
Sembra proprio che nelle ultime settimane abbandonare SQL sia diventata quasi una moda: anche su queste pagine abbiamo parlato dei database non-relazionali e del “movimento” NoSQL grazie a Cassandra (e non soltanto). Tra i primi e più illustri servizi web 2.0 a effettuare lo switch è stato Twitter… e molti lo stanno seguendo.
Questa volta non si tratta di microblogging, ma di social bookmarking: Digg ha abbracciato Cassandra con un ampio e interessante preambolo circa i problemi riscontrati nell’uso di MySQL rispetto a database di grandi dimensioni e in riferimento al web in tempo reale. Il lavoro del team su Cassandra sarà interamente reso pubblico e open source.
Poco dopo anche Reddit ha abbandonato MemecacheDB in seguito ai feedback degli utenti che si lamentavano dei disservizi causati dal passaggio ad Amazon EC2: convinti che i problemi non dipendessero dai server, gli sviluppatori hanno effettuato il passaggio a Cassandra — migliorando sensibilmente le prestazioni. Chissà cosa ne pensa Oracle.
Via | Unixmen
Nell’ultima settimana WordPress.com ha subito almeno due importanti aggiornamenti: del primo si è parlato su Downloadblog.it e riguarda l’integrazione di IntenseDebate su tutti i blog ospitati dalla piattaforma. Il secondo è forse ancora più interessante ed è legato all’abilitazione di PubSubHubbub a livello globale.
Nonostante il nome impronunciabile PubSubHubbub (spesso abbreviato semplicemente come PuSH) è un protocollo per la distribuzione dei feed in tempo reale: ospitato su Google Code e rilasciato sotto licenza Apache 2, PuSH consente la notifica delle pubblicazioni a distanza di un paio di secondi dal salvataggio — evitando la necessità di controlli periodici.
In aggiunta alla funzione disponibile per WordPress.com – per usufruire della quale non c’è bisogno di predisporre nulla – gli sviluppatori hanno rilasciato PuSHPress, che è installabile sul CMS nel proprio dominio e contiene un hub built-in in aggiunta alla medesima feature sull’hosting di WordPress.
A un paio di mesi dall’apertura del codice di .NET Micro Framework è arrivato anche l’annuncio di Microsoft sulla disponibilità del sito web della relativa community per gli sviluppatori: un luogo d’incontro per connettere società e individui coinvolti nella programmazione per il framework open source di .NET — rilasciato sotto licenza Apache 2.0, compatibile con la GPLv3.
Di primo acchito il funzionamento della board sembra piuttosto “macchinoso”: per accedere al forum è necessario registrarsi tramite il login di Windows Live e indicare la propria società di appartenenza (laddove applicabile), anch’essa registrabile – selezionando di mostrare o, nascondere i dati di contatto – se non fosse già presente nel database.
I progetti già fruibili dallo showcase non sono moltissimi e alcune categorie sembrano ancora vuote: la partecipazione è suddivisa in tipologie di utente e si passa dai partner hardware/software che producono device e applicazioni per .NET Micro Framework ai contributori (essenzialmente deputati al bug fixing dei progetti esistenti) per finire con gli utenti tradizionali cui è rivolto il codice sviluppato da tutti gli altri.

La società che ha realizzato EtherPad, un word processor web collaborativo, è stata acquisita da Google lo scorso mese e finalmente sono stati resi disponibili i sorgenti sotto licenza Apache 2.0.
Gli sviluppatori del team verranno integrati all’interno del gruppo che lavora a Google Wave, mentre il sito prima o poi verrà chiuso. Potete trovare i sorgenti su Google Code. A differenza di Google Wave, EtherPad supporta solo la formattazione di base. Per funzionare sono necessari i seguenti software: Java 1.6, Scala 2.7, MySQL 5.1 e mysql-connector-java.
Questa di Google è sicuramente una scelta a cui non si assiste spesso. Ha speso 10 milioni di dollari per comprare un’azienda, rilasciare i sorgenti del progetto e portare al proprio interno gli sviluppatori.
Via | Slashdot
Continuano le “contaminazioni” reciproche da parte di Microsoft e una parte della comunità Linux — quella, per intenderci, che non è particolarmente ostile al progetto Mono: dopo il rilascio di Mono Tools for Visual Studio della settimana scorsa e a qualche mese di distanza dalla disponibilità dei sorgenti di ASP.NET MVC 1.0 con licenza MS-PL è la volta di .NET Micro Framework.
I termini stabiliti sono quelli della licenza Apache (compatibile con la tanto vituperata GPLv3) e sono da escludersi i componenti crittografici dello stack del framework di .NET — che dipendono dai pacchetti proprietari licenziati da ESBnet. Peter Galli – responsabile del settore open source di Microsoft – ha comunque precisato che essi possono essere tranquillamente sostituiti.
Il portale a disposizione degli sviluppatori non è ancora pronto, ma è già possibile registrare un profilo attraverso MSDN (che sarà poi utilizzato per il login): chi fosse interessato può comunque sottoscrivere gli aggiornamenti dal blog ufficiale del progetto. La presentazione di .NET Micro Framework 4.0 si è tenuta nel corso del PDC09.
Via | The H Online
Da sempre Facebook risulta piuttosto aperta nei confronti della mentalità open source e, in un periodo in cui Twitter continua inesorabilmente ad acquistare consensi, è logico doversi inventare qualcosa di nuovo per attirare ancora una volta le attenzioni su di essa.
Nei giorni scorsi Facebook ha infatti reso disponibile, attraverso il suo canale dedicato agli sviluppatori, la versione 0.1 di Tornado; si tratta di un web server (con relativo framework) scritto interamente in Python che fino ad oggi è stato alla base del famoso aggregator FriendFeed (recentemente acquisito dalla stessa Facebook). Questo, a detta degli sviluppatori, è in grado di “gestire migliaia di connessioni simultanee, rendendolo ideale per servizi Web in tempo reale” e - aggiungiamo noi - quasi indispensabile per la lotta a Twitter.
Per saperne di più su Tornado, i cui sorgenti sono distribuiti sotto Apache License 2.0, potete fare riferimento al comunicato del rilascio ed al sito ufficiale del progetto.
Via | Downloadblog

Non possiamo non riportarvi la notizia che i nostri cugini di Mela|Blog hanno pubblicato nella giornata di ieri. La casa di Cupertino ha infatti deciso di rilasciare sotto licenza Apache un importante componente del proprio ultimo sistema operativo Mac OS X 10.6 Snow Leopard.
Grand Central Dispatch, questo il nome del componente, è un modulo innovativo disegnato dalla Apple per semplificare la realizzazione di applicazioni parallele e per migliorare dunque la gestione delle tecnologie multi-core. Dai primi paragoni effettuati rispetto alla precedente versione 10.5 di Mac OS X, pare infatti che in certe situazioni Grand Central Dispatch garantisca addirittura un avanzo prestazionale del 700%.
Rilasciare i sorgenti di una tecnologia così importante può rivelarsi un’arma a doppio taglio perchè così tutti potrebbero avvantaggiarsene. Lo scopo ultimo di Apple è però quello di riuscire ad ottenere il massimo da GCD e per farlo servirà sicuramente l’importante contributo dell’ormai sempre più presente comunità open.
Via | Mela|Blog

Google ha iniziato a svelare il codice che fa parte del progetto Google Wave.
Il primo tassello è Operational Transform (OT), il meccanismo che consente a Wave di essere altamente distribuito, ed il protocollo client server. Si tratta di un “hello world” che vuole invogliare a sperimentare con questo protocollo.
Si tratta di 40 mila linee di codice rilasciate sotto licenza Apache 2.0, mentre la documentazione è stata resa disponibile sotto licenza Creative Commons.
Via | GoogleWaveDev

Nel 2003 il Ministero dell’Interno ha deciso di introdurre la nuova Carta d’Identità Elettronica.
I comuni dovevano avviare e gestire il nuovo sistema locale che si basava su un software sviluppato da Società Appaltatrice per conto dello stesso ministero. Il comune di Grosseto a metà del 2008 si è reso conto delle implicazioni legate alla dipendenza del software proprietario fornito.
Il sistema avrebbe dovuto essere a costo zero per i comuni, ma la società aveva aggirato questo vincolo escludendo il plugin per internet explorer dalla fornitura. Plugin necessario per l’uso del software da parte dei cittadini su cui veniva caricato un costo agguintivo.
Continua a leggere: La carta d'identità del comune di Grosseto

CouchDB, o più precisamente Apache CouchDB, è un database server fault-tolerant e schema-free document-oriented che utilizza per il dialogo RESTful HTTP/JSON API.
Tra le caratteristiche principali citiamo repliche incrementali con gestione e risoluzione automatica dei conflitti, indicizzazione dei dati senza bisogno di uno schema fisso ed infine l’uso di JavaScript come linguaggio di interrogazione.
CouchDb è scritto in Erlang e vi si può accedere da qualsiasi ambiente sia in grado di effettuare chiamate HTTP. Ci sono molte librerie per semplificare la programmazione per i più diffusi linguaggi.