
Jorge Castro, tramite la mailing list Canonical, ha lanciato una proposta che sa molto di provocazione: CCSM ( Compiz Config Settings Manager) dovrebbe essere rimosso dai repository di Ubuntu?
Castro ha avanzato questa proposta piuttosto drastica valutando sopratutto l’esistenza di altri tool ritenuti più funzionali per Ubuntu e il suo prodotto, Unity. Castro nello specifico, fa riferimento a MyUnity che grazie alla sua semplicità e alle sue funzionalità è stato aggiunto anche ai repository Universe è pronto a spodestare del tutto CCSM dai repository della distro.
Secondo il Community Builder di Canonical, CCSM risulta essere un tool pericoloso dato che è possibile disattivare l’interno desktop per un click accidentale e pieno di checkbox per plugin non supportati. La preferenza di Castro è verso MyUnity, definito idoneo per una versione importante come la 12.04, che come tutti sapranno sarà una versione LTS.
Via | Ubuntu Mailing List

Sono novità ed indiscrezioni davvero interessanti quelle che sono apparse nelle ultime ore nella mailing list di Fedora su un possibile passaggio di Fedora a distro rolling release. Questo radicale cambiamento sarà probabilmente visibile già dalla prossima versione, Beefy Miracle, che punta ad allinearsi agli standard di altre distro come Debian CUT, Arch Linux e Gentoo.
Le proposte per questo ipotetico passaggio sono due: la prima consiste nel trasformare in rolling release Fedora Rawhide, non ritenuto ad ora stabile e l’altra sarebbe quella di adottare una politica di rilasci molto simile a quella di Arch Linux e Ubuntu, ovvero aggiornare ogni sei mesi la parte di sistema e quella “user” mentre per la parte del core ogni dodici, massimo diciotto mesi.
Se così sarà, Fedora farà a mio parere un grandissimo passo avanti. Fedora 17 è già un ottimo progetto, portato avanti dalla comunità con ottimo successo, in rete se ne parla davvero tanto e siamo sicuri che non verremo delusi da questo rilascio. Non ci resta che attendere e perché no seguire la discussione all’interno della mailing list di Fedora per captare altre novità. Voi che ne pensate di questo possibile cambio di rotta di Fedora?
Via | Fedora Mailing List
Lennart Poettering, il creatore di systemd, ha dedicato parte del suo tempo a portare la documentazione di Fedora su FreeDesktop: il motivo è il merging del sistema in /usr. Approntato da Harald Hoyer e Kay Sievers, esordirà con Fedora 17. È un cambiamento sostanziale della gerarchia dei percorsi di sistema in linea con Solaris 11.
In sintesi, le cartelle /bin, /lib e /sbin di Fedora 17 saranno installate in /usr e sostituite da link simbolici. È una transizione iniziata da Oracle quindici anni fa e seguita finora da tutte le distribuzioni di Linux. Fedora 17 completerà questo spostamento, com’è avvenuto col rilascio di Solaris 11. Le motivazioni sono diverse.
La modifica è legata soprattutto all’init di sistema, ovvero – nel caso di Fedora – a systemd. Poiché esiste già il bisogno di montare /usr da initramfs, lo spostamento dei componenti fondamentali è una scelta razionale: il primo beneficio è nella possibilità d’effettuare degli snapshot dell’intero sistema, montato in sola-lettura.
Continua a leggere: Lennart Poettering spiega il perché del merge per il sistema in /usr

Hewlett-Packard ha annunciato la tabella di marcia del rilascio open source di webOS. Anzi, di Open webOS 1.0 — come si chiamerà, a partire da questo momento. Le buone notizie sono due, non soltanto perché la disponibilità di Enyo 2.0 – il framework per lo sviluppo delle applicazioni – è immediata. La licenza scelta è… Apache 2.0.
Open webOS 1.0 sarà rilasciato in settembre, ma già dal mese prossimo comincerà la “liberazione” d’altri componenti essenziali: marzo e luglio saranno i mesi più importanti — con la disponibilità del kernel, delle estensioni del server grafico e il sistema di controllo. Una beta di webOS, invece, sarà pubblicata soltanto in agosto.
Quando HP annunciò l’intenzione di rendere open source webOS ed Enyo, il tassello mancante era proprio la scelta della licenza. Con Apache 2.0 il sistema Linux-based è sia open source, sia free software: un’occasione da non perdere per costruire un’alternativa credibile ad Android. Senza dover ignorare l’esistenza di Tizen e Bada.
Via | HP
Advanced Linux Sound Architecture (ALSA), il sistema sonoro di base per Linux, è stato aggiornato alla versione 1.0.25: il rilascio precedente è del febbraio dello scorso anno. Le novità – com’è intuibile – sono davvero tante. Anzitutto, ALSA 1.0.25 è compatibile col kernel 3.x — in linea di massima, il sistema funzionava comunque.
Su questa falsariga, ALSA 1.0.25 rimuove il supporto alle librerie di V4L1 – ormai, deprecate – e lo sostituisce dove possibile con V4L2. A livello di driver, le novità più consistenti riguardano le schede High Definition Audio (HDA) di Intel e i System-on-a-Chip (SoC) — in particolare, per ARM. Rivisto il plugin per PulseAudio 1.x.
L’aggiornamento coinvolge tutti i componenti, incluso alsa-oss che era rimasto fermo alla versione 1.0.17. Riguardo ad alsa-tools, il mixer non dovrebbe più andare in crash dall’emulatore del terminale quand’è attivo il plugin di PulseAudio. La lista dei cambiamenti è corposa: è consigliabile consultare la documentazione ufficiale.
Via | Jaroslav Kysela
jSlate è una soluzione in JavaScript per generare visualizzazioni personalizzate da qualunque contenuto presente sul web. Nello specifico, è utile a creare dei grafici dalle statistiche: ricorda un po’ le risorse di Google Analytics o WordPress.com Stats. È un framework particolarmente interessante, per le funzionalità che propone.
Ideato per l’installazione su sistemi Linux Apache MySQL PHP (LAMP), jSlate include un proxy per visualizzare i dati per domini diversi da quello in cui risiede. Ogni widget generato in JavaScript è esportabile dalla dashboard. Creato da Rasmus Berg Palm, jSlate affonda le radici in Nomnom: un altro progetto, che richiedeva CouchDB.
Per cominciare a utilizzare jSlate sono proposti dei modelli preconfigurati e pienamente personalizzabili. Rispetto a Nomnom, jSlate non dipende da un database definito e può funzionare con tutte le soluzioni di storage preesistenti. Berg Palm ha scelto di distribuirne i sorgenti sotto licenza GPLv3, un aspetto ancora più positivo.
Via | The H Open
Il team di sviluppo ha annunciato il rilascio di KDE 4.8, il penultimo aggiornamento che precede il passaggio a Frameworks 5. Le funzionalità confermano quanto abbiamo trattato negli ultimi mesi, con qualche anticipazione sull’immediato futuro. Ad esempio, KDE Telepathy è già trattato come il client predefinito della messaggistica.
Esordisce, così, pure KSecretService: il nuovo servizio di salvataggio delle password da condividere sulla rete locale e/o coi dispositivi portatili. Dolphin – il file manager – è più rapido ed efficiente che in passato, con un nuovo engine per funzionare al meglio coi dischi meno “performanti” e il supporto agli huge_file con +2Tb.
Una menzione particolare merita la gestione del risparmio energetico, ridisegnata per consentire tre modalità preimpostate: alimentazione da corrente, batteria e batteria in fase di scaricamento. In base alla scelta, KDE 4.8 può inibire lo spegnimento del monitor coi filmati a tutto schermo: un applet ne permette la disattivazione.
Via | Sebastian Kügler
Officine Arduino è il nuovo ambizioso progetto dell’omonima tecnologia open source. Nata dall’esperienza del FabLab Torino, è un’azienda/laboratorio orientata allo sviluppo d’idee innovative: un’opportunità, per gli studenti del capoluogo piemontese. Una società associata al processo di produzione di Arduino e un nuovo esperimento.
FabLab Italia è stata un’iniziativa concepita per il centocinquantesimo anniversario d’Italia. Esauritasi lo scorso 20 novembre, riprenderà nel 2012 con l’aiuto di Officine Arduino. Non ne abbiamo mai parlato, esplicitamente: i FabLab sono un’esperienza – col Massachusetts Institute of Technology (MIT) – di lavoro e sperimentazione.
FabFi, un progetto di costruzione d’una rete wireless dai rifiuti per i Paesi in via di sviluppo, è soltanto un esempio delle tecnologie sviluppate nel mondo dai FabLab. Officine Arduino sarà uno spazio fertile per simili sperimentazioni — a prescindere dall’assetto societario, che adesso è meno interessante. Un modello da imitare.
Via | Arduino
Head-Up Display (HUD) è la nuova interfaccia di Unity, il desktop di Ubuntu, in associazione al menù superiore sulle finestre delle applicazioni. In pratica, affiancherà la MenuBar introdotta proprio da Unity: la soluzione “compete” con Ribbon, l’interfaccia di Microsoft Office che approderà pure su Explorer a partire da Windows 8.
Il parallelo con Ribbon non deve trarre in inganno. Mark Shuttleworth l’ha citato soltanto perché, a livello concettuale, lo ritiene un’alternativa convincente all’interfaccia di Xerox PARC – la prima Graphical User Interface (GUI) – inalterata da trent’anni. Il concetto alla base di HUD è differente e prepara a un controllo vocale.
Il nuovo approccio di HUD non mancherà di stimolare delle polemiche. Tuttavia, bisogna sottolineare che l’invocazione dell’interfaccia avviene da un tasto di scelta rapida — [Alt], nella circostanza: posizionandosi sulla MenuBar con il mouse, le applicazioni mantengono l’aspetto predefinito per i menù. È un accorgimento essenziale.
Continua a leggere: Head-Up Display, una nuova soluzione di Canonical sui menù per Unity
Da qualche ora, sulla pagina GitHub del progetto è finalmente disponibile la versione 1.2 di Cinnamon il DE creato da Clement Levbfebre. Il fork di Gnome Shell in chiave Gnome 2, risulta essere la prima versione stabile di un prodotto davvero interessante che ha attirato l’attenzione di varie distro e non solo.
Ovviamente con questo rilascio sono arrivate numerose novità, tutte di spessore e finalizzate a migliorare l’esperienza utente che oserei definire già ottima. Tra queste novità di rilievo troviamo l’introduzione di Cinnamon Settings, una sorta di Gnome Tweak Tool avanzato per Cinnamon, grazie a questo possiamo modificare alcuni aspetti a partire dal pannello fino ad arrivare alle estensioni. Altre novità di questa major release (tra l’altro gestibili da Cinnamon Settings) sono l’introduzione di appositi applet, nuovi effetti desktop e dei nuovi “desktop layouts”.
Interessante davvero come Cinnamon si sia evoluto e abbia portato avanti più o meno in silenzio il suo sviluppo. Nato come “tappabuchi” per le MGSE ecco conquistare una parte di scena all’interno di un palcoscenico piuttosto complicato come quello dei DE; le basi per un futuro con numerose soddisfazioni ci sono tutte non ci resta che stare a guardare come il suo sviluppo proseguirà.
Via | Webupd8