultimi aggiornamenti relativi al proprio engine. Il motore ha acquisito il riconoscimento automatico delle GPU di Intel e AMD/ATI Radeon HD7xxx, migliorato l’Anti–Aliasing per Mac OS X e, su PlayStation 3, utilizza appieno l’accelerazione hardware della GPU — anziché la SPU.
Via | Phoronix
Karen Sandler, ex-Direttore Esecutivo del Software Freedom Law Center attualmente in carica a The GNOME Foundation, si batte dal 2008 per imporre più trasparenza ai produttori di Implantable Medical Device (IMD) riguardo al software utilizzato nei defibrillatori. Sandler ha avuto l’impianto a seguito di una grave patologia cardiaca.
Killer Code è una ricerca di Sandler che riassume la situazione degli IMD negli Stati Uniti, dal 2008 al 2010, ed è stata presentata durante l’OSCON 2011 dov’è pure stata premiata con un riconoscimento ufficiale. L’analisi di Sandler ha dimostrato l’incidenza del closed source, nei decessi per malfunzionamento degli IMD impiantati.
La Food and Drug Administration (FDA), nel periodo di riferimento, ha intentato ventitré cause ai produttori di IMD che sono riconducibili a difetti del software, ritirando i dispositivi dal mercato statunitense. L’impegno di Sandler ha sottoposto alla FDA una richiesta d’apertura dei sorgenti, in caso di fallimento dei produttori.
Via | ZDNet
Adobe ha aggiornato la beta di Flash Player 11 a 32-bit e a 64-bit per Linux, Mac OS X e Windows. Purtroppo è ancora presto perché sia supportata l’accelerazione hardware su schede video Intel e AMD/ATI: tuttavia, le funzionalità presenti nella versione per Linux cominciano ad avvicinarsi a quelle già previste su Mac OS X e Windows.
Flash Player 11 Desktop Beta 2, nello specifico, aggiunge la possibilità d’effettuare delle stampe d’immagini vettoriali con Linux. L’utilizzo di Stage 3D, al contrario, resta tuttora ancorato a VDPAU di nVidia e Crystal HD di Broadcom presente, ad esempio, su Apple TV 2. Dovrebbero migliorare i consumi energetici della prima beta.
Sono stati apportati dei miglioramenti alle feature già previste dalla prima beta: si tratta del formato JPEG XR di Microsoft per il supporto alle immagini statiche, la riproduzione dell’audio via G.711 e la decodifica dei video in H.264. Insieme a Flash Player 11 Beta 2 è uscito anche Adobe AIR 3 Beta 2, che però ha escluso Linux.
Via | OMG! Ubuntu!
Heroes of Newerth è un gioco ispirato a Warcraft 3 e, in particolare, all’espansione The Frozen Throne. È sviluppato da S2 Games per Linux, OS X e Windows: la società ha deciso di renderlo gratuito al posto di richiedere $30 per scaricare il client. La stessa cifra garantisce un bonus in monete virtuali al primo avvio del programma.
Il client nativo per Linux del videogioco è stato realizzato circa due anni fa e già nel 2010 la software house l’ha definito «un enorme successo», nonostante Heroes of Newerth allora fosse a pagamento. Lo stesso era stato dichiarato per il client dedicato a OS X. Un limite alla diffusione di Heroes of Newerth che non sussiste più.
Il gioco non è open source e si deve comunque pagare per acquisire ulteriori modalità e personaggi aggiuntivi. Rispetto a Warcraft 3, però, Heroes of Newerth non pone un limite ai livelli giocabili gratuitamente. S2 Games intende aumentare i propri utenti, che sono stimati in 460.000 attivi e 560.000 account a pagamento registrati.
Via | Phoronix
Flash Player 11 Desktop Beta è la prima versione sperimentale di Adobe per il prossimo major upgrade del riproduttore. Finalmente, le versioni a 32-bit e a 64-bit per Windows, OS X e Linux ricominceranno a essere rilasciate contemporaneamente. Adobe rispetta l’annuncio dato a fine maggio: il progetto Square è destinato a scomparire.
Per Linux significa essenzialmente usufruire del supporto a Stage 3D per la riproduzione video con l’accelerazione hardware su AMD/ATI, Intel ed nVidia. Al momento, tuttavia, VDPAU rimane l’unica specifica supportata: il supporto a XvBA e VA-API arriverà solo entro il rilascio definitivo e lo stesso vale per la versione di Windows.
Su Windows e OS X è uscita anche la Beta 1 di AIR 3: Linux è escluso, come del resto avevamo riportato poche settimane fa. Chi possedesse una scheda video nVidia, a patto d’usufruire dei driver proprietari, può già scaricare Flash Player 11 Desktop Beta e sfruttare la funzione di Stage Video senza ulteriori workaround per i 64-bit.
Via | Adobe