
Ci sono tanti modi per promuovere gli standard “aperti”: l’Ungheria – attraverso una delibera del parlamento – ha scelto quella più ardita, promulgando una legge che ne impone l’utilizzo a livello governativo.
In sostanza la norma del Parlamento Ungherese copre tre aspetti principali dell’infrastruttura IT nazionale: si parla d’apertura del sistema centrale, dell’accesso per utente e dei portali.
L’Open Standard Alliance ungherese, nell’accogliere positivamente la notizia, ha stilato un lungo intervento per spiegare i benefici della recente risoluzione — in linea coi trend europei (meno l’Italia, mi verrebbe da dire).
Via | Nyílt Szabvány Szövetség

Ecco l’ennesimo brevetto insulso rilasciato dall’ufficio brevetti a Microsoft.
Il brevetto 7617530 descrivere il concetto di elevare temporaneamente i diritti di un determinato utente. In pratica quello che svolte sudo dall’alba dei tempi informatici.
Nonostante chi lavori nell’ambiente informatico conosca questo comando e che ci sono più di 30 anni di “prior art”, l’ufficio brevetti statunitense non ha ritenuto idoneo rigettare la pratica.
Da anni ormai si discute sul ruolo che ricopre Microsoft nei confronti del mondo open source; c’è chi dice che il colosso di Redmond ne sia totalmente avverso e c’è la stessa madre di Windows che (a volte) si dichiara incredibilmente vicina a questo modo di intendere le cose.
L’ultimo capitolo della saga Microsoft vs. Open Source si sta scrivendo in questi giorni ed è sinceramente poco chiaro chi sia il vincitore di questa ulteriore battaglia. Pare infatti che nelle ultime ore si sia concretizzato l’accordo che vuole Microsoft cedere un pacchetto di 22 brevetti all’Open Invention Network, società che poi li destinerebbe tutti alla community FOSS (Free and open source software).
L’operazione però non è diretta, bensì mediata da una terza organizzazione di cui fanno parte giganti del calibro di Google, Hewlett-Packard, Verizon e Cisco Systems chiamata Allied Security Trust, che ha recentemente, formalmente, acquistato i diritti dei suddetti brevetti.
Continua a leggere: Open Invention Network compra 22 brevetti da Microsoft
Tutti ricordiamo la polemica nata nel caso che ha visto contrapposte TomTom e Microsoft.
Andrew Tridgell due mesi fa aveva già incluso una patch per cercare di aggirare il problema posto da questo brevetto impedendo la creazione di file con i nomi lunghi su filesystem vfat.
Ora con la nuova CONFIG_VFAT_FS_DUALNAMES si potrà scegliere, attraverso una variabile booleana, se creare un file con nome corto o lungo, ma non entrambi. Quest’ultima dovrebbe offrire più protezione contro il brevetto che parla esplicitamente della creazione di file dal nome corto e lungo contemporaneamente.
Via | Gmane
Lo scontro e successivo accordo su alcuni brevetti fra TomTom e Microsoft ha creato un grosso tumulto nella comunità del software libero.
Bradley Kuhn della Software Freedom Law Center, SFLC, a causa del recente accordo fra le due sopracitate aziende, raccomanda a tutti i progetti che utilizzano ancora la GPL versione 2 di passare al più presto alla GPL versione 3 per avere una migliore protezione nei confronti dei brevetti.
La confidenzialità dell’accordo impedisce di valutare se la sezione 7 della GPLv2 è stata rispettata. Nella GPLv2 è possibile che, in seguito ad accordi, solo due parti ed i relativi clienti abbiano accesso alla licenza del brevetto, come potrebbe manifestarsi nel caso in questione.
Continua a leggere: Accordo TomTom Microsoft? Una chiamata per la GPLv3
TomTom e Microsoft avrebbero raggiunto un accordo secondo il quale la compagnia olandese pagherà per alcuni dei brevetti che il gigante di Redmond aveva ritenuto violati.
Gli otto brevetti di Microsoft che fanno parte dell’accordo riguardano la navigazione satellitare e i sistemi di gestione dei files; in particolare TomTom rimuoverà alcune funzioni di filesystem management che violavano il brevetto FAT LFN nei prossimi 2 anni. Dall’altro lato TomTom consentirà a Microsoft l’utilizzo di quattro brevetti di cui quest’ultima era stata accusata di violare a sua volta. Sempre secondo l’accordo, nei prossimi cinque anni Microsoft potrà utilizzare i brevetti di TomTom senza pagare royalties, mentre non è stato reso pubblico quanto pagherà TomTom per i brevetti Microsoft.
L’accordo sembra quindi essere stato raggiunto con la soddisfazione di entrambe le parti, ponendo così fine a quella che sembrava essere l’ennesima battaglia tra il mondo opensource e quello closedsource. Il dettagli dell’accordo sono reperibili nella press release di Microsoft.
Via | LinuxMagazine

TrendMicro ha intrapreso un’azione legale nei confronti di Barracuda Networks, rea di aver violato un brevetto che descrive un sistema per il controllo antivirus dei dati in transito su un server FTP o SMTP. La questione ruota ovviamente attorno al discorso dei brevetti sul software che, ancora una volta, dimostrano come un’azienda dominante ( TrendMicro ) possa tagliare fuori dal mercato un’azienda più piccola ( Barracuda Networks, che abbatte i costi dei suoi prodotti integrando l’antivirus libero ClamAV ) utilizzando titoli giuridici dal dubbio valore tecnologico ( basti pensare anche al brevetto sul doppio click e simili ).
Mentre Symantec e McAfee si sono già accordate in passato con TrendMicro per il pagamento di royalty, Barracuda ha chiesto l’aiuto della comunità per trovare prove che possano portare all’annullamento del brevetto, ottenendo l’appoggio del Software Freedom Law Center e della FSF.
Maggiori informazioni sono disponibili su Groklaw.
via | Linux.com
Stando ad un articolo pubblicato su InformationWeek, Microsoft avrebbe recentemente concluso l’ennesimo accordo sulle “licenze” di Linux, questa volta con un produttore giapponese di stampanti ( Kyocera Mita ): l’accordo garantirebbe all’azienda del sol levante la possibilità di utilizzare soluzioni embedded basate su Linux, anche se inclusive di tecnologie brevettate da Microsoft ( quali siano non è dato saperlo ). Il colosso di Redmond, invece, potrà includere in Windows ed Office tecnologia brevettata dalla partner.
Come diceva un noto conduttore televisivo “la domanda ora sorge spontanea”: per quale assurdo motivo una società dovrebbe acquistare da Microsoft delle “licenze” per poter sviluppare con Linux? Ai posteri l’ardua sentenza…
via | Slashdot
Certo, Turbolinux non è una distribuzione particolarmente diffusa in Europa o nel nuovo continente ma è comunque triste dover segnalare che questa distribuzione ha deciso di seguire le orme di Novell, Linspire e Xandros sottoscrivendo un accordo su tecnologie e brevetti con Microsoft, che, come da copione, si impegnerà a non citare gli utenti di Turbolinux per eventuali infrazione di brevetti.
Per quanto riguarda l’aspetto tecnico della questione, i dirigenti delle due società hanno dichiarato che gran parte del lavoro congiunto sarà dedicato allo sviluppo di un sistema di single sign-on che consenta agli utenti di autenticarsi in modo indifferente su entrambi i sistemi operativi ( Windows e Linux ).
Fumo negli occhi per nascondere lo scopo dell’accordo o reale intenzione di aumentare l’interoperabilità tra i due sistemi?
[via Slashdot ]
Red Hat e Novell sono state citate da IP Innovation per la violazione di un brevetto sulle GUI del 1991. Su Groklaw è stato seguito il caso e pare che in realtà dietro alla denuncia ci sia la stessa Microsoft che è una delle principali azioniste di Acacia, gruppo di cui fa parte IP Innovation.
A questo punto il dubbio lecito, è che le dichiarazioni di Ballmer di qualche giorno fa siano da collegare a quest’azione legale e che, dopo la sconfitta di SCO, una nuova ondata di FUD si abbatterà sulle società che investono in OSS e Linux.
Inoltre non è più ben chiara la posizione di Microsoft verso Novell, avendo la prima citato in giudizio la seconda, anche se tramite sussidiaria, proprio per una violazione di brevetto nonostante gli accordi fatti impedissero questo genere di mossa.