
Nell’ultimo periodo abbiamo visto alcuni siti importanti come Youtube e Vimeo aprire le porte a HTML5 utilizzando come codec H.264.
Una mossa pericolosa che con la decisione, presa da MPEG-LA, di rimandare il pagamento delle royalty fino al 2016 rappresentano un attacco al web libero come abbiamo avuto modo di discutere spiegando che Theora è l’unica salvezza.
In un web diviso in tre fra browser che puntano su Theora o H.264 ed internet explorer che non supporta nessuno dei due la notizia che è stato effettuato il porting di Theora su Silverlight non può che strappare un sorriso.
Continua a leggere: HTML5 e Theora, la rivicinta grazie a Silverlight
La notizia non è delle migliori: Mozilla Foundation ha confermato che due plugin del più noto browser open source, in hosting presso addons.mozilla.org, conterrebbero codice malevolo in grado di rubare informazioni agli utenti che utilizzano Firefox su piattaforma Windows.
I due componenti aggiuntivi riguardano la versione 4.0 di Sothink Web Video Downloader e tutte le versioni del manager di download Master Filer.
Sono oltre 4.600 gli utenti potenzialmente vittime di questo attacco (Master Filer è stato scaricato oltre 600 volte, contro i 4.000 di Sothink Web Video Downloader). Mozilla, pertanto, raccomanda agli utenti di rimuovere i due add-ons ed eseguire una scansione antivirus (in quanto la semplice rimozione dei due componenti non elimina i Trojans).
In attesa che si districhino i termini dell’acquisizione di Sun da parte di Oracle e che il futuro di MySQL – uno dei principali, ma non l’unico database SQL-based in circolazione – sia finalmente chiarito, il W3C propone un’alternativa affinché i browser dialoghino coi database senza bisogno di SQL.
La bozza di lavoro sulle API di WebSimpleDB rientra nel progetto di Web Storage per HTML5 e ha già suscitato delle perplessità in merito alla necessità di utilizzare un linguaggio a query integrato nei documenti (X)HTML — non solo HTML5, ma anche XHTML2 è incluso nei piani del W3C per l’uso di queste API.
Attualmente l’unico engine a prevedere già una simile integrazione è WebKit nella versione di Apple per Safari: il documento di riferimento del W3C è molto recente – la prima idea sull’argomento è del 29 settembre 2009 – e lontano dall’essere completo, perciò è prevedibile che le prime situazioni d’uso reali si presenteranno negli anni a venire.
Via | The H Online

Chi contribuisce allo sviluppo di Webkit? A quanto pare è un progetto che a cui partecipano sia grosse aziende sia entusiasti.
Sul blog di Chromium è stato pubblicato il grafico dei commit degli ultimi 3 anni da cui si nota il sorpasso di Google rispetto ad Apple nel numero di contributi già a partire dallo scorso novembre. Un dato però di non facile interpretazione perché non rappresenta in maniera diversa i contributi più importanti da quelli minori.
A complicare la situazione ci sono alcuni hacker che hanno lavorato per più società che contribuiscono al motore. Nonostante questo penso possa essere comunque un dato interessante notare l’andamento del grafico in corrispondenza delle nuove uscite dei browser che utilizzano WebKit.
Via | NeuGierig

Anche Mozilla sta pensando d’implementare delle animazioni per la transizione, lo spostamento e la chiusura dei tab di Firefox: la feature è ancora in fase di studio e non è prevista una timeline per l’integrazione nel ramo di sviluppo del browser.
Ciò non ha impedito a Stephen Horlander – sviluppatore della UI di Firefox – di pubblicare un’anteprima del proprio lavoro sul suo blog, con tanto di video esplicativi: fin qui tutto normale, se non fosse per il fatto che… l’animazione in sé appare identica a quella già in uso da Chrome.
Non c’è voluto molto perché qualcuno se ne rendesse conto: sin dal primo commento al post di Stephen è stata fatta notare la “vaga” somiglianza con l’animazione del browser di Google. Effettivamente, precipitatomi su Chromium ho dovuto constatare che le due funzioni sono pressoché identiche: nulla di male, ma dov’è la novità?
Via | Chromatic Pixel

Al momento attuale per quanto riguarda il tag video di HTML5 il web è diviso in due fra i browser che supportano theora e quelli che supportano h.264.
Per cercare di capire meglio le implicazioni delle licenze h.264 sul software libero Trelane ha scritto al consorzio MPEG-LA. Dalla risposta si evince che tutti i software hanno bisogno di una licenza e che gli utenti finali sono passibili di denuncia tanto quanto i distributori o le compagnie.
A questo punto voglio condividere una considerazione di Thom Holwerda:
Usare h.264 per HTML5 è una scelta miope e stupida. Tutti gli sviluppatori web che fanno questa scelta non hanno imparato niente dai precedenti casi come Gif, Flash e Internet Explorer 6.
L’unica alternativa potrebbe essere Vp8 di Google se deciderà di rilasciarlo come open source. Voi, invece, cosa ne pensate?
Via | OsNews

Chiunque abbia mai realizzato qualcosa sul web sa quale tremendo ostacolo è internet explorer, soprattutto la versione 6, per lo sviluppo del web.
Google ha annunciato che durante l’anno in corso eliminerà il supporto per tutti i browser obsoleti e/o non più mantenuti dal produttore a cominciare da Ie6. La prima tappa è fissata per il primo marzo quando tutti gli utenti di questi browser su Google Docs e Sites vedranno un messaggio che li intima ad aggiornarsi.
Nel corso dell’anno lo stesso avverrà anche per tutti gli altri servizi dell’azienda. Una risposta dura ed energica che probabilmente è stata accelerata alla luce dell’attacco a Gmail.
Continua a leggere: Internet Explorer 6, la sua fine si avvicina

Google ha recentemente aggiornato le statistiche sulle percentuali d’uso delle varie codifiche caratteri nei siti web indicizzati.
Con il precedente aggiornamento, 18 mesi fa, avevamo assistito all’arrivo sul podio più alto per Unicode, mentre oggi assistiamo alla sua scalata inarrestabile verso il 50%.
Il problema per molti dei più comuni sistemi di codifica è l’impossibilità di rappresentare caratteri che provengono da culture differenti, mentre unicode consente di scrivere un documento in quasi tutte le lingue (comprese quelle morte) del mondo con i suoi oltre 100 mila caratteri.

Mozilla ha finalmente rilasciato la versione 1.0 di Weave, l’estensione per Firefox che consente di sincronizzare bookmark, password, impostazioni, form, cronologia e schede aperte.
I dati vengono mantenuti all’interno di un servizio di Mozilla protetto da password e di un file criptato con una passphrase. Weave è disponibile per Fennec, Linux, Mac Os X e Windows.
Per migliorare le prestazioni la cronologia ed i bookmark vengono sincronizzati in gruppi e quindi durante il processo si potrebbero notare dei dati non ordinati che saranno poi sistemati come ultima operazione.
Weave è rilasciato come opensource sotto tripla licenza: GPL/MPL/LGPL tri-licence.
Via | Mozilla

Ieri YouTube ha annunciato la possibilità di poter usare il tag <video> HTML5 ed oggi si unisce anche Vimeo che probabilmente non vuole farsi staccare dal portalone di Google.
Purtroppo anche Vimeo utilizza come codec h.264 e richiede, quindi, Chrome o Safari anche se ha il vantaggio di caricarsi in maniera molto veloce e non avere problemi con il buffering del video. Tutti gli utenti che utilizzano firefox sono quindi tagliati fuori.
Ormai è palese che i big del mercato non hanno intenzione di supportare Theora e se tagliano fuori gli utenti di firefox difficile che altro possa fargli cambiare idea. La soluzione per gli utenti di questo browser è spingere per l’introduzione del backend gstreamer per i video html5.
Via | Vimeo