Tutti siamo consapevoli di come le piattaforme Unix-based garantiscano un livello di sicurezza soddisfacente, tuttavia è sempre meglio non rilassarsi troppo. A tal proposito, ecco due piccoli tool utili per mantenere pulito il proprio sistema: rkhunter e chkrootkit.
Il primo, in breve, va alla ricerca di rootkit, exploit, backdoor e procede confrontando gli hash MD5 dei file più rilevanti con quelli contenuti nel proprio database on-line. Il secondo, invece, segnala soltanto le modifiche riscontrate rispetto alla precedente scansione.
Per maggiori dettagli riguardo all’installazione e l’uso dei due tool, si consiglia la lettura dell’articolo di Claudio Criscione su Debian Package of the Day.
Ken Smith continua ad essere sempre più laconico negli annunci di rilascio della nuova versione di FreeBSD 7. In ogni caso lo sviluppo procede spedito e puntuale sulla tabella di marcia ieri è arrivata la Beta 3.
Non si conoscono i cambiamenti apportati non essendo stato pubblicato alcun changelog come già successo per le altre Beta.
In ogni caso è probabile osservando la release schedule che la Beta 3 sia l’ultima, dunque il prossimo passo dovrebbe essere la prima Release Candidate.
Al momento Colin Percival sta lavorando per rendere FreeBSD Update, il sistema per l’aggiornamento binario, in grado di gestire l’update alla Beta 3.
Nel frattempo c’è già chi come Ivan Voras già sta documentando i futuri cambiamenti che verranno apportati con FreeBSD 8.
Download: FreeBSD 7 Beta 3 (il link rimanda al download delle ISO per architettura i386)
[Via | Osnews]
Apple ha rilasciato il codice sorgente aggiornato di Darwin 9, il sistema operativo alla base di Mac OS X 10.5 Leopard: i sorgenti pubblicati includono il kernel XNU, uno stack di rete completo, il supporto a svariati file system e qualche altro componente ma, a quanto si legge in giro, sembrerebbero mancare quei driver che potrebbero realmente rendere interessante la disponibilità dei sorgenti. La licenza utilizzata per la pubblicazione è la Apple Public Source License.
Dopo la chiusura di OpenDarwin, l’unico progetto dedicato alla creazione di un sistema operativo basato su Darwin sembra essere rimasto GNU-Darwin, la cui ultima versione è la 1.1.
[ via Melablog ]

La derivata di FreeBSD più semplice in circolazione è arrivata alla release 1.4, nome in codice da Vinci, e le novità incluse sono davvero molte.
La più importante è l’aggiornamento del sistema base a FreeBSD 6.2, versione stabile del sistema operativo del diavoletto.
Tra le altre feature incluse troviamo:
- aggiornamento di Xorg alla versione 7.2
- KDE 3.5.7
- Compiz-Fusion 0.5.2 che va a rimpiazzare Beryl
- Driver NVIDIA
- Nuovo tema per il login manager KDM
- Miglioramenti nell’installer per rendere ancora più semplice l’installazione e il caricamento dei componenti aggiuntivi dal secondo CD-Rom
- Network Configuration manager, una gui per settare le proprie schede ethernet e Wi-Fi
- Firewall Manager, altra gui per la getsione delle regole del firewall
- Xorg configuration gui
Per maggiori dettagli rimando al changelog e alle note di rilascio per avere una panoramica di tutte le applicazioni incluse.
Download: PC-BSD 1.4
Ars Technica ha dedicato a un test-drive completo a PC-BSD, un derivato di FreeBSD che spicca per facilità di utilizzo e che mira, senza troppe sottigliezze, a conquistarsi le simpatie gli utenti Windows; la recensione descrive il processo d’installazione, articola i vantaggi di PC-BSD ( ad esempio il sistema di pacchettizzazione PBI ) ed espone, in modo chiaro, alcune delle limitazioni attuali di questo sistema operativo.
Stando all’autore del pezzo originale PC-BSD potrebbe essere un sistema operativo adatto ad utenti inesperti ( a patto che abbiano qualcuno da chiamare in caso di problemi con driver & soci ) e vecchie volpi dei sistemi *nix-like che vorrebbero avvicinarsi a FreeBSD in modo indolore. Qualcuno che lo ha provato di persona può confermare quest’analisi?
[ via Slashdot, LinuxQuestion ]
L’alternativa libera a Flash Player fa un passo avanti. Il team di sviluppo di Gnash ha rilasciato infatti una nuova alpha release, la 0.8, apportando notevoli miglioramenti al player/plugin utilizzabile su GNU/Linux, FreeBSD, NetBSD, OpenBSD e in futuro anche su Mac OS X e Windows. Ma vediamo alcune delle nuove feature implementate:
- E’ ora possibile visualizzare senza problemi filmati in streaming distribuiti da YouTube e Lulu.tv
- Sono stati apportati migliorie nella Virtual Machine consentendo un ampliamento dei filmati visualizzabili
- E’ stato aggiunto un debugger Flash, utile nella diagnosi di eventuali problemi riscontrati
I sorgenti di Gnash possono essere scaricati dal server ftp di Gnu o via CVS.
Home page del progetto: Gnash
[Via | LWN]
Sareste in grado di sopravvivere un intero giorno senza usare X? I sistemi *nix-like offrono un vasto assortimento di applicativi che utilizzano le librerie ncurses o il framebuffer per visualizzare interfacce utenti spartane ma funzionali. Non c’è ragione per cui non dovreste poter svolgere i vostri task quotidiani mentre litigate con la configurazione del vostro server grafico ( o mentre siete in preda ad una crisi mistica ).
Viaggiare sul web con elinks, controllare la posta con mutt e leggere i feed RSS con Raggle potrebbe risultare un pò traumatico ma potreste anche ritrovarvi ad apprezzare la semplicità di rtorrent ( che io consiglio caldamente anche in ambienti con X ) e di IRSSI; per una lista più completa di software simili vi rimandiamo ad un post su Terminally Incoherent, ricco di informazioni accessorie e di screenshot.
[ via OSNews ]
L’abilitazione di uno splash screen personalizzato durante il boot di Linux è un processo abbastanza complesso per un semplice utente, visto che, almeno per il primo setup, richiede la ricompilazione del kernel e, quasi sempre, anche l’applicazione di patch ( si prenda l’esempio di Bootsplash o Gensplash ); vista la mancanza di flessibilità da parte di tali soluzioni qualcuno ha, fortunatamente, pensato di rivederne totalmente l’architettura, spostando il codice dal kernel a userspace.
Spero che questo post diventi un punto di riferimento per tutti quegli utenti che credono che Yggdrasil sia una parolaccia, per quelli che si interrogano sulle origini della loro distribuzione e per quelli che si stupiscono scoprendone la progenitrice: seguendo questo link troverete un albero genealogico delle maggiori distro GNU/Linux, dal 1991 al 2007, completo di tutte le informazioni di cui un vero Linux-fan può essere ghiotto.
Ma non finisce qui, a tutti gli amanti del movimento di pensiero
Una distro per domarle, una distro per trovarle,
una distro per ghermirle e nel buio incatenarle.
suggeriamo infatti di dare un’occhiata anche all’albero genealogico dei sistemi Unix: questo si che è veramente un numero spropositato di fork! ![]()
[ via OSRevolution ]