Apache OpenOffice.org, il nuovo progetto di Incubator, prosegue per la propria strada con più di settanta contributori attivi. Passato a The Apache Software Foundation (ASF) da Oracle, OpenOffice.org non ha affatto intenzione di concedere spazio a LibreOffice. Lo sviluppo continuerà «alla maniera di Apache». E con quali prospettive?
The Apache OpenOffice.org Podling Project Management Committee (PPMC) è dieci volte più grande degli altri progetti, oltre centosettanta, previsti dal programma di Incubator. ASF ha raccolto la sfida con entusiasmo, disponendo tutti gli strumenti affinché OpenOffice.org riprenda l’aggiornamento a un anno circa dall’ultimo rilascio.
Perché Apache OpenOffice.org torni sulla scena, il codice dev’essere adeguato alle esigenze di ASF: è un processo che richiederà ancora del tempo, poiché i contributori sono abituati a dieci anni di lavoro tra Sun Microsystems e Oracle. Nel frattempo, tuttavia, LibreOffice si è imposto come l’erede naturale del progetto originario.
Via | PR Newswire
Apache Subversion è un software per il controllo di versione centralizzato, è multipiattaforma e viene utilizzato in molti progetti opensource come strumento per gestire i contributi di ogni elemento del team di sviluppo. SVN rappresenta un buon compromesso, probabilmente il migliore fra i sistemi centralizzati, tra caratteristiche fornite e difficoltà d’utilizzo.
La nuova versione presenta notevoli miglioramenti e correzioni, in particolare è stata migliorata la gestione del protocollo HTTP. Le limitate prestazioni di SVN nella gestione del protocollo erano dovute al fatto che l’intento iniziale degli sviluppatori era di implementare completamente le caratteristiche WebDAV DeltaV; implementazione mai avvenuta completamente e con benefici minimi rispetto al costo pagato in termini di prestazioni. Per rimdediare, SVN ora include una versione semplificata denominata HTTPv2, che comporta un minore overhead nelle comunicazioni tra client e server.
Altra feature degna di nota è svnpatch che consentirà di applicare i file patch, in formato unidiff, ad una working copy. Con questa release molte lacune sono state colmate, anche se personalmente ritengo che il modello centralizzato stia perdendo terreno.
Via | SVN

La “Apache Foundation (ASF) ha annunciato i keynote per la consueta ApacheCon, che quest’anno si svolgerà in Nord America. La conferenza si svolgerà a Vancouver, Canada dal 7 al 11 Novembre.
Ad aprire e presentare l’evento sarà David A. Wheeler, specialista di software FOSS ed Open source. Gli altri talk saranno diretti da Eric Baldeschwieler, CEO di HortonWorks e David Boloker, famoso ingegnere del gruppo “Emerging Internet Technology” presso IBM. Il tema dell’evento è “Open Source Enterprise Solutions, Cloud Computing, and Community Leadership”.
Possiamo trovare ulteriori informazioni riguardanti l’evento, incluso l’elenco di tutti i relatori sul sito dell’Apache Foundation. La registrazione è aperta a tutti, ma non proprio alla portata di tutti, infatti il costo di partecipazione per la durata dell’intero evento è di ben 1,425$, una cifra considerevole per solo tre giorni di evento.
Via | Apache Foundation
Accumulo è un database di tipo non-relazionale, concepito dalla National Security Agency (NSA) statunitense nel 2008, che si basa su BitTable di Google. La NSA ha sottoposto ad Apache Incubator la proposta d’inclusione per Accumulo tra i progetti mantenuti dalla fondazione, preparandosi a renderlo open source con licenza Apache 2.0.
La decisione della NSA è motivata dallo stretto legame di Accumulo con altri progetti di Apache: Hadoop, Zookeeper, Thrift e Maven sopra tutti. Non esiste alcuna traccia pubblica, al momento, delle oltre duecentomila stringhe in Java e delle centinaia di pagine della documentazione di Accumulo perché è un progetto interno alla NSA.
Dal punto di vista tecnico, Accumulo non utilizza Hadoop Distributed File System (HDFS) e si differenzia da BigTable per la possibilità d’accedere a diversi campi dello stesso record a seconda del livello di autorizzazioni dell’utente. La presentazione del database è prevista in Portogallo all’ACM Symposium on Cloud Computing 2011.
Via | The H Online
OpenOffice.org è a un passo dal diventare un progetto di The Apache Software Foundation: la volontà manifestata dalla comunità degli sviluppatori della suite è stata accolta positivamente da Oracle. Non si trattava, perciò, di un’ipotesi così «remota» com’era lecito pensare. Questo richiederà un cambio di licenza per OpenOffice.org.
Luke Kowalski, vice-presidente per l’Oracle Corporate Architecture Group, ha espresso in un comunicato l’intenzione di collaborare con IBM per la transizione di OpenOffice.org ad Apache Incubator. Esattamente quanto era stato auspicato dalla community di Oo.o. Magari non sarà un processo immediato, però non sussistono più ostacoli.
The Document Foundation, la fondazione di LibreOffice, non ha fatto attendere una reazione piuttosto stizzita alla notizia. La posizione del fork non cambia: la fondazione è pronta ad accogliere una “riunione” dei progetti, a patto che avvenga con LibreOffice. Pur rispettando Apache, The Document Foundation esclude una convergenza.
Via | LWN
OpenOffice.org potrebbe avere un futuro con The Apache Software Foundation. Almeno questo è il desiderio manifestato da alcuni membri della community sulla mailing list ufficiale della suite. Tutte le applicazioni di OpenOffice.org dovrebbero perciò essere rilasciate sotto Apache License 2.0. Potrebbe essere una soluzione credibile?
A metà del mese scorso Oracle ha dichiarato l’intenzione di lasciare lo sviluppo di OpenOffice.org alla comunità. Pochi giorni dopo com’era prevedibile The Document Foundation ha replicato chiudendo le porte a una fusione tra Oo.o e LibreOffice. I manutentori di OpenOffice.org devono trovare una soluzione di marketing per la suite.
La fusione con Apache, ammesso che possa mai diventare realtà, avverrebbe attraverso il programma Incubator. Oltre al rilascio dei programmi di OpenOffice.org come Apache 2.0, gli sviluppatori dovranno preoccuparsi di verificare la compatibilità delle licenze dei componenti di terze parti, tra cui Mozilla. È una prospettiva remota.
Via | Michael Meeks
Il sodalizio tra Google e l’Apache Software Foundation (ASF) continua: dopo l’esodo di Apache dalla Java Community Process, arriva una piattaforma di hosting. Google non ha mai nascosto l’affinità con Apache, tanto da trasferire Wave ad ASF e condividere le specifiche di OpenSocial. Ora Google Code permette di ospitare i progetti su un nuovo dominio, apache-extras.org, che propone la filosofia di Apache.
Di cosa si tratta, nello specifico? Anzitutto, è un database che indicizza i progetti di Google Code legati ad Apache sfruttando un sistema di etichette o, label: essendo stato lanciato poche ore fa molte risultano ancora “vuote”. Il senso è quello di dare al software sviluppato per i componenti di Apache i servizi di Google. Non si tratta di progetti ufficiali dell’ASF e non potrebbero andare su Apache Incubator.
Come previsto da Google Code, non può essere utilizzato Git poiché i Distributed Version Control System (DVCS) attivi sono Subversion e Mercurial. Un’opportunità di Apache Extras è quella di eleggere i progetti più promettenti a ufficiali dell’ASF: perché ciò sia possibile, questi devono rispettare parametri che non sono previsti in generale. Ad esempio essere rilasciati con licenza Apache 2.0 o, compatibile.
Via | Google Code

Se c’è chi, come Yahoo, pensa (erroneamente?) di risollevare le proprie sorti finanziarie fornendo a pagamento servizi che fino a ieri erano gratuti… c’è anche chi crede che la via più logica da perseguire sia l’open source. Si parla dei motori di ricerca e della tecnologia che li rende operativi: Lucene Revolution è stato un evento per fare il punto su Apache Lucene.
Lucene/SorlSolr è una soluzione open source per la creazione e la gestione dei motori di ricerca basati su web server Apache. L’evento, tenutosi settimana scorsa a Boston, ha proposto meeting e workshop affinché s’incontrassero tutte le parti in causa. Sviluppatori, professionisti e utenti hanno avuto l’opportunità di lavorare insieme alla «rivoluzione» del settore.
A prescindere dall’evento in sé, ad avere importanza è il rinnovato interesse nei confronti di Lucene. Tra le imprese interessate allo sviluppo di soluzioni integrabili con Lucene ci sono LinkedIn, Salesforce.com e Twitter. Il senso dell’adozione di Lucene è nella creazione di infrastrutture per internet dedicate alla ricerca che non abbiano bisogno di Google o, Bing.
Aggiornamento: corretto un refuso e rimosso un termine che può dare adito a interpretazioni errate.
Continua a leggere: Lucene Revolution: l'alternativa libera al business della ricerca in rete
Microsoft ha cambiato la licenza di rilascio delle versioni ottimizzate per il framework .NET di Python e Ruby. Finalmente IronPython e IronRuby hanno abbracciato la licenza Apache 2.0, abbandonando i termini della MS-PL già deprecati dall’Open Source Initiative (OSI).
La scelta della licenza fornita da Apache Software Foundation (ASF), compatibile con la GPLv3, era ricaduta su altri progetti ospitati da CodePlex come l’Open Data Protocol e il SDK per i file .PTS. A dare la notizia il solito Miguel De Icaza, responsabile del progetto Mono.
Via | The Register
RackSpace, in collaborazione con la NASA, ha rilasciato i sorgenti della propria soluzione per il cloud computing sotto licenza Apache 2.0. OpenStack consiste in 2 progetti: da un lato una soluzione software per gestire l’archiviazione, dall’altro un engine per la virtualizzazione.
OpenStack è stato definito nel suo settore come «la notizia più grande dopo EC2». I sorgenti di entrambi i progetti sono reperibili da un repository su Launchpad. Il “motore” di OpenStack è realizzato dalla NASA come Nebula, mentre la parte gestionale è curata da RackSpace.
È una tecnologia per lo storage su ampia scala che ha già raccolto il favore di aziende del calibro di AMD, Citrix, Dell e RightScale. Decisamente fuori dalla portata degli utenti finali.
Via | TechCrunch