
Rick Spencer di Canonical ha annunciato una modifica che riguarderà Firefox in Ubuntu 10.04.
Da quella versione il motore di ricerca predefinito cambierà da Google a Yahoo. Si tratta di un accordo per condividere i profitti stretto fra Yahoo e Canonical che spera in questo modo di incrementare i profitti grazie ai suoi utenti.
Ovviamente rimane la possibilità per tutti i riportare google come motore di ricerca predefinito o di scegliere quello che più si preferisce. Cosa ne pensate di questa scelta e soprattutto quale motore di ricerca utilizzerete?
Via | Phoronix

Non esistono ancora dettagli su formule di pagamento e database da cui sia possibile acquistare tracce e album musicali, eppure è evidente che esista un progetto allo stadio avanzato d’integrazione di un music store in Ubuntu One — il servizio di storage online di Canonical che prevede piani gratuiti e a pagamento.
Il progetto si chiama Ubuntu One Music Store – particolarmente esplicito, per quanto poco originale – e (ospitato su Launchpad) è destinato a esordire con la prossima Lucid Lynx. Per ciò che è dato sapere dalle bozze di realizzazione, è concepito per l’integrazione con Rhythmbox e Banshee… almeno inizialmente.
Partendo dal presupposto che siamo comunque sul piano delle ipotesi, considerando la partnership con Google e l’imminente disponibilità del Nexus One anche in Europa (si parla più o, meno del periodo in cui sarà rilasciata Ubuntu 10.04 LTS) non è fuori dal mondo ipotizzare un attacco incrociato ad Apple — visto che anche Chrome OS si appoggia a Ubuntu.
Prima di Natale, parlando dell’avvicendamento ai vertici dell’azienda, si era accennato al fatto che Mark Shuttleworth non avrebbe certo abbandonato Canonical, ma si sarebbe occupato di altro — e nello specifico dei rapporti coi partner. Che ve lo foste domandati anche voi oppure no, da qualche ora è evidente di cosa stesse parlando.
È infatti apparso un comunicato ufficiale in cui Canonical – affidandosi alle parole di Steve George – annuncia la disponibilità di IBM Client for Smart Works (ICWS) con il supporto di Ubuntu: si tratta essenzialmente di una versione di Ubuntu Netbook Remix, che dalla prossima release sarà rinominata come Ubuntu Netbook Edition, concepita per l’uso professionale.
Questa particolare versione di Ubuntu contiene la suite per la produttività di IBM (ovvero Lotus Symphony) e può essere interfacciata coi servizi di cloud computing a pagamento offerti da LotusLive: l’immagine in sé – che purtroppo si riferisce ancora alla release di Hardy Heron – è scaricabile e utilizzabile gratuitamente, benché sia disponibile un servizio di supporto a pagamento — che poi costituirebbe la vera novità.
Io comunque non la proverei, se non tramite una virtual machine: lo specifico proprio perché – data la mia natura da kamikaze – avevo già installato la prima alpha di Lucid Lynx ed effettuato da questa gli aggiornamenti previsti. Il risultato è stato un sistema che si riavviava repentinamente e in autonomia.
Un motivo c’è, anzi ce ne sono almeno due: Lucid Lynx Alpha 2 ha completato il passaggio da USplash a Plymouth — sebbene ancora non esista un’animazione predefinita in avvio, sostituita dal logo di Ubuntu. Effettivamente Plymouth funziona e se non è attivabile sulla scheda video in uso passa automaticamente al framebuffer più opportuno.
Nessuna modifica sui temi di default che rimangono gli stessi di Ubuntu/Karmic: qualche novità di relativo interesse riguarda il riposizionamento dei tab in Nautilus (che è aggiornato alla versione 2.29.2). L’aggiornamento da Ubuntu 9.10 è altrettanto “suicida”, perché essendo HAL deprecato cambia completamente la sequenza di boot — un altro motivo per cui il kernel e i pacchetti-base di Lucid Lynx possono confliggere col resto del sistema.
Sembra proprio che i contributori degli artwork della prossima Ubuntu 10.04 LTS stiano lavorando alacremente: non ci sono soltanto proposte per Plymouth – come abbiamo già visto con Space Sunrise – ma anche per Metacity.
Un esempio è costituito dal set di temi Impression e Night Impression, completi di sfondi consigliati — e già pronti per essere installati su qualsiasi distribuzione con GNOME 2.28 o, superiore.
L’autore degli artwork ha predisposto una galleria su Flickr che contiene tutti gli screenshot dei suoi lavori alla più alta risoluzione disponibile: i temi sono considerati in stato di alpha candidate e potrebbero subire delle modifiche dal parte del team Ayana di cui fanno parte.
Via | Web Upd8
Com’è noto Ubuntu 10.04 LTS effettuerà finalmente il passaggio a Plymouth, ma non è ancora stato deciso con quale animazione d’avvio predefinita: ovviamente esistono già diverse proposte in merito. Tra queste una in particolare sta riscuotendo un discreto successo negli ultimi giorni.
Mi riferisco a Space Sunrise, la proposta dello sviluppatore tedesco Andre Schmidt che fa un po’ il verso al tema lunare di Fedora— anche nella scelta dei colori, che sostituiscono a quelli “freddi” della distribuzione di Red Hat degli equivalenti “caldi” sul tema di Ubuntu.
Forse questa è soltanto una mia suggestione… resta comunque difficile che Space Sunrise diventi la scelta di default su Lucid Lynx, a prescindere dall’effettiva release di un nuovo tema grafico per GNOME (più volte smentita). In ogni caso resterà disponibile sul repository di Gitorious e installabile come tema di terze parti.
Il nuovo volto di Canonical ha il viso sorridente dell’inglese Jane Silber, già COO dell’azienda e responsabile di Ubuntu One — oltre che del settore marketing e customer care: ad annunciarlo è lo stesso Mark Shuttleworth, che spiega i motivi del cambiamento direttamente dalle pagine del suo blog. Jane – che vanta pure una laurea a Oxford – è entrata in Canonical nel 2004.
L’avvicendamento, si legge in un’intervista, sarà definitivo soltanto nel marzo del 2010 per motivi logistici: Shuttleworth non lascerà l’azienda, ma si dedicherà più specificatamente alle relazioni coi partner — tra cui spicca Google, come abbiamo già visto. Si parla di cambiamento del “focus” aziendale, perché i ruoli di Jane e Mark resteranno sostanzialmente invariati.
In sostanza è un modo per dare la possibilità a Mark Shuttleworth di “sgravarsi” dal peso delle questioni interne a Canonical e concentrarsi sullo spreading di Ubuntu: un cambio più formale che sostanziale, senza nulla togliere a Jane Silber — che resta in ogni caso uno dei membri più simpatici del team.
Foto | Simon Law
È una notizia che temevo sarebbe arrivata a momenti – specie perché già Karmic Koala non include alcuni pacchetti fondamentali (mi riferisco espressamente a quelli di Moblin) per questa architettura – e non c’è voluto poi molto perché giungesse la conferma ufficiale: Canonical ha fatto sapere che non ci saranno più port LPIA da Ubuntu 10.04 LTS.
Per quanto mi riguarda, ritengo che l’annuncio costituisca un deciso passo indietro: alla base della scelta ci sarebbe il fatto che il kernel LPIA abbia, su Ubuntu, le stesse impostazioni di compilazione in uso sullo standard i386. A giustificazione del provvedimento – per cui è incoraggiata la sostituzione delle distribuzioni LPIA entro l’uscita di Lucid Lynx – anche le nuove ottimizzazioni per il consumo d’energia e i processori Intel Atom presenti nel branch 2.6.32 del kernel.
In sé la decisione ha un senso, ma allora perché non incrementare ulteriormente la personalizzazione (che già a livello di consumo salva il +10% d’energia) anziché ritirare un port che è entrato stabilmente tra le opzioni dei maggiori repository non-ufficiali ed è supportato da tutti i PPA presenti su Launchpad? Probabilmente è anche una questione di numeri: statisticamente, le installazioni LPIA sono molto poche e Ubuntu MID è stato rimpiazzato da Ubuntu Moblin Remix — che paradossalmente non ne supporta l’architettura.
Via | Phoronix
È l’argomento del giorno: la presentazione di Chrome OS terrà banco per diverso tempo nel buzz della rete e le notizie che si susseguono in queste ore non fanno che aumentarne l’interesse. Nell’ambiente si conoscevano già le “convergenze” tra Google e Canonical, ma soltanto ieri è apparso un comunicato ufficiale da parte dell’azienda che detiene i diritti di Ubuntu.
In sostanza, la società fondata da Mark Shuttleworth ha rivelato una partnership con Google per lo sviluppo di Chrome OS: l’intesa si è già concretizzata nel corso dell’UDS organizzato a Dallas – che si concluderà proprio in queste ore – per coordinare i lavori su Lucid Lynx.
Canonical precisa che l’accordo con Google è basato sul fatto che l’esperienza di Chrome OS è totalmente diversa da quella di Ubuntu, del quale non cesserà né lo sviluppo, né l’impegno profuso a livello di supporto: la sinergia col nuovo sistema operativo potrebbe anzi rivelarsi producente nel settore OEM — per il quale è probabile che s’innestino meccanismi di compensazione tra le due aziende, entrambe attive sulla vendita di netbook.
Lubuntu – una versione della popolare distribuzione di Canonical con LXDE come desktop environment predefinito – esordirà ufficialmente solo con Lucid Lynx, nonostante i rumor che annunciavano il suo rilascio con Ubuntu 9.10.
Definita come un prototipo dai suoi sviluppatori, Lubuntu 9.10 non avrà mai una versione definitiva come Karmic Koala: per provarla comunque è possibile sfruttare un workaroud abilitando i repository multiverse di Ubuntu.
Esiste infatti il metapacchetto lubuntu-desktop, che è consigliabile installare via APT da un sistema privo d’ambiente grafico (specie su macchine datate, cui LXDE si rivolge principalmente): per la prima versione stabile – prevista per il prossimo 29 aprile – saranno disponibili nuovi artwork e nuove applicazioni in fase di sviluppo.
Via | VivaLinux!