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Lo smartphone di Facebook, prima o poi, esisterà e utilizzerà Linux

Pubblicato da Federico Moretti

Facebook for MobileLo smartphone di Facebook, un prodotto che ricompare nei rumor a intervalli regolari, è davvero in progetto: lo conferma un’anonima fonte di Michael Larabel. In un certo periodo – complice la partnership del social network con Microsoft – si pensava che il dispositivo avrebbe proposto Windows Phone. A quanto pare utilizzerà Linux.

Non esistono dettagli sulla formula: lo smartphone potrebbe installare un fork di Android oppure utilizzare il kernel di Linux con un’interfaccia grafica personalizzata. È un dettaglio relativo, considerando che il dispositivo avrebbe un mercato potenziale di 900.000.000 di utenti. Numeri che non possono certo essere sottovalutati.

Personalmente, non acquisterei un device gestito da Facebook per una lunga serie di motivazioni. Ma, se le indiscrezioni saranno confermate, per Linux potrebbe essere l’ennesimo successo: il social network (a prescindere dalle altre implicazioni) contribuisce all’open source con vari progetti, da HipHop for PHP ai moduli di MySQL.

Via | Phoronix

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condividi condividi 0 commenti domenica 27 maggio 2012

Enyo, il framework di sviluppo su Open webOS, è acquisito da Google

Pubblicato da Federico Moretti

EnyoEnyo, il framework di sviluppo per applicazioni in HTML5 con webOS, è più o meno diventato parte di Google. La società di Mountain View non ha acquistato dei brevetti o delle licenze: ha assunto la maggioranza dei programmatori del team di Enyo usciti da Hewlett-Packard (HP). Quest’ultima è prossima al taglio di 27.000 dipendenti.

Le prime indiscrezioni parlavano del trasferimento dell’intero gruppo di lavoro, ma HP è intervenuta con una smentita. Enyo continuerà a essere rilasciato sotto Apache License 2.0 e mantenuto dalla società nonostante Matt McNulty – il responsabile del progetto – e molti dei suoi colleghi abbiano già accettato la proposta di Google.

L’esperienza degli ingegneri di HP confluirà, molto probabilmente, su Android. È una grave perdita per la società che, però, non intende modificare i piani di rilascio previsti per Open webOS. Molti dubitano che questo sia mai distribuito, soprattutto con le ultime defezioni. HP ha persino cercato di rivendere il comparto di Palm.

Via | The Verge

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Microsoft: un passo avanti, e due indietro, rispetto all’open source

Pubblicato da Federico Moretti

Microsoft Visual StudioMicrosoft costringe gli sviluppatori ad acquistare una copia completa di Visual Studio 11, che sarà venduto al prezzo di $499, per realizzare programmi sul desktop di Windows 8. La scelta non riguarda le applicazioni per Metro, la nuova interfaccia del sistema operativo: sussistono altri problemi, come quelli incontrati da Mozilla.

La società, infatti, ha rimosso l’infrastruttura di compilazione dal Software Development Kit (SDK) di Windows 8. L’unica soluzione, per avere un ambiente di sviluppo completo, è acquistare il prodotto di Microsoft: la decisione, mossa dalla “spinta” di Metro, si ripercuoterà soprattutto sulla disponibilità di programmi open source.

È evidente che Microsoft voglia fare di tutto affinché i programmatori sviluppano sviluppino applicazioni per Metro, che esordirà proprio con Windows 8. La creazione di software per quest’ultima non è esente da difficoltà, a causa dei requisiti imposti da Microsoft sulla sicurezza: anzitutto, Mozilla fatica a realizzare il porting di Firefox.

Via | The H Open

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condividi condividi 11 commenti sabato 26 maggio 2012

Punnet, il cabinet per Raspberry Pi che si “stampa” come un papertoy

Pubblicato da Federico Moretti

Punnet
Cartone, colla e forbici: tanto basta per costruire Punnet, un nuovo cabinet – degno di Giovanni Muciaccia – ideato sul Raspberry Pi. È stato realizzato da un utente del forum di supporto della scheda integrata ed è considerato in fase alpha. Basterà stampare il documento, in formato PDF, su un foglio in A4 e seguire le istruzioni.

La disponibilità di schede integrate come Raspberry Pi, ma anche Arduino, ecc. ha posto il problema di come “coprirle”: rispetto a tablet e smartphone, infatti, gli accessori disponibili in questo senso sono limitati. Utilizzare la carta non è molto ecologico – almeno, se non è riciclata – e non garantisce una perfetta dissipazione.

Tuttavia, il calore sviluppato da Raspberry Pi non dovrebbe costituire un problema e l’idea del cabinet che sembra un papertoy è simpatica. Presto sarà disponibile una versione deluxe adatta al taglio laser, che l’utente pensa di vendere a ¢50 per devolvere i proventi alla fondazione che distribuisce il dispositivo. Lo costruirete?

Via | Raspberry Pi

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Rilasciata Linux Mint 13 Maya

Pubblicato da Marco Usai



Il team di Linux Mint nelle scorse ore ha finalmente rilasciato la versione stabile di Linux Mint 13, nome in codice Maya. Ad una settimana dal rilascio della versione RC, ecco la versione stabile che a dire il vero non apporta grandissime novità.

Come già visto nella release candidate sono disponibili per il download due versioni: una con Cinnamon, il fork di GNOME Shell in stile GNOME 2.X e Mate riproduzione quasi perfetta di GNOME 2.X. Su Linux Mint 13 troveremo la versione 1.2 di Mate, che supporta finalmente le GTK+ 3 e le integra alla perfezione. Tra le altre novità troviamo l’approdo in pianta stabile di MDM (Mint Display Manager), un fork di GDM 2.20 ampiamente personalizzabile, nuovi artwork e a sorpresa, il cambio di motore di ricerca predefinito che passa da DuckDuckGo a Yahoo. Possiamo consultare tutte le nuove feature semplicemente controllando l’apposita pagina a questo indirizzo.

Linux Mint 13, nome in codice Maya arriva quindi a meno di un mese di rilascio da Ubuntu 12.04, base di questo rilascio. Le importanti novità e le scelte del team di Linux Mint e del suo patron, rendono Mint una delle distro più apprezzate sul panorama GNU/Linux; voi che ne pensate di questo, a mio parere, interessantissimo rilascio?

Via | Linux Mint

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condividi condividi 30 commenti mercoledì 23 maggio 2012

printerd: è uno spooler di stampa per Linux, realizzato da Tim Waugh

Pubblicato da Federico Moretti

colordprinterd è il nuovo progetto di Tim Waugh e consiste in uno spooler di stampa per Linux. È complementare a colord – il demone per la gestione dei profili di colore mantenuto da Richard Huges – ed è compatibile con CUPS. È tuttora in fase estremamente sperimentale e, a quanto sembra, funzionerà soltanto coi documenti in formato PDF.

In sé, printerd è modellato sulla struttura dell’Internet Printing Protocol (IPP), ma non è un server. L’unica interfaccia in uso è D-Bus: l’intento è quello d’implementare un server per IPP sulle API di D-Bus, come un processo separato. Così, le applicazioni accedono alla gestione della coda di stampa via D-Bus — in modo asincrono.

Il nuovo spooler è compatibile con tutti i driver e i backend esistenti per CUPS. Personalmente, mi domando cosa abbia motivato la scelta di limitare i formati di input al PDF: molto diffuso per i documenti da stampare, è un formato proprietario. La discussione su printerd, colord, ecc. prenderà corpo a Brno, nel novembre prossimo.

Via | LWN

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condividi condividi 7 commenti mercoledì 23 maggio 2012

È stato rilasciato ownCloud 4 tra crittografia e file system esterni

Pubblicato da Federico Moretti

ownCloudownCloud è stato aggiornato alla versione 4, che introduce tre funzionalità di rilievo fra le tante novità previste. La più interessante riguarda la sicurezza e, in particolare, la crittografia lato-server dei documenti gestiti dalla piattaforma. ownCloud 4 supporta il drag’n’drop per il caricamento e ammette i file system esterni.

Una funzione interessante è il versioning: ownCloud 4 permette di recuperare i contenuti rimossi per errore o ripristinare una versione precedente. La quantità dei backup da preservare è, ovviamente, configurabile. ownCloud 4 include il viewer dei documenti in formato ODF, consultabili dal browser senza bisogno di plugin aggiuntivi.

Le istanze di ownCloud 4 sono esportabili, per essere trasferite “al volo” su un’altra macchina. Chi intendesse erogare dei servizi di cloud computing basati su ownCloud, può creare dei temi personalizzati. È disponibile il nuovo app store per aggiungere applicazioni alla propria installazione: all’appello mancherebbe soltanto iOS.

Via | Frank Karlitschek

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Blogo.it disponibile su Google Currents!

Pubblicato da Blogo


Da oggi potete leggere le notizie di Blogo.it anche con Currents di Google, il nuovo sistema che ottimizza la lettura delle vostre fonti preferite per Android e iOS.

Oltre al nostro Blogo Today per iPad e per iPhone, potete scaricare la nuova app Currents di Blogo da questo link: avrete il flusso delle nostre notizie sempre a portata di mano, divise nelle sette categorie madre. Per chi di voi legge un solo blog del network, sono disponibili anche app singole:

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sipML5 è un client in JavaScript per chiamate dal browser via WebRTC

Pubblicato da Federico Moretti

sipML5 è un nuovo client, rilasciato sotto licenza GPLv3, che utilizza WebRTC – il framework della comunicazione in tempo reale di Google – per avviare video-chiamate dal browser. È scritto interamente in JavaScript e non richiede l’installazione di software aggiuntivo: è sufficiente soddisfare i requisiti minimi. Consiglia Chrom*.

Sviluppato da Doubango Telecom, una startup che realizza software per le telecomunicazioni, sipML5 offre una demo online: è necessario disporre di un account già registrato su Session Initiation Protocol (SIP). Occorre prestare attenzione alle impostazioni del proprio browser perché WebRTC è attivabile da chrome://flags a richiesta.

Oltre a sipML5, Doubango Telecom ha “liberato” i sorgenti di altre applicazioni per Android, iOS, Mac OS X e Windows. Sempre dedicate al VoIP. Un componente interessante è webrtc2sip, il gateway realizzato per sipML5, disponibile su Google Code sotto licenza BSD. Le soluzioni su WebRTC sono destinate ad aumentare nei prossimi mesi.

Via | The H Open

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Arduino, OpenWear e il wearable computing: la moda con l’open source

Pubblicato da Federico Moretti

OpenWear – Collaborative Clothing

OpenWear, un progetto finanziato dall’Unione Europea (UE) per la collaborazione dei fashion designer sul disegno di nuovi capi d’abbigliamento, terrà un workshop con Massimiliano Banzi – l’ideatore di Arduino – sul wearable computing. Il corso in questione sarà ospitato dalla Summer School della SUPSI di Lugano, il prossimo luglio.

Il workshop sarà incentrato sulla prototipazione di dispositivi indossabili, grazie ad Arduino. Già di per sé è un’iniziativa interessante e ci permette di prestare attenzione a un settore – quello della moda – che, solitamente, non è associato all’open source. Eppure, la moda è contraddistinta dall’assenza di copyright sui disegni.

Il fashion design non è estraneo a cause sul diritto d’autore. Ad esempio, Christian Louboubtin ha citato in giudizio Yves Saint Laurent (YSL) circa il plagio della sua caratteristica suola rossa: lo stilista ha perso perché l’idea non era “brevettabile”. Qualcosa che ricorda molto il software open source e la disputa sui brevetti.

Via | Arduino

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